Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana

CONFAGRICOLTURA

Confagricoltura is a leading association representing the economic and social interests of Italian farmers.

Lobbying Activity

Meeting with Maroš Šefčovič (Commissioner) and

15 Sept 2025 · The state of play of the EU-US relations and the recent Commission’s proposal for signature and conclusion of the agreements with Mercosur and Mexico

Meeting with Maroš Šefčovič (Commissioner) and

4 Sept 2025 · Trade relations with the US

Meeting with Jessika Roswall (Commissioner) and

20 Mar 2025 · Commissioner’s portfolio areas

Italian farmers urge delay in pesticide labeling rules

3 Feb 2025
Message — The organization requests postponing the 2026 deadline and allowing flexible digital labeling options. They also propose revising the color-coded classification system to prevent user confusion.123
Why — This would prevent increased operational costs and avoid disruptions to existing product authorizations.45
Impact — Environmental and health interests lose from delayed implementation of improved safety precautions.6

Meeting with Roberto Viola (Director-General Communications Networks, Content and Technology)

27 Jan 2025 · Use of technology in agriculture

Meeting with Raffaele Fitto (Executive Vice-President)

9 Dec 2024 · Discussion on key priorities in the agricultural sector

Meeting with Massimiliano Salini (Member of the European Parliament)

4 Dec 2024 · PAC

Meeting with Ursula von der Leyen (President) and European farmers and European agri-cooperatives

26 Apr 2024 · Meeting with COPA President, Copa Vice-President COGECA President, Cogeca Vice-President, 1st Vice President Copa (Confagricoltura, Italy), Deputy Secretary General Copa-Cogeca

Meeting with Camilla Laureti (Member of the European Parliament) and Confederazione Nazionale Coldiretti

9 Apr 2024 · Blooming Sustainability: launching The European Growers of flowers and Plants Manifesto

Response to Fruit & vegetables EU financial assistance to producer organisations implementing market withdrawals

2 Sept 2022

Proposte di modifica, art. 17 del Reg. di Esecuzione (UE) n.892/2017 La modifica si propone di trasformare gli importi per le spese di cernita ed imballaggio per i prodotti ritirati dal mercato per la distribuzione gratuita fissati dall’allegato V da importi forfettari a valori massimi. Siamo contrari a questo cambiamento che rappresenterebbe un inutile e gravoso appesantimenti burocratico per le OP/AOP ma anche per le attività di controllo, tanto più che i costi in questione sono in genere esigui e la differenza tra i due sistemi di calcolo non sarebbe sostanziale e comunque non sarebbe tale da giustificare questi maggiori oneri amministrativi. Trasformare questi importi forfettari ini valori massimi vorrebbe dire che per ogni ritiro di prodotto le OP/AOP dovrebbero documentare analiticamente tutte le componenti di costo sostenuti per la cernita e il confezionamento del prodotto, cosa questa estremamente difficile perché bisognerebbe quantificare non soltanto il costo dei materiali di confezionamento ma anche tutti i costi accessori per la cernita che vanno dall’impiego di personale, uso dell’energia, ammortamento degli impianti etc. Si tratta di costi esigui, difficili da documentare analiticamente ed altrettanto difficili da verificare in fase di controllo. Il rischio che si corre è che per evitare un simile aggravio le OP scelgano di non ricorrere alla distribuzione gratuita a favore degli indigenti per la gestione delle eccedenze, che andrebbe invece incoraggiata tanto più in un momento come quello attuale in cui la crisi economica sempre più diffusa sta facendo aumentare in tutta Europa le fasce di popolazione a rischio povertà. Proposte di modifica, art. 45, par. 1, del Reg. Delegato (UE) n.891/207 La modifica prevede che l’indennità di ritiro per i prodotti ortofrutticoli ritirati dal mercato, aggiunta alle spese di cernita ed imballaggio non possa superare l’80% del prezzo medio del prodotto fresco determinato nella fase “uscita OP” nei tre anni precedenti. Ad oggi questo limite percentuale (80%) non è previsto e l’articolo 45 par. 1 del regolamento delegato 891/2017 che si propone di emendare stabilisce soltanto che la somma di indennità, spese di cernita, imballaggio e trasporto non deve superare il prezzo medio nella fase “uscita OP” calcolato nei tre anni precedenti. Siamo contrari all’introduzione di questo limite che penalizza oltremodo le OP in quanto i costi attuali di produzione degli ortofrutticoli, e soprattutto quelli di cernita ed imballaggio (a causa dell’aumento delle turbative di mercato degli ultimi mesi) sono molto più elevati rispetto alla media dei prezzi degli ultimi tre anni. Così facendo si introduce un’ulteriore tetto (80%) per la compensazione del prodotto ritirato dal mercato per la distribuzione gratuita mentre sarebbe addirittura opportuno rimuovere anche il tetto attuale (prezzo medio degli ultimi tre anni) che come detto non è più rispondente alla realtà attuale. Il rischio che si corre è di rendere antieconomica la distribuzione gratuita e di costringere le OP di non utilizzare più questo strumento per la gestione delle eccedenze che al contrario andrebbe incentivato soprattutto in un momento come quello attuale in cui la crisi economica sempre più diffusa sta facendo aumentare in tutta Europa le fasce di popolazione a rischio povertà.
Read full response

