Lipu Odv

Lipu-Birdlife Italia

Lipu pursues its institutional goals of protecting Italy’s natural heritage through managing specific project, creating, and managing nature reserves, and organizing awareness-raising and educational campaigns.

Lobbying Activity

Response to Food and Feed Safety Simplification Omnibus

14 Oct 2025

Benché appare evidente la necessità di semplificazione meramente nelle pratiche burocratiche, come Lipu esprimiamo una forte contrarietà al fatto che questo si trasformi, come è già avvenuto nel pacchetto Omnibus sulla PAC, allabolizione delle norme ambientali volte a proteggere la biodiversità, la salute umana e l'ambiente. La semplificazione, infatti, non dovrebbe andare a discapito della sicurezza, della trasparenza o dell'integrità ecologica. I dati ambientali ci dicono che le norme attuali non solo vanno mantenute ma altresì rafforzate. In Europa, è stato osservato un calo di oltre il 75% in 27 anni (1989-2016) della biomassa totale degli insetti volanti nelle aree protette, mentre le popolazioni di uccelli delle zone agricole sono diminuite del 60% negli ultimi 40 anni. E di pochi giorni fa linserimento delle api selvatiche nella lista rossa delle specie in pericolo, questo proprio a causa delluso dei prodotti fitosanitari, oltre alla distruzione dellhabitat idoneo, spesso con luso di erbicidi. In Italia i rapporti periodici redatti da ISPRA mostrano come Nelle acque superficiali, il 55,1% dei punti di monitoraggio presenta tracce di pesticidi, mentre nelle acque sotterranee la percentuale è del 23,3%., ma dato ancor più preoccupante sono i superamenti dei limiti ambientali, che si attestano nelle acque superficiali, al 30,5% dei punti di monitoraggio mostra concentrazioni superiori ai limiti e al 5% nelle acque sotterranee, dato che sembra irrisorio, ma non se si pensa che sono ritrovate sostanze altamente nocive e persistenti. Si è già persa loccasione di un nuovo Regolamento per lUso Sostenibile dei Prodotti Fitosanitari nella scorsa legislazione. Occorre ora riprendere in mano quel fascicolo non per indebolirlo ma per rafforzarlo. Si allega un documento condiviso con il nostro coordinamento europeo di Birdlife che contiene analisi e dati di dettaglio
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Response to EU Civil Society Strategy

5 Sept 2025

Le organizzazioni della società civile (SC) sono pilastri fondamentali del sistema europeo come garanti della democrazia, dei diritti umani e della coesione sociale. Esse rappresentano non se stesse ma linteresse e il bene comune, dando voce anche a chi non lha o non riesce ad averla, siano essi gruppi emarginati e sottorappresentati, così come animali e natura. Esse danno modo alla società tutta di partecipare ai processi democratici e svolgono un ruolo cruciale nella fornitura di servizi, spesso sostituendosi alla mancanza delle istituzioni, che vanno a beneficio diretto delle persone, delle comunità, dei gruppi vulnerabili e della natura, anche in situazioni di emergenza e crisi. Lipu-BirdLife Italia accoglie con favore la proposta di una strategia dell'UE per la SC, un passo necessario per riconoscere il ruolo attivo della SC nell'attuazione delle politiche e nel funzionamento dellUnione, e per dotarla degli strumenti e delle risorse di cui necessita per operare al meglio. Negli ultimi anni si è assistito ad un attacco alla SC e al tentativo di indebolimento del suo agire in molti Stati dellUnione, sia in forma diretta che indiretta. Restringimento dello spazio civico, restrizioni giuridiche, politiche e amministrative, campagne diffamatorie e attacchi mirati, azioni legali abusive, sorveglianza e crescente insicurezza finanziaria. Queste pressioni minano la capacità delle organizzazioni della SC di operare in modo efficace e indipendente, indebolendo così alcuni dei valori fondanti dellUE. Solo attraverso una strategia per la SC solida, coerente e dotata di risorse adeguate gli attori della SC potranno continuare il loro lavoro indispensabile, salvaguardando così la democrazia e garantendo la rappresentanza di tutti i cittadini e la difesa del bene comune. Per questo, con le altre organizzazioni EU della SC, Lipu chiede di: 1. effettuare una valutazione sistematica dell'impatto di tutte le proposte legislative e regolamentari sullo spazio civico. 2. Sviluppare un sistema di tutela dell'UE completo e multilivello per i difensori dei diritti umani e dell'ambiente e le organizzazioni della SC, al fine di dare un sostegno giuridico, finanziario, psicosociale e digitale a chi è oggetto di attacchi. Esso dovrebbe essere indipendente, sostenibile e conforme nelle norme sui diritti umani, con una capacità di risposta rapida e un follow-up. 3. Garantire un sostegno forte e strutturale alla SC nel nuovo QFP confermando e rafforzando un programma autonomo e gestito dalla CE per sostenere la SC e rafforzare lo spazio civico; aumentando la dotazione complessiva destinata alle sovvenzioni operative; migliorandone l'accessibilità; includendo esplicitamente la difesa dei diritti come attività legittima; e semplificandone le procedure di funzionamento. In particolare, il programma LIFE e la sua sovvenzione operativa devono essere mantenuti e rafforzati come strumento fondamentale a sostegno di chi opera nel settore ambientale. 4. Elaborare un accordo vincolante sul dialogo civile tra la CE, il Parlamento e il Consiglio dell'UE per stabilire pratiche strutturate e regolari di coinvolgimento della SC nel ciclo legislativo. 5. Strutturare la futura piattaforma della SC come meccanismo a sostegno di un dialogo sistematico, trasversale e verticale tra la CE e la SC e rafforzare la partecipazione civica alla definizione dell'agenda politica. 6. Incoraggiare gli SM a sviluppare quadri formali, trasparenti e inclusivi per il coinvolgimento della SC al fine di rafforzare il dialogo civile e i meccanismi di partecipazione a livello nazionale. 7. Elaborare raccomandazioni per un ambiente favorevole alla SC a livello nazionale. 8. Rimuovere gli ostacoli alla cooperazione transfrontaliera delle ONG e delle fondazioni nel mercato unico, garantendo libertà di istituzione e la libera circolazione di beni, servizi e capitali. La direttiva europea sulle associazioni transfrontaliere sarebbe un primo passo importante.
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Response to Export and import of hazardous chemicals

