FORUM DROGHE
FD
Forum Droghe is a non profit organization, founded in 1995, to promote a public health approach to drug policies and reduce the unintended consequences of punitive drug legislations on the justice and prison systems.
ID: 803889421698-25
Lobbying Activity
Response to Revision of the mandate of the European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction
20 Apr 2022
Come associazione Forum Droghe pensiamo che l’EMCDDA sia sempre stata una fonte importante, scientificamente valida, orientata a migliorare la capacità europea e degli stati membri di intervenire sui fenomeni dei consumi di sostanze in maniera efficace e adeguata ai mutamenti degli scenari e degli stili di consumo. Spesso al momento di innovare politiche e interventi (si pensi alla Riduzione del danno, o alle NPS) l’EMCDDA è stata una risorsa importante, più avanzata e aperta della nostra situazione nazionale e ha giocato da stimolo . Ha sempre avuto la natura di un organismo scientifico, non politico, ma ha spesso saputo spendere la conoscenza e la ricerca nella direzione di un valido sostegno ai policy maker. E' stata anche nel tempo apprezzabile l’apertura verso la società civile e l’inclusione di operatori, esperti e persone che usano droghe nelle consultazioni e anche come fonti di conoscenza dei fenomeni. È stato anche importante il tentativo – riuscito a dire il vero a macchia di leopardo e non soddisfacente– di avere Focal point nazionali in grado di fornire dati di qualità e omogenei, per favorire conoscenza ma anche comparazione. Sulla riforma proposta:
Positivamente si può dire che l’EMCDDA
- accresce il suo potere con un mandato più forte di quello attuale circa il monitoraggio delle politiche nazionali
- ha un ruolo più incisivo verso i Focal Point nazionali nel definire qualità dei dati raccolti e standard del monitoraggio
- stringe una collaborazione più forte con gli organismi UE circa la politica internazionale sulle droghe, fornendo dati e conoscenza spendibili
anche a livello ONU, il che, considerando i dati spesso criticabili che accompagnano le politiche globali, può essere un guadagno
Questi aspetti pur positivi pongono tuttavia un interrogativo sulla natura dell’ente che sembra passare da un ente scientifico a uno maggiormente politico-esecutivo, il che pone la questione su cosa possa cambiare sul piano dell’indipendenza scientifica
Criticamente:
- riceve un mandato molto forte (e relativo budget) circa la riduzione dell’offerta, soprattutto l’analisi dei mercati illegali. Questo ci pare problematico soprattutto sotto il profilo dell’ulteriore sbilanciamento tra riduzione dell’offerta e riduzione della domanda e riduzione del danno, a netto favore della prima. Mentre un maggiore bilanciamento a favore delle seconde viene chiesto da decenni
- Nel testo si enfatizza l’analisi dei mercati ma non si menziona la necessità di uno studio di efficacia delle stesse politiche di riduzione dell’offerta, così ponendo l’EMCDDA nella posizione di doversi fermare alle soglie di un importante compito di valutazione
- Si sovrappone al lavoro di altre agenzie che già operano sui mercati e spendono una quota importante di budget comunitario, come Europol, CEPOL, Eurojust. Inoltre vi sono interrogativi inquietanti sulle modalità del fare ricerca, se si considerano i recenti scandali emersi circa la mancanza di ogni rispetto della privacy di milioni di cittadini ad opera di EUROPOL
- Circa le politiche di riduzione della domanda e di riduzione del danno appare preponderante il tema della prevenzione e in netto subordine riduzione del danno e trattamento. Sulla prevenzione l’EMCDDA dovrebbe anche assumere un ruolo diretto circa campagna europee, senza considerare che proprio i suoi studi hanno più volte messo in evidenza gli indimostrabili risultati delle campagne
- Non si fa cenno alla centralità dei diritti umani e soprattutto non se ne fa un terreno di monitoraggio e valutazione delle politiche
- Il sistema di Early warning sembra più orientato al lavoro delle polizie che a mettere in sicurezza i consumatori attraverso un sistema di informazioni e comunicazioni a tutela di un uso sicuro.
- Infine e non ultimo, il ruolo della società civile appare in ombra, molto meno coinvolta di quanto non sia di fatto avvenuto fino ad oggi.
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