GAL TIRRENICO MARE MONTI E BORGHI CLLD

GAL TIRRENICO

Attuare Strategia di Sviluppo Sostenibile di Tipo Partecipativo.

Lobbying Activity

Response to Evaluation of the impact of LEADER on balanced territorial development

19 Sept 2020

Il riconoscimento di Organismo Intermedio/CLLD/GAL (ove riconosciuto anche di diritto pubblico), non é ben conosciuto e cozza con la normativa locale (TUEELL, ecc.), specie quando si parla di PPP e di possibilità gestionale dei fondi SIE. Inoltre, la politica regionale e nazionale non intende riconoscere il ruolo e le prerogative di OI ai GAL, dando maggiore valenza alle Agende urbane e alla SNAI (pur se queste ultime di fatto sono per lo più ferme). Eppure, i GAL sono di fatto più rappresentativi dato che coprono e si confrontano con il 90% del territorio regionale. Sulla scorta della nostra esperienza diretta (23 GAL della Sicilia), il processo LEADER/CLLD ha la necessità di potersi "affrancare" dalla regia/controllo delle AAdGG dei fondi quando queste non hanno adeguata conoscenza del processo o, peggio, non hanno interesse a far partire in tempo e adeguatamente il LEADER: le AAdGG dovrebbero dotarsi di uffici che conoscono le procedure connesse alla logica LEADER e non dovrebbero poter "gestire" le risorse una volta assegnate ai GAL. Sarebbe più corretto e spedito che i GAL avessero il contatto diretto con la CE (anche con una loro struttura di governance: RETE regionale), in merito alle procedure e alle attività che vengono fissati nei loro PAL. Noi paghiamo il prezzo di una sottostima delle risorse richieste e necessarie e, peggio, pur se in Sicilia si parla di CLLD, ad oggi non é stato consentito l'impegno delle risorse in logica multifondo: ci hanno "sterilizzato" le somme dei fondi FESR, FSE (nonostante gli impegni), mentre, a fatica lavoriamo con quelle FEASR, peraltro sotto stimate già in fase di programmazione. Il CLLD é un processo nuovo e che le autorità regionali "faticano" a voler comprendere e nel dubbio non fanno nulla. Inoltre, la ripartenza della selezione delle aggregazioni sub-regionali GAL (tutte, azzerando, di fatto il lavoro fatto di aggregazione), ad ogni programmazione rallenta i processo legandolo alla "volontà/capacità" della gestione regionale dei fondi: in Sicilia bandi di selezione partiti nel 2016 hanno impiegato 2 anni per giungere a definizione (SM 19.1, 19.2 e 19.4). Sarebbe più corretto che i GAL esistenti, proseguissero la loro attività nelle nuove programmazioni divenendo interlocutori diretti con la CE per i loro Piano di Azione Locale potendo affinare, rimodulare, aggiornare i PAL e il partenariato senza l'azzeramento del organismi già riconosciuti. In merito alle modalità di definizione e predisposizione dei PAL ritengo errato oltre che assurdamente ridondante che vengano replicati (richiesti) dei minori PSR (FEASR) sugli stessi territori. I GAL hanno delle potenzialità di raccolta delle informazioni e necessità, aggregative e di interventi puntuali e congruenti con le reali esigenze dei territori che la logica multifondo riconosce perfettamente, perché parliamo di una trasversalità operativa, ma che le AAdGG regionali, di fatto, non riescono a garantire perché vedono i GAL come utenti e non come partners, cioè come valore aggiunto, principali attori del processo di sviluppo sostenibile locale di tipo partecipativo.
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