Animal Law Italia ETS

ALI

Founded in 2016, Animal Law Italia (ALI) is a not-for-profit organisation based in Italy committed to bringing together lawyers and scholars already contributing to the progress of legal protection for animals in Europe.

Lobbying Activity

Meeting with Cristina Guarda (Member of the European Parliament)

29 Jan 2026 · Animal welfare

Response to Review of poultry marketing standards

19 May 2023

Animal Law Italia ringrazia per l'opportunità di poter fornire un feedback in merito all'iniziativa volta a modernizzare le attuali norme di commercializzazione del pollame e ad allinearle ai requisiti del trattato di Lisbona. In relazione alla proposta di regolamento delegato che abbiamo potuto consultare, chiediamo che la Commissione prenda in considerazione la possibilità di vietare il ricorso all'alimentazione forzata di oche e anatre per la produzione di foie gras. In particolare, proponiamo che venga eliminato il requisito del peso minimo del fegato per i fegati di anatra e d'oca, attualmente citato nell'art. 2 della succitata proposta di regolamento delegato. Precisiamo che la proposta non mira a vietare la produzione di foie gras, bensì all'eliminazione definitiva di una pratica già vietata in Italia e in diversi altri Stati membri, in quanto intrinsecamente incompatibile con il benessere degli animali e quindi ritenuta crudele dai consumatori. Al riguardo, si osserva che questi ultimi non hanno possibilità di scegliere un foie gras prodotto senza la tecnica dell'alimentazione forzata, in quanto la presenza di un requisito legale particolarmente stringente impedisce di fatto la possibilità per i produttori di adottare misure maggiormente favorevoli al benessere animale. Oltretutto, il requisito dei pesi minimi di fatto costituisce una barriera all'ingresso sul mercato europeo di produttori all'interno di Stati membri che hanno vietato l'alimentazione forzata, con l'effetto di tradursi in una misura protezionistica a vantaggio degli interessi di una specifica industria, in aperto contrasto con i principi e le norme europee di libertà di circolazione delle merci. Da ultimo, si rileva che i pesi minimi del fegato non costituiscono un criterio tradizionale, essendo stati stabiliti per la prima volta nel 1991 e pertanto non ricade nella clausola di esenzione per motivi tradizionali prevista dall'art. 13 del TFUE. Anche per tale motivo, riteniamo che la promozione del foie gras attraverso l'alimentazione forzata possa minare l'immagine dell'Europa quale comunità fortemente interessata alla tutela del benessere animale, in linea con le aspettative dei cittadini.
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Response to Setting the Course for a Sustainable Blue Planet -Update of the International Ocean Governance Agenda

15 Feb 2022

L’elaborazione di politiche efficaci correlate ai concetti di sostenibilità e di sviluppo sostenibile richiede un approccio multidisciplinare e integrato, che considerata ogni singola esternalità, si appresti alla ricerca di una soluzione concreta per una sfida ambiziosa. Gli oceani sono habitat naturali estremamente complessi, protagonisti di uno stato di emergenza determinato da influenze multifattoriali. L’elaborazione di una governance capace di affrontare una sfida così complessa richiede imprescindibilmente un approccio olistico, che prenda in considerazione uno dei maggiori indici di acute criticità in riferimento alla sostenibilità degli oceani: il benessere animale. Il grado di tutela del benessere animale si pone infatti in una relazione direttamente proporzionale al grado di sostenibilità degli oceani. I due concetti presentano punti di contatto di estremo rilievo, come la qualità delle acque, la biosicurezza, la salvaguardia degli ecosistemi. In quei sistemi di produzione alimentare ai quali si associ una scarsa tutela del benessere animale, viene a determinarsi una grave inefficienza produttiva, causata da bassi livelli di salute animale, alto uso di antibiotici, elevati tassi di mortalità, cui si correlano rilevanti esternalità ambientali. Negli allevamenti ittici ad esempio, uno scarso livello di benessere animale, determinato da alte densità di allevamento e sistemi di alimentazione inefficienti può causare la presenza di acque reflue tossiche, in grado di determinare danni all’ecosistema circostante e rischi elevati per la salute umana. L'approvvigionamento di pescato da destinarsi all’alimentazione degli animali allevati nei sistemi di acquacoltura è una delle attività a più alto impatto ambientale, direttamente connessa con lo spopolamento degli oceani, in grado di associarsi ad alti livelli di produzione di CO2 associati al ricorso a tecniche di pesca quale quella a strascico, in correlazione diretta con l’attuale crisi climatica mondiale. A bassi livelli di benessere animale si correlano anche problematiche inerenti la salute dei pesci allevati, compromessa da condizioni di allevamento incuranti delle loro esigenze etologiche. Un debole sistema immunitario causa la diffusione di malattie, che aumentano il rischio di resistenza agli antibiotici e di compromissione degli habitat e delle popolazioni ittiche circostanti. Similmente si determinano rischi correlati alla sicurezza alimentare, potenzialmente compromessa da contaminazioni batteriche e patogene che attraverso invasive procedure di stordimento e abbattimento possono aumentare il rischio di proliferazione batterica, compromettendo la sicurezza alimentare del prodotto. Ad una scarsa tutela del benessere animale si correlano importanti danni ambientali, con rischi concreti in termini di sostenibilità e salvaguardia degli oceani. Ridefinire una governance integrata ed efficace degli oceani richiede di prendersi carico della valutazione delle strettissime correlazioni esistenti tra tutela del benessere animale, cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di biodiversità, al fine di conferire il corretto rilievo ad un fattore in grado di farsi indice delle maggiori criticità nel settore della tutela degli oceani e dei loro ecosistemi. Consigliamo la lettura del report allegato (in inglese): "Benefits of aquatic animal welfare for sustainability", Aquatic Life Institute, settembre 2021.
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Response to Animal welfare labelling for food

