Associazione Italiana per il WWF
WWF Italia
La Missione del WWF Internazionale è costruire un futuro in cui l'umanità possa vivere in armonia con la natura.
ID: 568599137638-73
Lobbying Activity
Response to Sustainable use of pesticides – revision of the EU rules
16 Sept 2022
Il WWF Italia esprime il suo apprezzamento per l'opportunità offerta dalla Commissione UE di commentare la proposta di Regolamento sull'uso sostenibile dei pesticidi. Il WWF Italia esprime i suoi dubbi sulla necessità di effettuare valutazioni sull'applicazione e sull'impatto della normativa sull'uso sostenibile dei pesticidi, che porterebbe a inutili ritardi nella sua applicazione da parte degli Stati membri. Gli orientamenti per legiferare meglio della Commissione consentono di non condurre una valutazione d'impatto in caso di "imperativo politico di procedere rapidamente" e l'azione urgente per conseguire l'obiettivo di riduzione del 50% dell'uso di pesticidi entro il 2030 non obbliga la Commissione a effettuare una valutazione d'impatto. Il WWF Italia chiede un miglioramento immediato della reale applicazione della Direttiva UE Pesticidi, con obiettivi vincolanti ambiziosi, quantificabili, che contribuiscano agli obiettivi indicati dalle Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030. La Politica Agricola Comune (PAC) è stata identificata come un elemento essenziale per una efficace attuazione della Direttiva UE Pesticidi. La necessità di rendere operativo il nuovo Regolamento UE sui Pesticidi è collegata anche alla definizione e successiva verifica dei piani strategici della PAC post 2022 in corso di approvazione. I Piani Strategici Nazionali della PAC dovrebbero recepire gli obiettivi di riduzione dei pesticidi indicati dalla Commissione ai singoli Stati membri in relazione alla quantità di pesticidi utilizzati (per l’Italia l’obiettivo indicato è una riduzione del 62%). Il fallimento della Direttiva UE Pesticidi è dovuto alla mancanza di impegno degli Stati e della CE nella sua piena e corretta applicazione ed assenza di monitoraggio sui risultati raggiunti con la normativa. La Strategia tematica sull'uso sostenibile dei pesticidi del 2007 prevedeva già due tipi di misure da aggiungere in caso di fallimento: la definizione di obiettivi quantitativi per la riduzione dell'uso e la creazione di un quadro per la tassazione dell'uso dei pesticidi. Finora, nessuna di queste misure è stata attuata nella maggioranza degli Stati membri. Il WWF Italia raccomanda inoltre:
a) colmare le carenze di dati, stabilire nuovi indicatori come quelli che misurano il carico tossico (effetto combinato sulla salute umana e impatto ambientale). Garantire fonti di dati indipendenti, disaggregate per principio attivo e peso/volume del principio attivo. Informazioni annuali, per coltura e regione, in modo da poter analizzare l'evoluzione dell'uso dei prodotti fitosanitari e stabilire strategie differenziate.
b) la formulazione di proposte normative e di modifiche basate sulle informazioni già disponibili. Ciò include, tra l'altro, la revisione dei meccanismi di eccezionalità nelle autorizzazioni all'uso di prodotti fitosanitari vietati, dato il loro uso discrezionale da parte degli Stati membri.
c) l'obbligo per gli Stati di attuare in modo serio ed efficace la DoSPS, escludendo il possibile utilizzo delle nuove bio-tecnologie (NBT-TEA) come un’alternativa valida all’uso dei pesticidi.
d) esorta la Commissione UE a concentrarsi sulla promozione dell’agricoltura biologica e sulla lotta integrata che escluda l’uso della chimica di sintesi in tutte le pratiche che hanno già oggi valide alternative, come nel caso del diserbo chimico.
Il WWF Italia esorta infine la Commissione a considerare con la dovuta attenzione le aspettative dei cittadini europei che si sono espressi sottoscrivendo l'ICE "Save Bees and Farmers" che chiede non solo una graduale eliminazione dei pesticidi di sintesi, ma anche un adeguato sostegno agli agricoltori per una conversione all’agroecologia ed il sostegno alla ricerca scientifica per trovare soluzioni alternative all’uso dei pesticidi.