1 Aug 2025

LUnione Europea ha fatto enormi progressi per tutelare i propri cittadini e lambiente dallesposizione a sostanze chimiche pericolose, elevando i propri standard sanitari e ambientali. Nonostante ciò permane un enorme vulnus nella legislazione che permette la produzione e lesportazione degli stessi, luso in paesi terzi e limportazione di cibi prodotti con luso di essi, di fatto facendo rientrare questi prodotti in Europa e mettendo a rischio la salute dei cittadini. L'uso di queste sostanze è stato vietato proprio perché comportano gravi rischi per la salute umana e l'ambiente, tra cui il cancro, la fertilità, lo sviluppo dei bambini e l'inquinamento delle risorse naturali. Tuttavia, invece di essere ritirate dal mercato, vengono inviate all'estero, spesso in paesi con minori protezioni, nonostante siano vietate in Europa. L'invio di una notifica di esportazione o la richiesta di consenso ai paesi importatori non è sufficiente per proteggere le comunità locali e gli ecosistemi dagli effetti devastanti che questi pesticidi possono avere. Questa non è soltanto (e già basterebbe) una questione ambientale, ma è anche una questione etica: ciò che è troppo pericoloso per le persone in Europa è troppo pericoloso per le persone in qualsiasi parte del mondo. Nonostante limpegno da parte della Commissione a sanare questo aspetto, come Lipu BirdLife Italia, non riteniamo lattuale proposta legislativa sufficientemente efficace a eliminare questo dannoso doppio standard. Per questo esortiamo la Commissione europea ad allineare pienamente le norme dell'UE sull'esportazione e l'importazione di sostanze chimiche pericolose agli standard applicati allinterno dellUnione. In particolare chiediamo di: Garantire che qualsiasi pesticida vietato nell'UE per motivi di salute o ambientali sia automaticamente aggiunto all'allegato V del regolamento (UE) n. 649/2012, Sostanze chimiche e articoli soggetti a divieto di esportazione ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 2, che ne vieta l'esportazione in altri paesi. Vietare in via definitiva la possibilità di esportazioni di sostanze come il carbendazim, classificato come mutageno (può causare effetti genetici) e tossico per la riproduzione (può danneggiare la fertilità e lo sviluppo del feto), o il metribuzin, un interferente endocrino per la salute umana. Richiedere solo il consenso informato preventivo (PIC) per queste sostanze pericolose non è semplicemente sufficiente. L'UE deve dare l'esempio e assumere una posizione forte a sostegno della protezione della salute, della giustizia ambientale e dei diritti umani a livello globale, e fermare l'esportazione di pesticidi vietati e pericolosi.
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Response to Simplification of the implementation of CAP Strategic Plans