Response to Review of the de minimis aid Regulation

25 Jul 2022

Riteniamo che il regolamento de minimis sia un ottimo strumento considerata la facilità burocratica di utilizzo. Dall’esperienza fino ad ora acquisita riteniamo che le modifiche all’attuale regolamento dovrebbero riguardare: - Aumento del plafond: dal 2006 il plafond è rimasto invariato. Considerando che tra il 2001 (reg. 69/2001) ed il 2006 (reg. 1998/2006) il massimale è stato duplicato, passando da 100.000 a 200.000 euro/beneficiario, riteniamo che un aggiustamento conseguente sia necessario. Il massimale ideale dovrebbe essere almeno pari a 400.000 euro/azienda/triennio. L’innalzamento di tale massimale è auspicabile anche per il tasso di inflazione. Inoltre un de minimis più elevato sarebbe in linea con il de minimis di cui al reg. UE 360/2012 sui SIEG. Sarebbe inoltre auspicabile che la Commissione prendesse in considerazione la possibilità di rivedere anche le soglie del regolamento 1408/2013 che, sebbene modificato da poco, dovrebbe essere rivisto al rialzo per un adeguamento all’inflazione ed anche per coerenza laddove il de minimis per gli altri settori fosse raddoppiato. - Definizione del plafond: sarebbe interessante verificare la possibilità di definire una soglia di de minimis pari ad una percentuale del fatturato delle aziende. L’effetto del plafond de minimis, infatti, varia a seconda delle dimensioni aziendali. Per alcune aziende ricevere il massimale de minimis potrebbe infatti pesare molto meno rispetto a quanto, tale massimale, potrebbe pesare su aziende con fatturati inferiori. - Nozione di impresa unica: oltre ad essere burocraticamente un impegno oneroso, si ritiene che questo concetto non sia stato utilizzato correttamente. Se l’obiettivo, condivisibile, è spingere le aziende a non effettuare scissioni per poter godere di un numero superiore di de minimis, è pur vero che i criteri dovrebbero essere modificati. Laddove infatti una impresa opera in settori diversi con identificazione di partita IVA diverse e gode di autonomia finanziaria, si dovrebbe permettere di considerare queste entità come separate lasciando alle imprese la dimostrazione che gli ammontari del de minimis vanno unicamente ad una attività. - Ampliare il campo di applicazione: ad ora sono escluse le imprese che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Sarebbe invece opportuno, come avviene già per il settore dell’agricoltura, che le aziende di trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca ed acquacoltura potessero godere di un de minimis elevato e quindi incluse in questo regolamento. - Sempre in merito al campo di applicazione sarebbe auspicabile che la Commissione modificasse l’art. 1, 1, c, i): infatti, laddove è comprensibile che il de minimis non sia trasferito dalle aziende di trasformazione a quelle di produzione primaria, non è chiaro perché sia stato inserito il limite dei prezzi e delle quantità. Se il de minimis costituisce un non aiuto, deve essere considerato non aiuto anche per le imprese di trasformazione e commercializzazione oppure lo stesso principio deve essere esteso a tutti i settori. Si ritiene infatti che questo tipo di aiuti non sia in contrasto con le regole della organizzazione unica di mercato.
Read full response

Confagricoltura favors rational drug use over simple reduction targets

24 Mar 2022
Message — The group favors rationalizing drug use instead of policies targeting simple quantity reductions. They propose improving diagnostics and biosecurity without adding new bureaucracy or costs. They argue that simple limitations could increase disease relapses and animal mortality.123
Why — Farmers would maintain production levels while avoiding additional regulatory and compliance costs.45