Read full responseResponse to Revision of the EU Pollinators Initiative
24 May 2022
Un importante contributo alla tutela degli impollinatori potrebbe finalmente arrivare con le Strategia “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030, presentate il 20 maggio 2020 dalla Commissione UE, che fissano alcuni importanti obiettivi per la riduzione dell’uso dei pesticidi, l’aumento delle superfici coltivate con il metodo certificato dell’agricoltura biologica e il restauro ecologico degli agroecosistemi con l’obiettivo di destinare almeno il 10% della superficie delle aziende agricole europee ad infrastrutture verdi funzionali al mantenimento della biodiversità. Gli insetti impollinatori hanno bisogno di ecosistemi liberi da veleni e diversificati, con la presenza di siepi, alberate, fasce tampone con fiori nettariferi, stagni, per alimentarsi e completare il loro ciclo riproduttivo. Per questo è fondamentale eliminare i pesticidi che avvelenano la nostra agricoltura e riportare la natura all’interno delle aziende agricole. Per raggiungere questi obiettivi e non lasciare sulla carta i buoni propositi delle due Strategie europee tutti gli Stati membri, gli agricoltori, l’industria agroalimentare ed i cittadini europei sono richiamati oggi a svolgere un ruolo attivo ed assumersi le proprie responsabilità per sostenere la necessaria transizione ecologica della nostra agricoltura:
La Commissione Europea ha annunciato la presentazione il 22 giugno 2022 del Regolamento di attuazione della Direttiva UE Pesticidi 2009/128/CEE, che dovrebbe mettere al bando tutti i pesticidi responsabili della moria delle api, eliminando dal commercio tutti i neonicotinoidi (oggi ne sono stati vietati solo tre) e il contestato glifosate, non rinnovando la sua autorizzazione in scadenza a dicembre 2022. Dovranno inoltre essere recepiti gli obiettivi di riduzione dei pesticidi delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” rendendoli vincolanti per gli Stati membri (riduzione del 50% dei pesticidi entro il 2030) e l’obbligo del divieto d’uso di pesticidi nocivi per la biodiversità all’interno delle aree naturali protette e siti Natura 2000.
E' indispensabile definire a livello di Stato membro linee guida per interventi di restauro ecologico degli ecosistemi funzionali
alla conservazione degli insetti impollinatori e favorire la realizzazione di sistemi di supporto alle decisioni
(DSS) per la progettazione di interventi di restauro degli ecosistemi (in particolare in aree agricole) al fine di
realizzare interventi efficaci. Dedicare più attenzione al tema dei corridoi ecologici per gli insetti impollinatori
per facilitare l'adattamento ai cambiamenti climatici con riduzione della frammentazione degli habitat.
Rendere vincolante per gli Stati membri della UE l'adozione di un Piano di Azione Nazionale per la
conservazione degli insetti impollinatori. Rafforzare le misure previste dalle Direttive UE pesticidi e biocidi
per ridurre l'impatto delle sostanze chimiche di sintesi sugli impollinatori, in particolare vietare l'uso dei
pesticidi in tutti i siti Natura 2000 e vietare il diserbo chimico nei disciplinari dell'agricoltura integrata. Potenziare le attività di monitoraggio degli insetti impollinatori attraverso attività di citizen science. Incrementare le risorse del programma Life e Horizon dando priorità ai progetti di conservazione degli impollinatori e valutare con attenzione gli eco-schemi e gli interventi dei Piani Strategici Nazionali della PAC post 2022 dedicati alla conservazione degli insetti impollinatori.
Read full responseMeeting with Charlina Vitcheva (Director-General Maritime Affairs and Fisheries)
5 May 2022 · Discussion on fisheries issues, current challenges
Response to New EU Soil Strategy - healthy soil for a healthy life
9 Dec 2020
L'Unione Europea deve assolutamente assumere iniziative più efficaci e vincolanti per gli Stati membri, non basta aggiornare la Strategia europea per la tutela e la gestione sostenibile del suolo, serve una Direttiva sul suolo che affronti sia il problema del consumo del suolo sia il problema della perdita di qualità ecosistemica del suolo. La Strategia e la Direttiva UE sul suolo dovranno essere strumenti coerenti con le due Strategie UE Biodiversità 2030 e Farm to Fork, funzionali al raggiungimento degli obiettivi di queste due strategie. Serve inoltre coerenza con altre Direttive che regolamentano aspetti fondamentali per la tutela del suolo, come la Direttiva pesticidi che dovrebbe, quanto meno, vietare il diserbo chimico essendo una pratica agricola facilmente sostituibile con altre pratiche a minore impatto sul suolo. Il divieto del diserbo chimico è essenziale per poter raggiungere l'obiettivo della riduzione del 50% dell'uso dei pesticidi in agricoltura, obiettivo delle 2 strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030. Il divieto del diserbo chimico dovrebbe essere un obbligo per la difesa integrata o l'agricoltura conservativa per poter accedere ai sussidi previsti dalla PAC attraverso gli ecoschemi del primo pilastro o le misure agro-ambientali del secondo pilastro.