31 Jul 2025

Benché si condivida la necessità di semplificare la burocrazia che sottende agli adempimenti per la PAC sia a livello di istituzioni che di percettori, crediamo che ciò non debba coincidere con un indebolimento delle ambizioni ambientali e sociali. Per questo riteniamo che il pacchetto omnibus vada, di fatto, contro gli obiettivi dichiarati e le premesse del regolamento stesso, nonché contro le strategie Europee delineate nellambito del Green Deal, ossia la Strategia Biodiversità per il 2030 e la strategia Farm to Fork. Le norme previste dal decreto omnibus, infatti, contribuiscono all'ulteriore smantellamento delle buone condizioni agronomiche e ambientali, che stabiliscono requisiti ambientali minimi a livello dell'UE e garantiscono una concorrenza leale tra gli Stati membri, dopo quella già avvenuta nel 2024 con l'abolizione della BCAA 8 e l'indebolimento delle BCAA 5, 6 e 7. La revisione delle BCAA 1, 2 e 4 cancellano ulteriormente le garanzie per la biodiversità e il clima; ad esempio le modifiche proposte alla protezione dei prati mettono a rischio la conservazione di habitat prioritari, habitat di specie, nonché preziosi serbatoi di carbonio. La giustificazione addotta per allentare la norma, ovvero il declino dell'allevamento basato sui pascoli, non è convincente. Il bestiame è sempre più allevato al chiuso, senza accesso ai pascoli. Questa tendenza deve essere invertita e non incentivata. Sarebbe più efficace incentivare i sistemi basati sul pascolo, rendendo questi preziosi habitat necessari, anche per mantenere quelle aree interne di cui la PAC si prefigge di arrestare lo spopolamento. Ancora più grave per le conseguenze sul clima è lindebolimento della BCAA 2. Se è vero che per il territorio italiano tale indebolimento non causerà grandi effetti in termine di superficie, questo avviene perché la norma è stata applicata con livelli di ambizioni minime, includendo di fatto solo zone già non coltivate o non attrattive. Servirebbe, invece, una tutela maggiore per le piccole aree umide in ambiente agricolo; mantenere l'acqua nel paesaggio è sempre più importante per l'agricoltura. È essenziale una norma forte a livello dell'UE nell'ambito delle BCAA 2, che non dovrebbe essere indebolita o lasciata alla discrezione nazionale come proposto nel regolamento omnibus. Lo stesso vale per la BCAA 4, fasce tampone prevengono l'inquinamento e, se estese ad almeno 10 metri, possono offrire importanti habitat acquatici. Queste protezioni devono essere preservate. Sebbene il regolamento omnibus non abbia ancora specificato le modifiche previste, questa norma è fondamentale e quindi va modificata solo in senso più restrittivo e non lasciando libertà agli SM. In conclusione, riteniamo che per mantenere una politica agricola comune (PAC) forte oltre il 2027, abbiamo bisogno di norme semplici, chiare e ambiziose a livello dell'UE, che vadano oltre la legislazione nazionale e siano facilmente comprensibili per gli agricoltori. Parità di condizioni di partenza in tutta l'UE è fondamentale per allineare la politica agricola agli obiettivi europei in materia di clima e natura. Il regolamento omnibus rischia di indebolire tutto ciò e riportare indietro di anni le ambizioni ambientali della PAC e della sostenibilità ambientale e sociali dellEuropa tutta. Anziché indebolirlo, occorre rafforzare il quadro delle condizioni e sostenere pratiche agricole ambiziose e rispettose della natura.
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Meeting with Annalisa Corrado (Member of the European Parliament) and Stichting BirdLife Europe

13 Nov 2024 · Biodiversity and nature conservation

Response to Review of poultry marketing standards

19 May 2023

Lallevamento avicolo, al pari delle altre forme di allevamento intensivo pone serie questioni di sostenibilità sia legate alle questioni ambientali (inquinamento dellarie, delle acque e dei suoli), sia sanitaria (come dimostra linfluenza aviaria in corso), sia di benessere animale. Gli standard presentati in questa proposta conducono non ad unestensivizzazione degli allevamenti, bensì ad una ancor maggiore intensificazione e dunque ad un sostanziale peggioramento della sostenibilità ambientale e del benessere animale Un esempio su tutti, che si intende segnalare, è quello della produzione di foie gras da fegato d'anatra e d'oca. In questo regolamento persiste la presenza di un requisito di peso minimo del fegato, che chiediamo di eliminare. Tali limiti costringono di fatto allalimentazione forzata. La comunità scientifica è concorde che tale pratica è estremamente lesiva del benessere degli animali, tanto che è già vietata in 22 stati membri dell'UE.
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Response to Sustainable use of pesticides – revision of the EU rules