Meeting with Janusz Wojciechowski (Commissioner) and

17 Mar 2022 · Current situation at international level + EU agriculture

Meeting with Paolo Gentiloni (Commissioner)

16 Mar 2022 · Meeting with MR Massimiliano Giansanti, President of Confagricoltura: Exchange of views on the impact of the invasion of Ukraine on the European agricultural sector and on other sector related topics

Meeting with Wolfgang Burtscher (Director-General Agriculture and Rural Development)

16 Mar 2022 · Exchange of views on the CAP implementation and current market situations

Response to Amendment of protective measures against pests of plants - Thaumatotibia leucotreta

10 Mar 2022

Confagricoltura da anni ritiene indispensabile rafforzare le misure di prevenzione per impedire l’ingresso, nel territorio dell’UE, di parassiti e malattie provenienti dalle importazioni di prodotti vegetali dai Paesi Terzi. Purtroppo, negli ultimi anni, numerosi sono stati gli ingressi di parassiti nel territorio comunitario che hanno provocato danni ingenti alle imprese ed al territorio. Il comparto agrumicolo è molto preoccupato a causa del forte rischio che nuove avversità possano entrare nel territorio e compromettere la produzione dell’Unione. In riferimento alla proposta della Commissione, Confagricoltura auspica che si tengano adeguatamente in considerazione sia le evidenze scientifiche (EFSA, EPPO) che le intercettazioni Europhyt-Traces per cui concorda con l’adozione di misure più adeguate riguardo la tracciabilità, il campionamento e l’ispezione per certi prodotti da alcuni Paesi Terzi a rischio. Confagricoltura ritiene positiva l’applicazione del trattamento a freddo per Citrus sinensis, unico sistema efficace ad assicurare che il prodotto sia esente da Thaumatotibia leucotreta e chiede che tale misura venga estesa al gruppo dei mandarini (Citrus reticulata) e del pompelmo (Citrus paradisi) e che Israele venga aggiunto alla lista dei Paesi coinvolti nella procedura. Infine, Confagricoltura auspica che i nuovi standard possano entrare in applicazione in tempi brevi, prima della prossima campagna di commercializzazione.
Read full response

Confagricoltura seeks voluntary approach for EU sustainable food framework

26 Oct 2021
Message — Confagricoltura calls for a comprehensive impact assessment before the new food framework is finalized. They advocate for a voluntary approach and instruments over mandatory minimum sustainability standards. They also demand that imported food meets the same environmental and social requirements as EU products.123
Why — This strategy avoids new compliance costs and maintains the economic viability of Italian farms.4
Impact — Non-EU producers lose market access if they cannot meet strict European environmental standards.5

Confagricoltura defends Mediterranean diet and urges mandatory origin labels

1 Feb 2021
Message — Confagricoltura demands a clear separation between nutrition and health claims to prevent confusion. They want mandatory origin labeling for raw materials and guidance on reusing edible food.123
Why — Mandatory origin labeling would increase consumer demand for 100% Italian agricultural products.4
Impact — Smaller producers face higher production costs compared to large standardized food business operators.56