E' inoltre essenziale rendere coerenti tutte le politiche comunitarie con l'obiettivo della tutela del suolo, in particolare la PAC - Politica Agricola Comune. Il Parlamento UE e il Consiglio AgriFish hanno pericolosamente indebolito le proposte dei nuovi Regolamenti della PAC post 2020, intervenendo sulle misure della condizionalità (obbligo delle rotazioni e obbligo dell'utilizzo del DSS per la fertilizzazione dei terreni). Mantenere l'obbligo delle rotazioni nella condizionalità è solo il primo passo per una gestione più sostenibile del suolo, da rafforzare attraverso l'introduzione delle leguminose come misura negli ecoschemi. Allo stesso modo l'obbligatorietà dell'uso di DSS rappresenta la premessa indispensabile per un utilizzo sostenibile del suolo in agricoltura. Nella gestione della PAC è necessario prevedere meccanismi che colleghino i pagamenti al raggiungimento di risultati, nel caso del suolo legati all'obiettivo dell'incremento della sostanza organica del suolo. Da una parte è necessario incentivare pratiche virtuose per un utilizzo sostenibile del suolo, dall'altra vanno premiate le modalità di gestione che garantiscono risultati concreti e misurabili nel tempo.
Per contrastare il consumo di suolo collegato alla modifica dell'uso del suolo, in particolare per l'espansione delle aree urbanizzate e l'incremento delle infrastrutture, è indispensabile introdurre l'obiettivo "consumo di suolo netto zero entro il 2030" come parte integrante della nuova Strategia UE sul suolo, ma anche per questo obiettivo resta essenziale l'approvazione di una specifica direttiva perchè, come è noto, le Strategie comunitarie fissano obiettivi legalmente non vincolanti per gli Stati membri.
Infine sono essenziali il sostegno alla ricerca e innovazione nella gestione e tutela del suolo, valorizzando la funzione dei Gruppi Operativi per l'innovazione, e l'informazione e formazione degli operatori attraverso strumenti che tengano conto dei limiti di tempo degli agricoltori e la loro età media generalmente superiore ai 60 anni. Inoltre è molto importante garantire servizi di assistenza tecnica alle aziende agricole per una gestione sostenibile del suolo. Infine è importante non dimenticare i suoli non agricoli, come quelli presenti nelle aree urbane e periurbane sottoposti a varie forme di degrado, promuovendo pratiche che garantiscano la tutela quantitativa e qualitativa di questi suoli.
Read full responseResponse to Protecting biodiversity: nature restoration targets
20 Nov 2020
La “Strategia dell’Unione Europea per la biodiversità entro il 2030” si pone l’ambizioso obiettivo
di redigere un piano di ripristino della natura per “migliorare lo stato di salute delle zone protette
esistenti e nuove e riportare una natura variegata e resiliente in tutti i paesaggi e gli ecosistemi: per
far ciò occorre ridurre le pressioni sugli habitat e le specie e assicurare che gli ecosistemi siano
sempre usati in modo sostenibile; occorre anche sostenere il risanamento della natura, limitare
l'impermeabilizzazione del suolo e l'espansione urbana e contrastare l'inquinamento e le specie
esotiche invasive”.
La sfida lanciata dalla Commissione Europea con l’European Green Deal (per il quale la CE intende
mobilitare 1.000 miliardi di euro) e con la Strategia Europea per la Biodiversità è grande e presuppone
un altrettanto grande impegno per mettere a sistema tutte le risorse disponibili, con gli strumenti
tecnici, normativi e finanziari più efficaci e indirizzarle sugli obiettivi prioritari di biodiversità”; la
maggior difficoltà è l’integrazione tra le diverse linee di politiche sull’ambiente e sul territorio in
generale.
Anche il dibattito in atto sulla reimpostazione delle priorità del Quadro Finanziario Pluriennale – QFP
2021 -2027 dell’Unione Europea può aprire importanti spazi alla realizzazione di infrastruture verdi
o ad interventi caratterizati da nature based solution; grandi opportunità si possono presentare con
l’utilizzo virtuoso di una quota parte dei nuovi finanziemnti messi a disposizione dallo strumento
innovativo “Next Generation EU”, a cui sono stati assegnati dal Consiglio europeo nello scorso luglio
750 miliardi di euro di nuovi fond europeii, 173 circa dei quali risultano essere destinati all’Italia.