1 Sept 2022

Come dimostrano numerosi studi scientifici, nonché report di organismi internazionali come l’Ipbes, l’agricoltura è tra le prime cause di perdita di biodiversità. I pesticidi influiscono direttamente sullo sviluppo e vitalità di numerosi organismi non target, basti pensare l’effetto drammatico sugli impollinatori, nonché sulla fauna acquatica, ma anche sui vertebrati. I dati dimostrano che le acque superficiali e sotterranee sono inquinati da pesticidi, le cui tracce sono state trovate anche nei centri urbani e in zone sensibili. È dunque necessario che l’Europa si impegni in una drastica riduzione del loro uso e del rischio che essi comportano, in considerazione anche del fatto che esistono alternative colturali valide e che garantiscono produzione e redditività, come il successo dell’agricoltura dimostra e come gli studi in seno all’agroecologia confermano. I cittadini hanno confermato tale richiesta con richiesta di 1,2 milioni di firme a sostengono ECI Save Bees and Farmers. Le strategie Europee From Farm to Fork e Per la Biodiversità al 2030, hanno accolto tale richiesta, con target precisi di riduzione e promozione di pratiche alternative, nonché di riequilibrio naturale delle aree agricole. Nonostante ciò, l’attuale proposta di Regolamento è ancora troppo debole, benchè tenda ad andare nella giusta direzione, per raggiungere tali obiettivi. Per questo chiediamo all'UE di agire per: 1. Un tetto minimo reale di riduzione per ogni SM in linea con gli obiettivi EU. Non consentendo con scappatoie e deroghe che consento ad alcuni Stati di fissare il loro obiettivo nazionale al 35%, senza, dunque, apportare modifiche sostanziali alle pratiche agricole. 2. Un bando totale dei pesticidi più tossici (i.e. i "Candidati alla sostituzione") entro il 2030: le alternative esistono, questi pesticidi dovrebbero essere banditi subito! 3. Il regolamento dovrebbe includere una visione a più lungo termine. I piani d'azione nazionali dovrebbero essere soggetti all'approvazione della Commissione e dovrebbero essere previste sanzioni per quegli Stati membri che non raggiungono gli obiettivi. 4. I principi di base dell'IPM dovrebbero diventare obbligatori. L'IPM dovrebbe essere molto ben definito. Ad esempio, la rotazione delle colture di 5 anni dovrebbe diventare la norma per ridurre drasticamente la pressione dei parassiti. 5. Il regolamento SUR dovrebbe anche indicare cosa non è IPM: irrorazione aerea, rivestimento di semi con pesticidi, nuove tecniche genomiche e applicazione di pesticidi con la cosiddetta "tecnologia di precisione" non dovrebbero essere considerati IPM in quanto non mirano a ridurre la dipendenza degli agricoltori dai pesticidi. 6. L'uso di pesticidi dovrebbe essere consentito solo come ultima risorsa e solo dopo che i metodi preventivi, meccanici e biologici non hanno raggiunto il risultato desiderato. Questo dovrebbe essere documentato dagli agricoltori e controllato dalle autorità pubbliche. 7. Rendere obbligatorio destinare nelle colture (anche permanenti) un n minimo del 10% dei terreni per la natura. 8. La proposta della Commissione Europea di una zona cuscinetto non trattata di 3 m in prossimità di aree sensibili e corsi d'acqua è di gran lunga insufficiente. Devono essere impostate le zone tampone di almeno 10 m che portano a residui 0 al di fuori del campo. 9. Le falde acquifere dovrebbero essere protette meglio. Agli Stati membri, alle regioni e ai comuni dovrebbe essere data la possibilità di vietare i pesticidi sulle falde acquifere per proteggere l'acqua potabile. 10. Gli indicatori armonizzati sui pesticidi dovrebbero essere riesaminati, includendo meglio la loro tossicità, compresa quella per l'ambiente
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Response to Sustainable use of pesticides – revision of the EU rules

6 Aug 2020

Le pratiche agricole intensive, compreso l'uso massivo di pesticidi, sono la principale causa del collasso della biodiversità dell'UE (AEA, 2015). Gli ecosistemi forniscono servizi essenziali all'agricoltura, dobbiamo, quindi, ricostruire la loro integrità anche per garantire un sistema agricolo sano e sostenibile a lungo termine. L'UE deve agire con urgenza per implementare gli obiettivi del Green Deal sulla riduzione dei pesticidi e gli spazi naturali nelle aziende agricole, obiettivi che contribuiscono alla transizione verso aziende agricole sostenibili. La Direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi (SUD), se correttamente attuata dagli Stati membri, potrebbe essere un potente strumento per ridurre l'uso dei pesticidi e i rischi correlati. Il recente rapporto della Corte degli Auditor (ECA), insieme alle relazioni della Commissione sullo stato di avanzamento del SUD, ha già delineato le ragioni della mancata attuazione del SUD e quali cambiamenti legislativi e programmatici sono necessari (ad esempio nella PAC). Data la necessità di agire con urgenza, Lipu, insieme a BirdLife, si domanda la necessità di una valutazione dell'attuazione del SUD e della valutazione d'impatto (IA). Le ragioni della mancanza di attuazione/efficace efficacia limitata del SUD fino ad oggi sono già ben note così come la necessità di modifiche. Una IA porterebbe quindi solo a perdere tempo significativo e prezioso nell'intraprendere azioni che sappiamo essere necessari da prima del 2007. Le linee guida della Commissione per una migliore regolamentazione consentono di non effettuare una valutazione d'impatto in caso di "imperativo politico di procedere rapidamente". In effetti, c'è un imperativo politico ed ecologico urgente di agire sulla base dell'obiettivo del Green Deal di una riduzione del 50% dell'uso di pesticidi entro il 2030, e la necessità di rendere operativo questo obiettivo nei piani strategici della PAC. Per la PAC, è ora necessaria una guida operativa in modo che l'applicazione del SUD sia già presente nei piani strategici nazionali che saranno completati entro il 2021. Riteniamo quindi chiedere che, invece di condurre una IA che probabilmente non dirà darà sostanziali nuovi elementi l'UE si metta subito al lavoro per rivedere il SUD e rendere operativo l'obiettivo di riduzione del rischio contenuto nelle strategie Biodiversità 2030 e Farm to Fork: a) stabilendo un indicatore per misurare la riduzione del rischio, b) stabilendo delle linee guida, date le attuali carenze di dati, evidenziate anche nel rapporto della Corte dei conti europea, e c) formulando già proposte di regolamentazione e di cambiamenti legislativi e programmatici sulla base di quelle che la Commissione sa già essere le questioni principali (ad esempio, i risultati e le raccomandazioni del rapporto della Commissione e dell’ECA). Inoltre, in caso di un'eventuale IA, la sua realizzazione dovrebbe essere celere per non causare ulteriori ritardi alle modifiche al SUD, e dovrebbe essere condotta in modo olistico considerando i costi per la biodiversità la necessità di ecosistemi integri in grado di fornire servizi ecosistemici. Si chiede di non ricorrere alla retorica della “food security” che porta a presupporre che l'abbassamento della produzione sia un problema in Europa, o che necessariamente aumenti i prezzi - al contrario, la scienza indica la necessità di abbassare la produzione complessiva nell'UE, e in particolare di carne e latticini (e dei relativi mangimi) e di colture non alimentari come i biocombustibili. Affrontare il problema della sovrapproduzione dovrebbe anche avere un impatto positivo sui prezzi. Esistono già molti esempi che dimostrano che il passaggio a un modello di agricoltura rispettosa della natura e priva di pesticidi, o la drastica riduzione del loro uso, è fattibile sia a livello UE sia locale in termini di produzione alimentare e redditività economica, e l'UE attraverso la PAC ha anche i fondi per sostenere questa transizione.
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Response to Access to Justice in Environmental matters

