CONSIGLIO NAZIONALE PERITI INDUSTRIALI E PERITI INDUSTRIALI LAUREATI

CNPI

Il CNPI è un ente pubblico non economico istituito presso il Ministero della Giustizia.

Lobbying Activity

Meeting with Matteo Ricci (Member of the European Parliament)

13 Jan 2026 · Roadwothiness Package

Meeting with Pietro Fiocchi (Member of the European Parliament)

3 Dec 2025 · tematiche ambientali

Response to European strategy for housing construction

18 Sept 2025

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente la strategia europea per la costruzione di alloggi (Ref. Ares(2025)6022502 - 24/07/2025)
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Response to Revision of the Roadworthiness Package

28 Jul 2025

Proposta di Emendamenti del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati alla Direttiva COM(2025) 180 final
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Response to European Water Resilience Strategy

3 Mar 2025

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente la Strategia europea sulla resilienza e la sicurezza idrica
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Response to Establishment of a portfolio framework to increase lending towards energy performance renovations

5 Nov 2024

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente latto delegato della Commissione Europea: Edifici efficienti sotto il profilo energetico - quadro generale del portafoglio per aumentare i prestiti per le ristrutturazioni. In risposta allopportuna e meritevole iniziativa della Comunità Europea di agevolare laumento dei finanziamenti destinati alla ristrutturazione degli edifici, viene subito spontanea la considerazione che, di fronte ad un obiettivo fondamentale e strategico per il nostro futuro, tutti dobbiamo metterci a disposizione e sentirci coinvolti al fine di contribuire a creare uno strumento che sia il più efficace possibile. Va subito detto che tale obiettivo si può raggiungere solo a condizione che si introducano azioni tali da far comprendere a tutti che il problema della ristrutturazione energetica degli edifici non è solo il problema di qualcuno ma, è un problema dellintera società per cui tutti devono dare il proprio apporto soprattutto rispetto ad un atteggiamento culturalmente corretto di fronte a problemi fondamentali per il nostro futuro. Lobiettivo non deve essere solo quello di diminuire i consumi energetici, ridurre i costi, trovare forme alternative di energia od altro ma, deve essere quello di consentire a tutti di vivere meglio il territorio. Per tali obiettivi la Direttiva 2024/1275 è senzaltro un pilastro fondamentale che, forti anche delle esperienze fino ad oggi vissute, deve essere affrontato con mentalità adeguata. Lobiettivo di rendere efficace un atto delegato volontario deve essere sostenuto da una serie di fattori che siano tali da convincere chi mette a disposizione le risorse, lo fa in modo consapevole perché ha di fronte un percorso certo e conveniente. La strategia della Comunità Europea sul tema in esame si fonda sostanzialmente su 3 obiettivi: 1. Incremento del volume dei prestiti che devono essere allineati con gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Non sono più accettabili programmi di ristrutturazione che non tengano conto di una corretta programmazione fondata su una progettazione consapevole, sostenuta dalle migliori tecniche disponibili e finalizzata al miglior risultato possibile di costi/benefici che metta in bilancio tutte le componenti necessarie per uno sviluppo sostenibile. 2. Proteggere le famiglie vulnerabili. Lobiettivo persegue la ricerca di percorsi di finanziamento che siano tali da consentire a tutti, indipendentemente dalle proprie condizioni economico finanziarie di accedere a percorsi di riqualificazione della propria abitazione. Nessun progetto di questa portata sarà in grado di portare risultati positivi se non sarà in grado di dare risposta ai bisogni delle famiglie vulnerabili. Va sottolineato che questa posizione, oltre al suo valore sociale e di conseguenza utile a uno sviluppo sostenibile è fondamentale anche da un punto della progettazione di interventi che siano effettivamente efficaci. 3. Definire le migliori pratiche. Obiettivo molto ambizioso ma, che deve assolutamente essere perseguito al fine di mettere in campo strumenti tecnici/amministrativi semplici che, non vuol dire banali, tali da sviluppare la fiducia e costituire strumento di garanzia per quanti affronteranno tali percorsi. In tal senso, sicuramente non è sufficiente legiferare meglio, bisogna senzaltro lavorare per arrivare a corrette pratiche tecnico, finanziario ed amministrativo ma, soprattutto comprensibili e percorribili da quanti ne vorranno dare applicazione. In un simile percorso limpostazione tecnico/economica è fondamentale e tale risultato si raggiunge solo con il contributo di Professionisti preparati, competenti ed eticamente responsabili. In conclusione si può tranquillamente affermare che obiettivi di tale importanza non possono essere raggiunti con metodi e approcci culturali che hanno già dimostrato i propri limiti ma, devono essere affrontati con una visione nuova e allineata con una sfida epocale
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Response to European Quality Assurance and Recognition System