Il rischio è che si perdano altri dieci anni, come per la passata Strategia nazionale per la Biodiversità,
rimasta sostanzialmente solo sulla carta. E’ quindi urgente redigere al più presto un PIANO
NAZIONALE DI RIPRISTINO AMBIENTALE con le priorità d’azione, la programmazione delle
risorse economiche e finanziarie necessarie alla sua concreta realizzazione e l’individuazione degli
strumenti normativi, tecnici e finanziari più adeguati per garantire l’avvio di una efficacie azione di
rinaturazione nel nostro Paese. In questi ultimi decenni c’è stata una grande attenzione nella definizione di approcci e metodi volti a
individuare le priorità d’azione per la tutela del patrimonio naturale. Tra questi ricordiamo
l’individuazione di ecoregioni a livello mondiale (Olson D.M., Dinerstein E., 1998, 2002; WWF
1998, 2000) con la definizione al loro interno di aree prioritarie per la biodiversità dove promuovere
piani d’azione Un approccio che si è sovrapposto e integrato con quello della continuità territoriale degli ecosistemi
(biopermeabilità e reti ecologiche), molto attivo in Europa e in Italia nel decennio compreso tra il
1995 e il 2005, conducendo ad alcuni importanti esiti anche applicativi (Romano, 2000). Si sono così
susseguiti progetti di rete ecologica a varia scala (internazionale, nazionale, regionale) costruiti anche
su quanto avviato dalla politica europea con Rete Natura 2000, che ha permesso di individuare
migliaia di siti di interesse comunitario da tutelare in tutta Europa (Direttiva Habitat 43/92/CEE).
L’attività di ricerca sulle reti ecologiche ha al contempo attivato uno spettro di conoscenze che ha poi
alimentato altri settori di interesse, tra i quali certamente va citato quello delle greenways e dei servizi
ecosistemici, che costituiscono ancor oggi il core business scientifico di importanti e molteplici sedi
di ricerca.
Read full responseResponse to Farm to Fork Strategy
15 Mar 2020
Sustainable agriculture is the key to producing food within the carrying capacity of the planet, maintaining the ecosystem services on which it depends, such as fertile soils rich in organic matter, availability of clean water and conservation of habitats and species, such as insects pollinators. These ecosystem services are essential to ensure the quantity and quality of our food and to support the development of rural economies and local communities. However, at present, most markets do not recognize the value of ecosystem services and do not pay sustainable production enough to guarantee an adequate income for farmers. We can really talk about sustainable agriculture when these three objectives are met:1) Give space to nature on farms. It is essential to ensure within the farms a minimum area for the maintenance of green infrastructures (hedges, trees, secular trees isolated or inserted in small woods, ponds and small wetlands, grass belts, stable meadows, etc.) that support biodiversity of agro-ecosystems. The minimum target should be the presence of at least 10% of the total agricultural area (SAT) of the farm dedicated to these natural spaces.2) Reduce dependence on synthetic chemistry. Policies that promote production models that require a lower input of synthetic chemicals, in particular pesticides, are needed through the spread of agricultural practices that do not require the use of synthetic chemicals and strengthen the natural defense of agro-ecosystems. Organic and biodynamic agriculture today represent the most advanced agroecology models that must be promoted with greater determination. Realistic goals are to reach 40% of the SAU (Used Agricultural Surface) certified in organic agriculture by 2030, of which 100% of the UAA in organic within the Natura 2000 network and to reduce the use of pesticides by 80% within 2030.3) Restoring and maintaining the fundamental cycles of nitrogen, phosphorus, carbon and water. These are the biogeochemical cycles of the biosphere on which agricultural production depends and which agriculture itself has profoundly and dangerously altered, far beyond the limits of the resilience of the biosphere. It is necessary to run for cover by promoting good agricultural practices capable of bringing these bio-geo-chemical cycles into balance, reducing the use of mineral and chemical fertilization, promoting the restoration and maintenance of organic matter and biodiversity in soils , with virtuous practices such as crop rotations with the obligation of at least one legume.EU institutions and national governments should responsibly address the environmental and social challenges that depend on agriculture, in particular to meet national, European and international commitments such as the 2030 Agenda for Sustainable Development and the Paris Agreement .Furthermore, the Farm to Fork Strategy must indicate the goal of self-sufficiency in feed production as a basic criterion on which to set up European breeding. This is because we are now largely dependent, for Italian and European intensive animal husbandry, on imports of soy (GMO) from the American continent, with significant impacts both on the concentration of lands in those countries (and therefore with impacts on the production of food for local communities) than on deforestation. To this must be added an increasing dependence on imports also for maize (today 50% of Italian zootechnical maize is imported). feed independence presupposes a strong downsizing of the animals reared in an intensive regime. And therefore a dietary and market orientation aimed at reducing (and qualifying) the consumption of food of animal origin.
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