3 Apr 2020

Dear Madame/Sir, As an organisation working on protecting the environment we know about the importance of access to justice for ensuring compliance with EU law and to address the ecological crisis, both at Member State and EU level. We therefore very much welcome the European Commission consultation on the Roadmap. We’d like to stress the following points: A. Revision of the Aarhus Regulation Amending the Aarhus Regulation to broaden its scope and effectiveness is the only way of ensuring compliance with the Aarhus Convention. The Commission should cover the following when amending the Aarhus Regulation: - Include acts and omissions of general scope, as opposed to only acts of individual scope. The category of administrative acts thereby needs to be extended to all non-legislative regulatory acts. Limiting the scope to administrative acts that do not entail implementing measures does not provide effective access to justice. - Ensure that the scope is amended to include all acts that contradict the EU’s environmental law. The amendment would fall short when only referring to acts that positively contribute to EU’s environmental law. - Clarify that any act that is “legally binding” is included in the scope of the future Aarhus Regulation, instead of sticking to the recent and unclear criteria foreseeing that an act needs to have “external and legally binding” effects. - Narrow the derogations for administrative review bodies to ensure that also state aid decisions are included in the scope, and only procedures by the European Ombudsman, infringement procedures and OLAF proceedings to be excluded. - Ensure that costs are not prohibitive for applicants, to comply with Art. 9(4) Aarhus Convention. You could therefore clarify that EU bodies might not apply for costs exceeding a reasonable amount, and that the applicant doesn’t have to pay for the intervener. - Ensure an effective review of the challenged administrative act, by also enabling the Court of Justice of the EU (CJEU) to amend the challenged decision to bring immediate relief, wherever possible. The Commission should also open a consultation on the proposal of the amendment itself once the draft has been finalised. B. Directive on Access to Justice In 2003 the Commission was working on a proposal for a Directive on Access to Justice, but the proposal got abandoned. The jurisprudence of the CJEU unequivocally shows that there is a legal vacuum with respect to access to justice. In the absence of legislation at EU level, there is not only a persisting lack of legal certainty and thus predictability for investors, but the CJEU will also need to repeatedly interpret the Aarhus Convention in lengthy rulings. In general there is widespread failure of the Member States to provide adequate remedies and large disparities in the extent to which civil society can challenge decisions of public authorities. We therefore call on the Commission to re-start working on an ambitious Access to Justice Directive, focusing inter alia on the following: - Ensure a legal framework to bring all Member States in line with the provisions of Art. 9(3) and 9(4) Aarhus Convention. - Thereby foresee standards ensuring effectiveness, a broad scope, timeliness and non-prohibitive costs of any remedy taken. - Work on an Access to Justice Directive should be opened to further public consultation. A final call: Access to justice activities from organisations like ours seem to more and more replace missing implementation and enforcement work done by authorities automatically. We therefore want to stress that public authorities at Member State and EU level need to remain the last line of defence. We also call on the Commission to address the serious issue of under-staffing of its compliance bodies. This is necessary to deliver effective access to justice at EU level and to avoid that the “zero tolerance” approach in the field of environmental compliance promised by Ursula von der Leyen remains empty.
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Response to Farm to Fork Strategy