Response to Climate change mitigation and adaptation taxonomy

17 Dec 2020

La proposta di atto delegato, nel definire i criteri di vaglio tecnico che determinano se una attività economica contribuisce in modo sostanziale alla mitigazione ed all’adattamento ai cambiamenti climatici, classifica in modo assolutamente opinabile la sostenibilità ambientale delle diverse attività economiche. La proposta infatti va ben oltre gli obiettivi posti dal Reg. 852/2018 di creazione di un sistema di classificazione unificato a livello dell’Unione delle attività che possono essere considerate sostenibili per riorientare i flussi di capitali verso investimenti sostenibili e per informare meglio in merito agli investimenti che finanziano le attività economiche. Questo lo rileviamo in particolare per le attività agricole e forestali, e per le specifiche attività economiche a queste collegate, come la produzione di mangimi, di bioenergia fino alla produzione di biomateriali o di prodotti per la chimica verde. Non possiamo infatti non sottolineare una forte preoccupazione per le eccessive restrizioni che verrebbero introdotte con l’atto delegato, rispetto alla vigente legislazione europea, anche più recente; portiamo ad esempio la direttiva per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili che ha ampiamente declinato l’uso sostenibile delle biomasse nella produzione di energia definendo specifici criteri e limiti negli specifici usi (elettricità, termica, biocarburanti, ecc.) sia con riferimento alle biomasse agricole che forestali. Inoltre rileviamo un approccio squilibrato sui diversi settori economici oggetto della tassonomia (agricoltura, energia, costruzioni, ecc.) come pure nelle specifiche tecnologie per la produzione di energia rinnovabile (bioenergie, fotovoltaico, eolico, ecc.) penalizzando in particolare la produzione di energia da biogas, biomasse e biocarburanti, tra cui il biometano da biomasse agricole; proprio le bioenergie che più contribuiscono alla mitigazione ed adattamento del settore agricolo e che hanno un ruolo di primo piano nello sviluppo della bioeconomia, sono penalizzate in misura non comprensibile. Con questo atto delegato, in particolare, si va ben oltre, la più recente attuazione delle strategie per il clima e l‘energia e dell’economia circolare, dal momento che viene escluso completamente l’uso di colture alimentari nella produzione di energia elettrica da biogas, come pure nel biometano, o l’uso energetico di legno di primo taglio, considerando addirittura queste attività produttive di danni all’ambiente. In aggiunta, si segnala che i criteri da applicare alla produzione di biogas contrastano anche con la recente strategia europea sul metano che riconosce ad esempio, la possibilità di uso delle colture di secondo raccolto, in co-digestione con gli effluenti zootecnici o con altri residui agricoli. Ulteriore elemento negativo è la previsione di un piano di sostenibilità dell’azienda agricola (Farm sustainability plan) che dovrebbe attestare e misurare il livello di impatto ambientale delle attività agricole aziendali; strumento che rappresenterebbe un onere abnorme per gli agricoltori rispetto alle finalità per cui è stato previsto. Riteniamo, in particolare, che la “condizionalità” attualmente prevista e, tanto più, quella “rafforzata” che sarà verosimilmente applicata a breve, a seguito della riforma della PAC, siano, per le attività di coltivazione e di allevamento, già garanzia di un apporto positivo alla mitigazione e adattamento, come richiesto dalla normativa comunitaria. E che si tratti di attività economiche “che non danneggiano nessuno degli altri obiettivi ambientali”. In relazione a quanto indicato, riteniamo debba essere scongiurata l’ipotesi che questa proposta, così penalizzante per il settore agricolo e forestale, che non condividiamo nel merito e nel metodo di elaborazione, possa fungere da base per altre misure economiche e normative, quali ad esempio l’eventuale revisione della RED II (RED III) o addirittura la nuova PAC.
Read full response

Confagricoltura urges EU to link animal welfare with competitiveness

29 Jul 2020
Message — The association demands that new welfare rules be based on incontrovertible scientific evidence. They also insist that imported products must meet identical standards to ensure fairness.12
Why — Protecting farmers from high costs ensures the economic sustainability of European food production.34
Impact — Non-EU exporters lose their current cost advantage if required to meet European standards.5

Meeting with Janusz Wojciechowski (Commissioner) and

23 Jul 2020 · VTC Commissioner Wojciechowski and President Giansanti, Confagricoltura

Meeting with Paolo Gentiloni (Commissioner)

13 Feb 2020 · The EU Green Deal Investment Plan

Response to Listing regulated pests, plants, plant products and other objects

10 Sept 2019

In order to the special requirements stated in point 1 of Annex VII of the regulation proposal [List of plants, plant products and other objects, originating from third countries and the corresponding special requirements for their introduction into the Union territory, as referred to in Article 8(1) - Growing medium, attached to or associated with plants, intended to sustain the vitality of the plants, with the exception of sterile medium of in-vitro plants], Confagricoltura while confirming its opinion concerning the strong necessity to defend European market from introducing plants or plant products from third countries that could cause a threat to our producers, want at the same time alert the Commission about the risk that other countries may conveniently use EU legislation to create phytosanitary barriers that could limit EU exports. Consequently, EC Commission should adapt the regulation proposal to avoid this risk.
Read full response

