ASSOCIAZIONE NAZIONALE AUTOTRASPORTO VIAGGIATORI

ANAV

- rappresentare le imprese associate presso i competenti organi istituzionali nazionali e comunitari; - tutelare le attività delle imprese associate in campo economico e sindacale, anche mediante la stipulazione di accordi e convenzioni a livello nazionale e comunitario; - essere parte attiva nella contrattazione collettiva per la definizione del C.C.N.L; - fornire alle imprese associate assistenza e consulenza per la soluzione di tutti i problemi sindacali, giuridici, sociali, tecnici ed economici; - promuovere la certificazione di qualità delle imprese e organizza attività di formazione per l'adeguamento e la qualificazione professionale di tutti gli operatori del settore trasporti; - organizzare ricerche, studi, dibattiti, seminari, convegni e manifestazioni su tematiche di interesse del trasporto viaggiatori.

Lobbying Activity

Response to Driving and rest times for bus and coach drivers

17 Feb 2021

ANAV, Associazione nazionale degli operatori del settore del trasporto di media e lunga percorrenza e del settore turistico, esprime grande apprezzamento per l’approccio della Commissione europea finalizzato alla formulazione di norme specifiche per i conducenti dei servizi occasionali di passeggeri. Le Commissioni competenti e la Plenaria del Parlamento europeo avevano approvato tutte quelle disposizioni che avrebbero migliorato la situazione del trasporto turistico in autobus e dei servizi occasionali senza scendere a compromessi in materia di sicurezza. Sfortunatamente, il turismo in pullman è stato vittima della "grande contrattazione" avvenuta in seno al Pacchetto Mobilità ed è stata una sconfitta, per le imprese del settore, i conducenti, l’utenza e, conseguentemente, l’economia che ruota intorno al sistema del trasporto turistico con autobus. Riteniamo, quindi, sia necessario e non più procrastinabile una soluzione legislativa che tenga conto delle peculiarità della categoria che punta a soddisfare non solo le esigenze del servizio e quindi del conducente, ma anche quelle della particolare utenza, nel più ampio quadro di tutela della sicurezza stradale e sociale. Le attuali regole sono tarate sul trasporto merci. Sono macroscopiche le differenze tra i due settori (merci e passeggeri): dalla distanza coperta dal singolo servizio, alla grandezza dell’impresa, dal numero delle fermate che spesso, trattandosi di viaggio all’estero, rispecchiano esclusivamente i bisogni e le richieste dei passeggeri. Il settore dei servizi turistici occasionali dipende dal calendario delle festività, delle ferie e delle vacanze ed è quindi organizzato e pianificato in modo totalmente differente dal servizio di trasporto merci e anche dai servizi regolari di linea di passeggeri. Il settore del trasporto passeggeri necessita fortemente di una maggiore flessibilità che non certamente si traduce in una minore sicurezza stradale né in minori tutele per i conducenti. Flessibilità significa, ad esempio, poter frazionare la pausa di 45 minuti in 3 frazioni di 15 minuti ciascuna oppure garantire la possibilità che il conducente fruisca di due periodi di riposo settimanale regolare ridotto con l’obbligo di compensare la riduzione entro la terza settimana successiva o, ancora, prevedere a livello nazionale la fruizione della deroga dei 12 giorni così da consentire alle imprese una più efficiente organizzazione del lavoro degli autisti e venendo incontro alle esigenze dei proprio dipendenti. ANAV è a disposizione per un costruttivo dialogo al fine di migliorare le condizioni di lavoro dei conducenti impegnati nelle operazioni di servizi turistici occasionali, in ambito nazionale ed internazionale, che rappresentano un settore chiave duramente colpito dalla crisi economica conseguente la pandemia da COVID e che, necessariamente, deve trovare in tali regole la leva per la ripresa.
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Response to Better functioning of the market for bus and coach transport - Reg 1073/2009

23 Jan 2018

L’Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori (ANAV) è la principale associazione di categoria a livello nazionale che rappresenta gli interessi delle imprese private che operano nei settori del Trasporto pubblico locale, dei servizi nazionali ed internazionali di lunga percorrenza e in quello dei servizi occasionali. La proposta della Commissione Europea conferma l’attenzione dell’istituzione europea all’importanza del trasporto su autobus e dei suoi benefici ambientali e sociali. Positivi gli obiettivi generali presentati dalla Commissione per giustificare la sua proposta (promozione della mobilità interurbana e l'aumento della quota modale delle modalità di trasporto sostenibili). Condivisibili, altresì, gli obiettivi specifici per rimuovere gli ostacoli alla crescita del trasporto interurbano di autobus e per affrontare questioni quali l'accesso ai terminal e l'eccessivo onere amministrativo. Tuttavia, tali obiettivi non devono incidere sulla competenza degli Stati membri nell'organizzare i loro mercati interni del trasporto pubblico e garantire la mobilità delle persone con una fitta rete di collegamenti, tariffe accessibili, qualità del servizio, soddisfazione dei passeggeri. La proposta deve, infatti, essere valutata con cautela sotto il profilo del coinvolgimento dei servizi urbani ed extraurbani soggetti ad obblighi di servizio pubblico. L’estensione delle disposizioni del regolamento 1073/2009 ai mercati nazionali degli Stati membri suscita forti perplessità e preoccupazione perché rischia di perturbare inutilmente i mercati nazionali. Pur condividendo, infatti, le istanze di liberalizzazione seguite a livello comunitario e la necessità di individuare criteri comuni tra i vari Stati Membri, si ritiene tuttavia che ciò non possa e non debba determinare un pregiudizio delle prerogative dello Stato. Lo stesso Senato italiano (14ª Commissione permanente – Osservazioni alla 8ª Commissione 13.12.2017) ha evidenziato forti criticità sulla congruità della delega di potere (circa il nuovo articolo 8 quinquies) conferita alla Commissione europea in tal senso. E’ opportuno, quindi, per evitare distorsioni della concorrenza, lasciare a ciascuno Stato Membro la competenza a regolare e organizzare il funzionamento dei servizi regolari nazionali nella prospettiva di un graduale e controllato processo di liberalizzazione del mercato interno dei servizi di lunga distanza, senza peraltro rinunciare all’obbligo di stabilimento dell’operatore nel Paese in cui opera servizi regolari nazionali, per la natura stessa di tali servizi. Servizi regolari nazionali. In dettaglio, desta forti perplessità l’impostazione seguita dalla proposta della Commissione che appare basata sul criterio della distanza chilometrica quale parametro per il rilascio delle autorizzazioni allo svolgimento dei servizi commerciali di trasporto regolare internazionale e nazionale effettuati con autobus. Riteniamo che questo criterio mal si concilia con le caratteristiche territoriali dell’Italia e che inevitabilmente si riflette sulle peculiarità dei servizi di trasporto rischiando di determinare un ingestibile conflitto di competenze sulla base dei principi costituzionali italiani. In particolare, le proposte di modifica (art. 8, 8 bis e 8ter COM(2017)647) che stabiliscono una soglia chilometrica per individuare la procedura autorizzativa all’esercizio dei servizi commerciali regolari rischiano di determinare un impatto fortemente negativo per l’Italia, specialmente nel caso in cui questa disciplina va a sostituire quella vigente in materia di autolinee interregionali di competenza statale e servizi commerciali. La soglia chilometrica proposta (in 100/120 km) risulta incoerente con la struttura geografica del Paese le cui caratteristiche fanno sì che le linee di trasporto pubblico locale con percorrenze superiori alla suddetta soglia rappresentino situazioni non eccezionali. (ATTACHED)
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