13 Mar 2020

Lipu, member of Italian platform CambiamoAgricoltura, together with BirdLife (of which it is the Italian partner), welcomes the decision of the EC to develop a Farm to Fork Strategy, and the intention to achieve coherence with the rest of the Green Deal, including the Biodiversity Strategy. For the Strategy to accelerate the transition into more sustainable food systems, including through the CAP and CFP as set out in the Roadmap, environmental sustainability must be taken as the basis for all other aspects of sustainability–economic and social. Healthy ecosystems are the foundation for production on both land and at sea, yet they are at breaking point by the current system. We must therefore transition urgently to a paradigm where planetary boundaries are the starting point for all economic activities. Scientific evidence shows that the CAP and CFP are not fit to deliver on this in their current form, in particular because they still finance harmful activities. We welcome the recognition of current EU agriculture as a key driver of biodiversity loss, an important source of GHG emissions and pollution of water, and the aim to achieve a food system with zero or positive environmental impact. We are also positive that the Strategy intends to tackle fertilisers and pesticide use, which would need quantified reduction targets to be successful. However, the roadmap omits the main measure that would make the difference for biodiversity on land - a target for at least 10% of green infrastructure at farm level. Science shows that this target would begin the recovery of farmland biodiversity, without which Europe is facing the collapse in a matter of years of the pollinators and other ecosystem services on which food production depends. Unfortunately, there is no clear action in the roadmap for addressing the key drivers of biodiversity loss at sea, in particular fishing and aquaculture. Fishing activities in the EU are extremely destructive, with 87% of the Mediterranean and 40% of the North East Atlantic to be overfished, as well as bycatching dolphins, whales, seabirds and sea turtles. The EU should aim to eliminate bycatch of sensitive species. Furthermore, aquaculture production drives further destruction at sea through the depletion of fish for aquaculture feed, bad spatial placement of farms at sea and allowing for open cage farming which weakens the genetics of fish populations. The EU should incentivise low impact activities such as EU wide environmental criteria for fish quota distribution. It should also support ocean restoration by closing at least 15% of its seas, including from fishing and aquaculture activities. Further key areas missing from the Roadmap are: -Environmental compliance assurance within the agriculture, fisheries and aquaculture sectors should be included in the Strategy – especially with the Birds and Habitats Directives, Nitrates Directive, Sustainable Use of Pesticides Directive, Water Framework Directive, Air Quality Directive, and Marine Strategy Framework Directive. -Strategy should ensure that the over use of water, primarily driven by demand for irrigation in agriculture, should be addressed as it is a key barrier to sustainability of food systems, with major negative impacts on wildlife. -Strategy must address food consumption not just because of its health risk, but also because we are consuming resources beyond the earth’s carrying capacity. Strategy must include a quantified reduction of consumption and production of meat, dairy and fish, seafood, as their consumption in the EU is far above environmental, and health limits. These targets should reduce meat and dairy consumption by 50%, and fish and seafood by 40%, by 2030. It should also incentivise a 30% target for organic production and consumption. -Strategy should not automatically assume that specific technologies, such as precision farming, are sustainable because their impact can be positive or negative, depending on their deployment
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Response to EU 2030 Biodiversity Strategy

17 Jan 2020

The EU has failed in delivering on the current EU Biodiversity Strategy to 2020 objectives. See BirdLife International (of which Lipu is the Italian partner) analysis here: https://bit.ly/35O48ZU OUR VISION • By 2030, 30% of EU land and EU sea areas is primarily managed for nature and biodiversity • By 2030, the EU will have reversed the negative trends for common species, as measured by appropriate indicators such as those for common birds and butterflies. Across Europe, robust monitoring will have been put in place and indicators are developed for additional key taxonomic groups. MISSION TARGETS 1. ENFORCEMENT • Make the Biodiversity Strategy objectives legally binding • Provide adequate capacity at the European Commission and Member States level to enforce nature laws through an adequate increase in staff and financial capacities • Zero tolerance to illegal wildlife persecution, within and outside EU • Put in place a Natura 2000 surveillance system by 2025 2. MAKE EU AGRICULTURE COMPATIBLE WITH A BIODIVERSE LAND • Give at least 10% of space for nature, and make it a condition at EU level for receiving EU agriculture subsidies • Reach 30% organic agricultural production • Introduce obligations for MS to protect their soils • Adopt a legislation making sure that land is efficiently used, and that brown-field sites are repurposed so they can be reused, or restored into natural habitats 3. MAKE EU EXTRACTION OF FISH AND SEAFOOD COMPATIBLE WITH OCEANIC LIFE • Eliminate destructive fishing practices such as bycatch of endangered, threatened and protected species, non-selective fishing gear, fishing of stocks that are not scientifically assessed • Ensure that fisheries are fully disclosed and survilled • Limit forage fish catch to 2/3 of fishing mortality • Recover the historical range of top predators, including seabirds, as indicators for recovery of marine food chains • Plan aquaculture development with respect to marine protected areas • Forbid aquaculture fed with wild caught fish instead of vegetarian and insect-based feeds The strategy must also cross link with actions under the Farm to Fork Strategy and ensure that consumption patterns support policies to protect biodiversity. This includes the EU enabling a crucial reduction of fish consumption, given the overexploitation of fish, as well as reduction of meat and dairy consumption given the immense environmental impact of intensive livestock production on biodiversity. 4. RESTORATION OF THE NATURAL ENVIRONMENT • Crosscutting legally binding target for Member States to restore 67 million hectares of natural habitats on land in the EU for biodiversity • Binding legislation with a target to restore 15% of EU Member States’ sea areas, by designating them as permanent no take zones or with regulated access to restore and recover oceanic life • Plan afforestation in the context of the restoration agenda • Ensure that any financing for climate action delivers active restoration of habitats on land and at sea 5. BIODIVERSITY FUNDING • Deploy €21 billion/year for management of existing Natura 2000 network, and at least €1bn EUR/year for marine-based N2000 network • Mobilise €150 billion for restoration, as a minimum, to 2030 • Secure 50% of External Financing Instruments to address global environment needs • Ensure no public subsidies and investments, by the European Commission and Member States, are spent on harmful activities to biodiversity • Mandatory biodiversity reporting on all publicly listed private funding The EU must internationally lead into reversing the status quo that is destroying nature. Lipu-BirdLife Italy calls for the EU to pursue its ambition in global fora, including through leading the international community at the CBD COP 15 in Kunming towards strong and ambitious targets to restore and protect biodiversity.
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Response to Multiannual Financial Framework - CAP Strategic Plans