23 Aug 2021

Animal Law Italia (ALI) ALI è lieta di avere l’opportunità di poter offrire il proprio punto di vista sulla Valutazione dell’Impatto Iniziale elaborata dalla Commissione europea. ALI apprezza che vengano avanzati ulteriori passi nella direzione di una completa revisione delle attuali normative di protezione degli animali, come anticipato lo scorso anno nell’annunciare la strategia “Dal produttore al consumatore” (Farm to Fork). In tale ottica, la risposta della Commissione europea all’Iniziativa dei cittadini “End the Cage Age” rappresenta un primo fondamentale passo verso un nuovo impianto normativo che dovrà essere attento ai valori della sostenibilità e della tutela della salute umana e che — soprattutto — dovrà prendere maggiormente in considerazione gli interessi degli stessi animali, in quanto esseri senzienti (Art. 13 TFUE). Si segnala innanzitutto la necessità di un’ulteriore estensione delle norme di protezione ai pesci (allevati e pescati) nonché ad alcune categorie di invertebrati acquatici come i cefalopodi ed i crostacei decapodi, in base alle più recenti evidenze scientifiche disponibili. In secondo luogo, va evidenziato che le normative sul benessere animale sedimentate nel corso degli anni hanno mostrato nella fase applicativa numerose inefficienze e contrasti interpretativi, che hanno portato a limitazioni e aree grigie nella fase dei controlli ufficiali; le specie allevate non comprese nell’attuale corpus normativo (come i conigli) vengono allevate con sistemi di allevamento spesso antiquati e comunque non idonei a garantire idoneo benessere, inoltre le norme di protezione esistenti non vengono aggiornate da tempo e risultano quindi inadeguate rispetto ai più recenti avanzamenti scientifici. D’altronde, i consumatori sono sempre più attenti al benessere degli animali e chiedono di essere maggiormente informati sulle modalità con cui vengono allevati. A ciò si aggiunga che sono ormai consolidate e non possono più essere ignorate le evidenze scientifiche che vedono gli stessi allevamenti intensivi sotto accusa per via degli impatti ambientali e dei pericoli per la stessa salute umana, oltre che per l’intrinseca difficoltà nel garantire il benessere animale. Tutti questi elementi non possono che preludere a una stagione di notevoli avanzamenti legislativi, che puntino nel medio-lungo periodo all’abbandono del sistema di allevamento intensivo, non in linea con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. In parallelo, è fondamentale aumentare il benessere degli animali in via immediata e nell’attuale contesto, obiettivo che richiede anche un a maggiore chiarezza delle norme, che faciliti l’uniformità di applicazione e limiti la portata di deroghe ed eccezioni. Con riferimento ad alcune delle opzioni indicate nel documento per migliorare il benessere degli animali durante il trasporto e in allevamento, si forniscono nel documento allegato una serie di valutazioni e suggerimenti.
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