6 Feb 2024

La Legge 26 maggio 2016 n. 89, che converte in legge, con modificazioni, il decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.124 del 28 maggio, individua nella laurea triennale il titolo di studio esclusivo e necessario, ai fini dellaccesso agli esami di Stato per labilitazione allesercizio della libera professione di perito industriale. Parimenti in Europa per esercitare una professione regolamentata è necessario maturare una istruzione secondaria superiore corrispondente a quella di rango accademico di durata almeno triennale. Tenuto conto che in Europa la libera circolazione dei professionisti all'interno dell'UE trova un ostacolo, costituito dal sistema di riconoscimento delle formazioni professionali, che ognuno degli Stati membri predispone, al fine di consentire l'esercizio della professione nel proprio Paese, è urgente ed improcrastinabile uniformare quantoneno i sistemi formativi di istruzione secondaria superiore, con particolare riferimento ai settori scientifici, di ricerca e della innovazione tecnologica, in modo da rendere più semplice la valutazione dei percorsi formativi professionali dei singoli professionisti in ciascuno dei Paesi all'Interno dell'UE. La Commissione europea già nel 2017 (vedi draft COM(2017) 247 final) informava il Parlamento della necessità ed urgenza di uniformare i sistemi di formazione secondaria superiore. Al fine di promuovere linclusione sociale e la mobilità è necessario incrementare e promuovere gli istituti di istruzione superiore (IIS) senza i quali non è possibile sviluppare sistemi efficaci nellistruzione, nella ricerca e nellinnovazione e collegati alle rispettive società. La riforma dellistruzione superiore è responsabilità degli Stati membri e fa parte dei loro sforzi volti a sviluppare unistruzione e una formazione di livello mondiale. LUE può aiutare gli Stati membri nei loro sforzi di riforma dellistruzione, ma è chiaro che l'impulso al sistema di istruzione secondario superiore è necessario per promuovere le iniziative dell'UE a sostegno della armonizzazione delle legislazioni nazionali per consentire un più celere se non automatico sistema di riconoscimento delle professioni regolamentate, eliminando in tal modo ogni ostacolo alla libera circolazione e allo stabilimento dei professionisti per esercitare la professione senza restrizioni formative o misure compensative in ciascuno degli Stati membri dell'UE.
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Response to EU Talent Pool

30 Jan 2024

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente il regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che istituisce un bacino di talenti dell'UE 2023/0404 (COD)
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Response to Action plan on accelerating Heat Pump market and deployment

25 May 2023

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente il piano d'azione per accelerare la diffusione nell'UE delle pompe di calore.
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Response to Evaluation of the Council Recommendation on European Qualifications Framework for lifelong learning

11 Jan 2023

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente il quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente valutazione
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Response to Revision of the Energy Performance of Buildings Directive 2010/31/EU

29 Mar 2022

Osservazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente sulla Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica degli edifici (rifusione)
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Response to Promoting sustainability in consumer after-sales

3 Feb 2022

Il consumo sostenibile e l’economia circolare esprimono obiettivi strategici della società, che realizzano altrettanti diritti fondamentali individuali e collettivi. Per attuare in concreto, in maniera efficiente e partecipata questi obiettivi di politica verde, occorre il coinvolgimento di tutte le componenti della società, a cominciare dalle professionalità esperte in tecnologia. Per prolungare la durata dei prodotti, favorire la riparazione e il riuso delle componenti e dei materiali, infatti, occorre che si cambi il sistema produttivo, distributivo e dell’utilizzazione dei beni, a cominciare da quelli altamente tecnologici. Una particolare attenzione, deve essere riservata alla gestione dei rimedi contrattuali per il caso di difetti nei prodotti, privilegiando le soluzioni conservative che riparino o preservino la funzionalità del prodotto. La restituzione o sostituzione del prodotto, specie se nuovo e inutilizzato, finisce per provocare danni alle parti e all’ambiente, perché non vi è un sistema di riparazione e riutilizzo accessibile e sviluppato. Affinché tali obiettivi si realizzino in concreto, occorre il diretto coinvolgimento dei professionisti tecnici capaci di guidare il cambiamento degli attuali sistemi produttivi, distributivi e di gestione delle disfunzionalità dei prodotti. In questo senso, occorre investire in risorse economiche e umane, a cominciare dai percorsi formativi per i professionisti tecnici che sappiano orientare le scelte sostenibili delle imprese, comprensive dei produttori, distributori e riparatori, e dei compratori. Tutti devono avere consapevolezza della praticabilità e convenienza della scelta sostenibile nella produzione, nel commercio e nell’acquisto dei prodotti. Per investire sulla cultura della sostenibilità occorre che gli ordini e le organizzazioni professionali abbiano risorse economiche per formare e specializzare i professionisti iscritti agli albi.
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Response to EU strategy for sustainable textiles