1 Aug 2018

Lipu, anche in quanto membro della coalizione italiana #CambiamoAgricoltura vuole cogliere l'occasione per esprimere la propria insoddisfazione per il modo in cui le consultazioni pubbliche e le prove scientifiche sono state tutte ignorate nel corso del processo di riforma della PAC post 2020. Durante la consultazione pubblica del 2017, oltre 250.000 cittadini (l'80% delle risposte) hanno chiesto una trasformazione radicale della PAC verso la sostenibilità. Tuttavia, queste risposte sono state sostanzialmente ignorate, o per lo meno non incluse nell'analisi ufficiale (condotta da Ecorys), in chiara violazione delle linee guida dell'UE sulla migliore regolamentazione, che stabiliscono che le risposte derivanti dalle campagne dovrebbero essere analizzate e riassunte nel rapporto (Better Regulation Toolbox # 54, p.419). Non vi è alcuna giustificazione per ignorare la risposta di un cittadino dell'UE che è stata presentata individualmente, semplicemente perché è stata stimolata da una campagna pubblica. Fare ciò equivale a negare la volontà dei singoli cittadini dell'UE. Le risposte che sono state analizzate ufficialmente hanno, comunque, mostrato una forte richiesta tra i rispondenti, in particolare tra i cittadini, ma anche tra gli agricoltori, di una PAC che faccia di più per l'ambiente e il clima. Nonostante ciò i risultati sono stati presentati, a partire dal Commissario Hogan, in modo completamente fuorviante evidenziando l’approvazione dei pagamenti diretti da parte dell’opinione pubblica. Tutto ciò si aggiunge al quadro generale che si riscontra ogni qual volta si parla di PAC, ossia che sono le richieste delle lobby piuttosto che i desideri dei cittadini a prevalere. Ciò è supportato, ad esempio, dalla decisione politica della CE di non effettuare il processo di Fitness check della PAC, nonostante ciò sia stato richiesto e come è avvenuto per gran parte della legislazione ambientale dell'UE. Escludendo la PAC dallo screening, quando è stato dimostrato da innumerevoli studi, tra cui la Fitnesscheck 'ombra' redatta da organismi indipendenti, che questa politica sta fallendo riguardo alla maggior parte dei suoi obiettivi, espone la PAC ad un pregiudizio sul processo decisionale a cui è sottoposta e in definitiva sulla legittimità dell’azione della stessa UE. Infine, la CE e gli SM continuano a descrivere in modo non veritiero la PAC come una politica che fa bene all'ambiente. Numerose prove scientifiche, e persino gli stessi studi dell'AEA sullo stato dell'ambiente, indicano il contrario: l'agricoltura intensiva, alimentata dalla PAC, è la principale causa di perdita di specie e habitat nell'UE. Per non parlare delle altre fonti di inquinamento derivanti dall'agricoltura intensiva: il sovra sfruttamento idrico; l’inquinamento dell'acqua da fertilizzanti e fitofarmaci; la degradazione e la contaminazione del suolo; l’inquinamento atmosferico da ammoniaca e metano; il contributo alle emissioni di gas climalteranti. Lipu e la Coalizione #CambiamoAgricoltura hanno partecipato attivamente alle consultazioni dell'UE sulla PAC, essendo fiduciosi che le opinioni e prove presentate sarebbero state prese sul serio e analizzate, insieme alle migliori prove scientifiche disponibili, nelle proposte della CE. Tuttavia, sembra che il processo di riforma della PAC sia pilotato in modo schiacciante da interessi particolari, in particolare dalla lobby che promuove il vecchio modello dell’agricoltura intensiva. Poiché i risultati della consultazione pubblica non erano in linea con questi interessi, sono stati ignorati o travisati. Non siamo quindi certi che questa attuale consultazione venga presa sul serio e le nostre opinioni vengano ascoltate. Nella speranza che ciò non sia così, e che la nostra voce e quella dei cittadini venga ascoltata alleghiamo un decalogo di proposte stilato dalla coalizione #CambiamoAgricoltura relativo a come vorremmo fossero migliorate le proposte di regolamenti PAC presentate il 1 giugno dalla CE.
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Response to Commission Delegated Regulation on the methodology for risk assessments of invasive alien species

