Associazione Italiana dell'Industria Olearia

ASSITOL

Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, aderente a Federalimentare e Confindustria, nonchè alle principali federazioni europee ed internazionali (FEDIOL, IMACE, FEDIMA, COFALEC, Fedolive, EBB, COI, etc.)

Lobbying Activity

Response to Revision of EU rules on Gas

19 Feb 2021

Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, rappresenta, tra le altre, le imprese che svolgono l’attività di produzione e/o di trasformazione e/o di importazione di oli e grassi di origine vegetale e animale per usi diversi da quello alimentare, tra cui la produzione di energia elettrica rinnovabile da bioliquidi sostenibili. Aderisce a Confindustria e alle Federazioni europee dei settori rappresentati. Si allega il documento di posizione sulla consultazione. Distinti saluti.
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Response to Setting of nutrient profiles

25 Jan 2021

Assitol, l’Associazione Italiana dell’industria olearia che rappresenta, tra le altre, le industrie produttrici di olio di oliva e di altri oli e grassi vegetali destinati al consumo umano, nell’ambito della proposta di revisione del Regolamento (UE) n. 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, accoglie con favore l'opportunità di fornire le seguenti osservazioni. Come noto, la strategia europea Farm to Fork “dal produttore al consumatore" mira a garantire migliori informazioni sull'etichettata per aiutare i consumatori a compiere scelte alimentari più sane e sostenibili e a combattere gli sprechi alimentari. Tali scelte, ad avviso della scrivente, non possono e non dovrebbero essere adottate sulla base di valutazioni approssimative e semplicistiche scaturenti dall’apposizione semplicistica di un bollino rosso/giallo/verde come si propongono determinati sistemi di etichettatura nutrizionale elaborati da alcuni Stati Membri. A tal proposito, è imprescindibile che le scelte alimentari siano il risultato di una valutazione omnicomprensiva, che tenga conto del patrimonio culturale, della provenienza geografica, delle abitudini alimentari, dello stile di vita (sportivo o meno) e delle esigenze individuali del consumatore e l'etichettatura degli alimenti è certamente uno strumento importante per aiutare i consumatori a prendere decisioni informate, senza arrivare, in maniera direttiva, a categorizzare cibi buoni e cibi cattivi. È questo l’approccio che dovrebbe prediligersi, anche alla luce del fatto che la promozione di diete sostenibili sane, variegate ed equilibrate sia fondamentale per la prevenzione e il controllo delle patologie correlate ad una cattiva alimentazione, senza dimenticare che l’apposizione di un simbolo rosso o arancione potrebbe far sorgere dubbi sulla sicurezza del cibo contrassegnato e potrebbe dissuadere il consumatore dal comprare quell’alimento o simili, privandolo delle proprietà nutrizionali degli alimenti contrassegnati dal bollino rosso perché grassi. Ad avviso della scrivente, preso atto che nelle intenzioni della Commissione UE vi sia l’introduzione obbligatoria e non facoltativa di un'etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell'imballaggio, il sistema FOP dovrebbe informare i cittadini, sulla base di un solido background scientifico, sulla composizione degli alimenti piuttosto che suggerire loro cosa mangiare. Ad ulteriore specificazione, per quanto concerne i condimenti e i prodotti alimentari mono ingredienti come l’olio di oliva extravergine - considerato prodotto cardine della dietra mediterranea (patrimonio immateriale dell’UNESCO) - sarebbe opportuno considerare una loro esclusione dal campo di applicazione del sistema FOP e dai profili nutrizionali poiché non apporterebbe alcuna utilità - ma solo un aggravio organizzativo economico a carico delle imprese produttrici - per il consumatore, il quale è perfettamente consapevole della circostanza che stia assumendo un grasso e, per di più, un grasso consumato solo come condimento e in dosi minime. Sull’ampliamento delle informazioni obbligatorie sull'origine o sulla provenienza per taluni prodotti, la Commissione dovrebbe tener conto delle normative comunitarie già stringenti previste per alcuni prodotti alimentari come l’olio di oliva (si pensi al Regolamento (UE) n. 29/2012) e, successivamente, valutare l’opportunità o meno di ampliare il novero delle informazioni da indicare in etichetta e vagliare quelle normative nazionali che non consentono ai produttori di avvalersi di condizioni di concorrenza eque e condizioni di parità a livello UE. Restando a disposizione per eventuali chiarimenti, porgiamo distinti saluti.
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Response to High and low Indirect Land-Use Change (ILUC) - risks biofuels, bioliquids and biomass fuels

8 Mar 2019

Assitol, the Italian Association of edible Oil Industry, member of Confindustria, represents and protects at national, European and international level industrial companies operating in the production and processing of oils, fats and derived products for different uses. Among the groups represented by Assitol, there are the following ones: • the "Biodiesel" Group, made up of companies producing biofuel derived from vegetable or animal oils or fats, including animal by-products (ABPs), processing residues and waste such as Used Cooking Oil (UCO) and Palm Oil Mill Effluent (POME); • the "Oil for technical uses" Group, consisting of companies engaged in the production and/or processing of vegetable and animal oils and fats for non-food uses, including the production of renewable energy from bioliquids, in particular ABPs and pure vegetable oils (PVO), and oils extracted from oilseed crops. In the context of the public consultation, which will run until 8 March 2019, we would like to provide our contributions about the draft of the delegated act (DA) published by the European Commission on 8 February 2019, in order to define feedstocks with high risk of Indirect Land-Use Change (ILUC) and to set criteria to certify low ILUC-risk biofuels, bioliquids and biomass fuels. First of all, we point out the importance of Italian soybean production entirely purchased and processed by the processing industry and dedicated to the production of oils for energy and biofuels use. Moreover, the production of soybeans, in crop rotation with maize or other arable crops, allows maintaining the nourishing power of the land dedicated to it. For these reasons, we welcome the fact that soy is not classified as high-risk ILUC feedstock. That’s why we ask to integrate the Article 5, letter a) of DA, containing the additionality measures for the certification of low ILUC bioliquids and biofuels, to insert, among those measures, also the crop rotation. The latter leads, in a sustainable way, to an increase in the yield of food crops and feed on land already used for the cultivation of food and feed crops, in line with the definition of Article 2, point 6 of DA. Considering palm oil, we would like to underline that its yield per hectare is the highest, compared to other crops and fruits. Nowadays there is no alternative feedstock to answer supply chain demand. On the other hand, about the additionality measures, we would like to point out two comments: • the measures on which “Low ILUC risk” certification would be based need to be clarified further. Those measures, at this stage, are still relatively unclear and a better definition of their context of implementation (financial attractiveness only for non-food uses, the nature of the evidence to demonstrate their use, application by small holders only) is needed to avoid an incorrect or misleading interpretation of the future regulation; • in order to establish the methodology to calculate the additional feedstock obtained through additionality measures, please consider the life cycle of the perennial plant that are slow growing trees and do not reach the maximum production rate until the 6-8th year of life. In conclusion, we believe that the Commission’s impact assessment to start the high ILUC-risk evaluation from a specific per crop type evaluation - including all crops used as raw materials to produce the various biofuels and bioliquids - should be based on transparent, peer-reviewed and publicly available scientific data, to be regularly updated, concerning both land use, GHG impacts and yield developments.
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