Federimpreseitalia Associazione Datoriale della PMI
Federimpreseitalia
Rappresentare le imprese e i professionisti presso le sedi istituzionali di riferimento.
ID: 585351925476-08
Lobbying Activity
Response to Instant Payments
12 Mar 2021
Attualmente il bonifico istantaneo comporta un costo che può variare , a seconda dell'istituto bancario da pochi centesimi fino a oltre 3 euro a operazione, in quanto non tutte le banche aderiscono all'accordo europeo. Riteniamo che il costo del progresso e l'innovazione dovrebbe essere un fattore competitivo tra le imprese, auspichiamo quindi che il costo per un bonifico istantaneo , che consiste in una transazione elettronica, debba essere eliminato . Il bonifico istantaneo è molto importante perchè consente di superare i limiti imposti da transazioni elettroniche come pay pal e pertanto favorisce la circolazione monetaria , che dovrebbe essere una funzione , nella comunità europea garantita a tutte le imprese comunitarie, oltre che ai cittadini.
Read full responseResponse to Update of the Reform Recommendations for regulation in professional services
6 Mar 2021
In riferimento alla tabella di marcia, riteniamo che , alla luce di quanto rilevato nel corso dell'ultimo quadrienno, di evidenziare alcuni punti che, come segnalatoci da molti associati, costituiscono una problematicità nei servizi professionali. In particolar modo in molti Paesi dell'Unione si evidenziano, in contrapposizione alle prescrizioni europee di invito alla liberalizzazione , numerose tendenze opposte, di protezionismo, in special modo per le professioni non regolamentate. Inoltre, proprio contravvenendo a precise prescrizioni , sempre della Commissione europea, che, specificando in vari punti " Le aree sensibili per la regolamentazione delle professioni in UE", indicava : la fissazione dei prezzi, la raccomandazione dei prezzi, i requisiti di accesso e i diritti esclusivi, la pubblicità.. la situazione attuale permette di individuare una dis-omogeneità fra i pesi continentali, che a tutt'oggi si caratterizzano per una eccessiva regolamentazione delle professioni, attraverso restrizioni all’accesso (esempio titolo di studio, praticantato, esame abilitativo, iscrizione ad albi). A questi limiti si aggiungono altre restrizioni meno visibili si presentano sotto forma di regolamentazione eccessiva per l’esercizio della professione; quali ad esempio le tariffe. In Italia ( come in Germania) le tariffe sono determinate dai singoli ordini di appartenenza, continuando a far sussistere limitazioni ai prezzi. In Francia viceversa, che ha eliminato la regolamentazione dei prezzi e ha reso libera qualsiasi forma di pubblicità, hanno dimostrato un più elevato standard qualitativo. Si può desumere senz'ombra di dubbio che Il diverso grado di regolamentazione delle professioni abbia effetti prevalentemente negativi, con peggioramento della qualità dei servizi offerti, in special modo nei Paesi dove le limitazioni permangono sia in termini di scarso grado di concorrenza che di 'protezionismo' esercitato dagli ordini. Auspichiamo che l'intervento della Commissione, alla luce di tali evidenze, che peraltro non sono denunciate soltanto da noi, saranno in grado di attuare sufficienti misure correttive , atte a sradicare una volta per tutte, tutti gli ordini professionali, nella prospettiva di porre fine a residui corporativi che ostacolano un necessario processo di modernizzazione e un effettivo impedimento all'attuazione dei presupposti europei.
Read full responseResponse to Business taxation for the 21st century
6 Mar 2021
Il problema relativo ad una armonizzazione fiscale in ambito europeo è ormai un tema dibattuto, come sappiamo da diversi anni. In quanto rappresentante di una associazione di datori di lavoro sento particolarmente impellente chiarire o quantomeno richiedere un chiarimento , sull'argomento di tassazione alla luce dei problemi introdotti dalla terribile Pandemia che affligge tutto il mondo. Come si sa, la sospensione temporanea dell’applicazione del Patto europeo di stabilità e di crescita ha permesso di aumentare i livelli del deficit senza incorrere nelle sanzioni delle istituzioni europee. “Ma il problema ora", come peraltro indicato da numerosi specialisti è quello di sapere " chi pagherà la fattura".
Sappiamo peraltro che numerosi esperti in materia fiscale hanno addirittura ipotizzato una ' Tassa Covid ' per coprire le attuali necessità economiche. In assenza di un accordo fra tutti gli Stati, tassa che potrebbe essere gestita, secondo l'ipotesi, dai Paesi che decidano di applicarla, senza attendere il consenso dei 27. E se non fosse possibile arrivare ad un accordo fra i diversi governi, un unico governo potrebbe prendere questa decisione.
Tra le varie modalità di attuazione si propone un’imposta sul patrimonio delle persone fisiche, sia qual sia la forma giuridica della proprietà. Applicando un prelievo pari al 3% del valore mercantile del patrimonio, stimato al 31 dicembre dell'anno precedente, di tutti i beni immobili, di qualsiasi natura essi siano, per un ammontare uguale o superiore ad un milione di euro. A partire dai 10 milioni di euro, le imposte aumenterebbero al 5% del valore mercantile di tutti gli attivi stimati al 31 dicembre.
Inoltre potrebbe costituire una soluzione ( come peraltro già proposta ) di una tassa sui benefici delle imprese che oltrepassino i 5 milioni di euro ottenuti in tutti gli Stati membri, a partire dalle cifre del fatturato e dell’attività economica che vi si realizzino. Una tassa del 3% sarà applicata ai profitti netti ottenuti – calcolati dopo la detrazione della somma delle entrate complessive percepite, tanto quelle legate al fatturato che le altre e di tutte le spese legate all’ottenimento delle entrate complessive – e prima dell’applicazione delle imposte nazionali corrispondenti all’esercizio fiscale 2019, realizzati in ciascuno dei Paesi europei dalle società, consorzi o corporazioni, anche se la sede fiscale della loro società madre sia ubicata in questo o quello Stato membro o in un Paese terzo.
Nella qualità di rappresentante di categoria di imprese, ritengo tale ipotesi equa e pertinente, anche in direzione di scongiurare una possibile ricaduta sulle piccole medie imprese e MICRO IMPRESE che stanno subendo più che mai , in questo periodo la sofferenza causata dai lock down ( parziali o totali ) dovuti al Covid 19.
Read full responseResponse to Action Plan on fight against tax fraud
20 Mar 2020
Da una consultazione avuta con i nostri associati si ritiene che sia necessario una armonizzazione delle politiche fiscali, per evitare che vi siano situazioni di "concorrenza" favorite da aliquote fiscali e norme più favorevol, a danno di imprese che operano in Stati con una tassazione più pesante e norme più rigide.i
Read full responseResponse to Evaluation of State aid instruments
27 Apr 2017
Auspichiamo che la valutazione degli strumenti raggiunga effettivamente una riduzione degli oneri amministrativi per gli aventi diritto oltre che una reale riduzione delle distorsioni sulla competitività. Infatti, come già spiegato,spesso le misure di sostegno ( anche economico ) stanziate dall'UE favoriscono destinatari con grandi infrastrutture ( e disponibilità) - spesso anche grazie alle infiltrazioni mafiose -a discapito della micro impresa, che resta così, costantemente tagliata fuori dagli aiuti, dalle possibilità di accesso alle misure di sostegno agricolo e rurale
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