20 Dec 2017

To whom it may concern. Overall Lipu BirdLife Italia (Lipu) is very supportive of the Delegated Act as it is currently drafted. Indeed, Lipu does not believe any substantive amendments are needed to the draft. Lipu considers that this draft Delegated Act meets, and in no way exceeds, the scope of the Delegated Act as determined by Article 5(3) the EU IAS Regulation 1143/2014. Lipu considers that the distinction between Risk Assessment and Risk Management is crucial and praise the Commission for clearly highlighting this distinction within the Explanatory Memorandum. As clearly detailed in Article 5(3) of Regulation 1143/2014, this Delegated Act exists to further specify the evidence requirements for the Risk Assessments required under Article 5(1) of Regulation 1143/2014. It is clear from Article 5(3) that the Delegated Act does not exist to specify the evidence requirements for any Risk Management analyses. Consequently, Lipu praises the Commission for ensuring the scope of this Delegated Act has been limited to that of specifying the evidence required for Risk Assessment, and not deviated to considering the evidence required for Risk Management. Article 5(1)(h) of Regulation 1143/2014 requires Risk Assessments to include ‘a description of the known uses for the species and social and economic benefits deriving from those uses’. Article 5(1)(h) is therefore asking for a description of the Risk Management considerations, so as to provide initial context to the Risk Assessment. However Article 5(1)(h) is clearly not requiring a detailed analysis of the Risk Management considerations, as this can be provided if necessary directly to the EU IAS Committee when it considers whether to include the species on the EU IAS List or not. Lipu considers the wording of the section relating to Article 5(1)(h) of the Annex of Common Elements to be appropriate and entirely within the aim and the spirit of Regulation 1143/2014. However, for the avoidance of doubt, Lipu wonders whether there would be value in adding a note to this section which clearly states that the Regulation merely requires a brief description of social and economic considerations to provide context to the Risk Assessment, and not a full analysis of the Risk Management considerations. Furthermore, Lipu considers it unnecessary to specify that only economic experts can compile evidence relating to Article 5(1)(h) as this would be an unnecessary burden for what is merely a descriptive section. The primary aim of Regulation 1143/2014 is to prevent future damaging invasions by alien species. Due to the nature of invasive alien species, an invasive alien species may become established and cause harm within the EU before it is possible to complete rigorous scientific studies into the impact of that species in Europe. Consequently, as per international best practice, it is not appropriate to rely solely on peer reviewed literature when assessing the risk that an invasive alien species poses. However, it is entirely appropriate, as per international best practice, to consider expert opinion and grey literature when assessing the risk that species poses. But only if peer-reviewed evidence is not available and the uncertainty surrounding such material is appropriately articulated. As this Delegated Act allows for the use of non-peer reviewed evidence, with appropriate and proportional caveats, Lipu praises the mature and considered approach to evidence that this Delegated Act presents. With regards to the section of the Annex of Common Elements relating to Article 5(1)(f), within Paragraph (3) Lipu suggest that ‘endangered habitats’ is changed to simply ‘habitats’. A habitat may become endangered by the presence of an IAS, so merely focusing on endangered, as opposed to all, habitats may miss significant elements of the risk assessment. Yours Faithfully Lipu Birdlife Italia
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Response to Changes to greening rules and clarifications of certain other direct payments' rules

12 Jan 2017

L’obiettivo principale della “ecological focus area” (EFA), una delle condizioni per ricevere il pagamento Greening, è di proteggere e migliorare la biodiversità degli agro ecosistemi. Il declino della biodiversità è un fenomeno ben documentato iniziato nel secolo scorso che preoccupa in quanto indebolisce le risorse naturali che ci permettono di continuare a produrre cibo. Meno biodiversità significa suoli meno fertili, riduzione degli impollinatori e, di conseguenza, diminuzione delle rese agricole. E’ quindi necessario che le EFA raggiungano l’obiettivo di proteggere la biodiversità. La possibilità di utilizzare i pesticidi nelle EFA è un’evidente contraddizione che renderà le EFA inefficaci, infatti è noto che i pesticidi riducono la biodiversità. L'indicatore “popolazioni di uccelli sensibili ai prodotti fitosanitari” in Italia mostra un calo del 36,6% nel periodo 2000-2014. http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15032 E’ opinione di Lipu (BirdLife Italia) che non esistano motivi per continuare a usare i pesticidi nelle EFA considerando anche le crescenti aspettative dei cittadini italiani, ed europei, nei confronti di una spesa europea che serva a raggiungere gli obiettivi ambientali della PAC. Uno studio del Institute or European Environmental Policy (IEEP) pubblicato il mese scorso, ha investigato gli effetti dell’EFA sulla biodiversità. La ricerca dimostra che le attuali EFA non riusciranno a proteggere o migliorare la biodiversità. La principale raccomandazione dello studio per migliorare le EFA è di proibire l’uso dei pesticidi. http://www.ieep.eu/publications/2016/12/ecological-focus-areas-what-impa... Molti altri ricercatori e accademici sono arrivati alle stesse conclusioni. http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/conl.12333/full I 12 miliardi di Euro che finanzieranno il pagamento Greening saranno ben spesi, agli occhi dell’opinione pubblica, se diventeranno più efficaci escludendo l’uso dei pesticidi. Infine, è nostra opinione che i potenziali effetti economici positivi dell’EFA non siano stati adeguatamente presi in considerazione. Ci sono evidenze crescenti che mostrano che le rese agricole possono aumentare quando si usa la biodiversità per controllare parassiti e infestanti. L’uso di questa biodiversità “funzionale” riduce i costi degli input chimici, aumenta le rese, con effetti positivi significativi sul reddito delle aziende agricole. Ciò in aggiunta al beneficio della protezione della biodiversità. Si realizzerebbe così l’idea alla base delle politiche agricole: public subsidy for public goods. Ma affinché gli agricoltori possano beneficiare della biodiversità funzionale, le EFA devono essere migliorate. http://www.research.lancs.ac.uk/portal/en/publications/-(270245b3-6bd6-483e-ba38-fdf9ca6719f3).html
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Meeting with Tom Tynan (Cabinet of Commissioner Phil Hogan)

18 Dec 2014 · Rural development programmes, greening measures, engagement with the Commission, Divil dialogue groups