Response to Establishing a list of priority pests

3 Jul 2019

Confagricoltura esprime preoccupazione per l'assenza della Bretziella fagacearum (precedentemente: Ceratocystis fagacearum) nella lista degli organismi nocivi prioritari soggetti all’obbligo di quarantena. Il suddetto organismo, infatti, è la causa della malattia dell’avvizzimento della quercia americana. Questa malattia, che per ora è presente solo nel continente americano, rappresenta una concreta minaccia per le querce europee, considerata la facilità con cui può diffondersi attraverso il legname importato. Per questa ragione sono necessarie appropriate misure di controllo sanitario per prevenirne la diffusione nel territorio dell’UE. In caso contrario le conseguenze per il settore forestale europeo, in termini ambientali ed economici, rischiano di essere molto pesanti. Pertanto Confagricoltura ritiene fondamentale l’inserimento della Bretziella fagacearum (precedentemente: Ceratocystis fagacearum) nella lista degli organismi nocivi prioritari.
Read full response

Response to Establishment of a methodology of measurement of food waste

4 Apr 2019

Nell’atto delegato, oggetto di consultazione, è necessario specificare meglio all’articolo 1 comma 4 lettera a) che rientrano nella definizione di materiale agricolo anche gli alimenti deteriorati o non commercializzabili per motivi indipendenti dal produttore, come ad esempio le avversità atmosferiche o di attacchi di parassiti o per criteri di commercializzazione degli acquirenti. Le perdite in campo, ad esempio, possono essere causate anche da avversità atmosferiche o da attacchi di parassiti, difficilmente controllabili, in alcuni casi anche a causa di alcuni divieti/limitazioni nell’uso di alcuni prodotti fitosanitari; situazioni in cui il settore agricolo ha limitati poteri di intervento per evitare/ridurre la produzione di tali perdite. Tali materiali, di norma, sono lasciati in campo e rientrano nel ciclo biologico oppure vengono destinati alla produzione di energia.
Read full response

Meeting with Vytenis Andriukaitis (Commissioner) and

24 Jan 2019 · African Swine Fever, Xylella, and developments and consequences on the sector after the sentence of the ECJ on NBT

Meeting with Phil Hogan (Commissioner)

23 Jan 2019 · Agri Matters

Meeting with Kristine Stepa (Cabinet of High Representative / Vice-President Federica Mogherini)

14 Dec 2018 · Rice imports

Meeting with Vytenis Andriukaitis (Commissioner) and

30 Nov 2018 · African Swine Fever, Xylella, and developments and consequences on the sector after the sentence of the ECJ on NBT

Response to Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the Council on minium requirements for water reuse

3 Aug 2018

Il riutilizzo delle acque reflue trattate in condizioni sicure ed efficienti dal punto di vista economico rappresenta sicuramente un utile strumento per aumentare l’approvvigionamento idrico e ridurre la pressione sulle risorse naturali. L’uso irriguo di acque reflue depurate, inoltre, rappresenta anche una fonte potenziale di nutrienti come azoto e fosforo, presenti in quantità variabile a seconda del livello di trattamento, fermo restando che occorre evitare impatti negativi sulla qualità del suolo, delle acque sotterranee e delle produzioni agricole stesse. La proposta di Regolamento nei suoi obiettivi è condivisibile ma occorre prestare attenzione alle esperienze già maturate negli Stati Membri. In Italia ad esempio il riutilizzo delle acque reflue è disciplinato dal DM 185/2003 che nel riutilizzo in agricoltura ha previsto parametri per le acque reflue depurate molto stringenti, (in alcuni casi addirittura più restrittivi di quelli riguardanti le acque potabili) e, di conseguenza, la necessità di disporre impianti di trattamento terziari onerosi. Per evitare un riuso delle acque reflue limitato quindi occorrerà riflettere nella definizione dei parametri tecnici in sede di implementazione del Regolamento. In ogni caso il rischio maggiore che si intravede sono i possibili costi aggiuntivi per l’utilizzatore finale, ovvero l’impresa agricola, in relazione ai nuovi oneri amministrativi e investimenti che vengono posti in carico ai gestori degli impianti di trattamento delle acque reflue e alle amministrazioni competenti (regioni). A tal proposito occorre rilevare che i costi legati al trattamento delle acque reflue di origine civile finalizzate agli usi irrigui, intesi come investimenti così come maggiori costi di gestione degli impianti di depurazione, non dovrebbero gravare sugli agricoltori in considerazione del beneficio per la collettività che deriva dalla valorizzazione di una risorsa che altrimenti verrebbe scaricata come rifiuto ed in linea con il principio del “chi inquina paga”. Rispetto al testo della proposta, si evidenziano le seguenti criticità: ▪ in merito alla gestione del rischi (art. 5), si ritiene che la cooperazione tra ente gestore responsabile e le “altre parti interessate” dovrebbe prevedere forme giuridicamente vincolanti e definite di collaborazione. Il testo normativo lascia la responsabilità dell’inclusione degli “utilizzatori o delle altre parti interessate” al gestore dell’impianto che non necessariamente è tenuto ad attuare quanto proposto dalla norma; ▪ occorre prevedere misure idonee a far fronte ad eventuali non conformità rilevate dall’autorità competente e non gestibili direttamente dell’gestore dell’impianto (art. 6); ▪ sarebbe opportuno prevedere oltre alle informazioni al pubblico (art. 10), anche azioni di sensibilizzazione e forme di coinvolgimento maggiore della cittadinanza, anche attraverso forme di percorso partecipato, in modo da superare preconcetti circa l’utilizzo delle acque reflue recuperate. La pubblica accettazione del riutilizzo agricolo è una problematica da non sottovalutare soprattutto perché rischia di innescare meccanismi di concorrenza sleale. In considerazione del fatto che la norma verrà implementata con atti successivi, sarebbe opportuno prevedere una consultazione degli Stati membri, attraverso la procedura di comitato e l’adozione di atti esecutivi, piuttosto che il ricorso agli atti delegati.
Read full response

Response to Listing high risk plants & plants for which a phytosanitary certificate is not required for introduction into the Union

1 Aug 2018

Confagricoltura points out that protecting plant health within the EU is a vital interest of both consumers and producers. On one side global food demand increase, on the other natural resources are running low. In this context, due to increasing global flow of goods and people, the outbreack and spread of new pests and parasites is proving to be the hardest challenge facing European agriculture. In this respect, the EU system of official controls of imported plants, plant products and plants for planting, has proved to be uneffective to protect the European territory against the entry of many unknown pests (last i.e. Xylella fastidiosa) and parasites (i.e. Haliomorpha Halis, but the list is very long) carried in through imported plants and fruit. In assessing the risks and establishing appropriate measures to tackle them, relevant economic factors should be considered. For instance, potential loss of production in the event of entry, establishment or spread of a pest or disease. In this respect, in addition to the risk assessment, the list of high risk imported plants, plant products and plants for planting, must be based on the known number of interceptions. For this reason, phytosanitary risks must be carefully monitored and, if necessary, imports which do not comply with European legislation must be restricted or even prohibited. According to the number of interceptions (Europhyt), some genera/species such capsicum, citrus, malus, prunus (many), pyrus, momordica and mangifera such also be regulated. If necessary, according to article 42 (3) which allows targeted third countries to be listed and which would better serve the above mentioned balance of interests. In this respect, the emergency control measures taken by the EU should be further aligned with this implementing act. Specially, in relation to Xanthomonas citri and Thaumatotibia leucotreta which are not regulated but should be. The EU has to remain vigilant in relation to possible consequences of free trade agreements (i.e. Mercosur) which may open the door to an increased number of movements of infected plants and plant products towards the EU. Finally, more effective and standardised control procedures at EU borders should aim to ensure that any restriction be lifted as quickly as possible and with minimum disruptions to trade. Clearer guidance is needed for inspectors/trade operators/importers, to indicate where restrictions are necessary, how to mitigate the risk and avoid undue delays.
Read full response

Meeting with Marco Valletta (Cabinet of Commissioner Vytenis Andriukaitis)

11 Jul 2018 · Suistainable Agriculture

Meeting with Marco Valletta (Cabinet of Commissioner Vytenis Andriukaitis)

3 Jul 2017 · Animal Health

Meeting with Marco Valletta (Cabinet of Commissioner Vytenis Andriukaitis)

19 Dec 2016 · Food waste, animal health

Meeting with Marco Valletta (Cabinet of Commissioner Vytenis Andriukaitis)

7 Dec 2016 · Food waste, animal health

Meeting with Cristina Rueda Catry (Cabinet of Commissioner Phil Hogan)

11 Oct 2016 · Presentation of concerns related to the rice sector

Meeting with Cristina Rueda Catry (Cabinet of Commissioner Phil Hogan), Dermot Ryan (Cabinet of Commissioner Phil Hogan) and Federation of European Rice Millers

11 Oct 2016 · regulation of tricyclazole and its impact on the rice sector