2 Feb 2021

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente alla Strategia dell’UE per i tessili elaborate dal Gruppo di Lavoro di liberi professionisti del tessile e design
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Response to Review of the Community Designs Regulation

12 Jan 2021

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente alla Proprietà intellettuale - revisione delle norme dell'UE in materia di disegni e modelli industriali (direttiva disegni e modelli).
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Response to Revision of the Energy and Environmental Aid Guidelines (EEAG)

10 Dec 2020

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati (CNPI) relativamente alla revisione della Guida sugli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente e l'energia 2014-2020 (2014 / C 200/01)
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Response to Review of Directive 2012/27/EU on energy efficiency

21 Sept 2020

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente alla revisione della direttiva UE 2012/27/UE sull'efficienza energetica. La revisione della direttiva UE 2012/27/UE è un’occasione importante per lo sviluppo sostenibile dell’unione europea, secondo il CNPI le argomentazioni e la revisione della norma devono andare in direzione dell'opzione 3 con revisione dell'EED. Secondo il CNPI, i temi energetici dovrebbero essere affrontati con una visione d’insieme europea e non più nazionale o regionale, con una regia della commissione che individui le migliori strategie possibili per migliorare la distribuzione delle fonti energetiche creando delle smart grid (reti intelligenti) che permettano localmente di gestire e monitorare la distribuzione di energia elettrica da tutte le fonti di produzione e soddisfare le diverse richieste di elettricità degli utenti collegati, produttori e consumatori in maniera più efficiente, con l’obbiettivo di soddisfare i carichi e consumi reali. Per fare ciò l’unica strada è una progettazione integrata basata su delle diagnosi energetiche e sul successivo monitoraggio della situazione reale. Il lavoro primario è quello di stabilire degli indicatori energetici per ogni tipologia di attività umana, industriale, commerciale, ecc. (edilizia, trasporti, alimentazione, manifattura, industria, ecc.) e cominciare a inserire dei valori limite. Tali valori verranno progressivamente affinati e saranno quelli che ci permetteranno di raggiungere l'obiettivo di efficienza energetica verso il 50/55%. Questi valori dovranno essere posti obbligatori in modo progressivo. Tutte le attività, non solo quelle ad oggi indicate come grandi aziende ed obbligate secondo il 102/2014, dovranno essere sottoposte a diagnosi energetica obbligatoria con cadenza periodica. In esse dovranno essere indicati gli interventi con le relative stime di costo, che portano al raggiungimento almeno del limite di cui sopra. L'unico metodo efficace per rendere le diagnosi ed i successivi interventi effettuabili è quello di rendere obbligatorio il monitoraggio ed incentivare con contributi in denaro, proporzionati al grado di efficienza raggiunto, l'esecuzione ed il controllo. Dovranno essere istituiti centri di controllo e verifica e dovranno nascere centri di monitoraggio privati ma accreditati che dovranno essere collegati ad una piattaforma nazionale. Le diverse piattaforme dovranno convogliare in un’unica piattaforma europea. Il CNPI ritiene che sia di fondamentale importanza, una volta creato un chiaro meccanismo di monitoraggio, che questo vada diffuso a tutti gli operatori del settore favorendo la divulgazione dei risultati e incentivando le chiavi di lettura che possano rendere di fatto i limiti imposti solo un punto di partenza. In seguito, saranno tutti stakeholder a poter confrontare i risultati ottenuti ed a influenzare l’incremento progressivo degli obbiettivi creando appunto un’onda di efficientamento energetico basato su risultati tangibili.
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Response to Revision of the Renewable Energy Directive (EU) 2018/2001

21 Sept 2020

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente alla revisione della direttiva UE 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Il CNPI ritiene di primario interesse promuovere l’uso delle energie rinnovabili sottolineando che l’incremento della percentuale di rinnovabili sul consumo complessivo è matematico aumentando l'efficienza. Per quanto riguarda le opzioni proposte nel documento iniziale per la revisione della direttiva UE 2018/2001 le opzioni 4 o 5 sono quelle ritenute preferibili dal CNPI. La promozione delle fonti rinnovabili deve essere un obbiettivo vincolante della UE e deve essere raggiunto in modo economicamente vantaggioso per tutti. Questo concetto deve essere allargato a una valutazione complessiva dell’intervento di riqualificazione energetica che vogliamo portare avanti e deve essere applicato in tutti campi, quindi anche l’applicazione delle rinnovabili deve rientrare in questa valutazione. Nel caso dell’applicazione delle rinnovabili in edilizia questo concetto è particolarmente pregnante, perché è necessario, al fine di fare interventi economicamente vantaggiosi, considerare tutti gli aspetti che interessano l’edificio (sismica, urbanistica, ecc. applicabilità efficace delle rinnovabili), quindi l’elemento su cui poggia la riqualificazione energetica non può essere l’APE ma deve essere una diagnosi completa dell’edifico in tutti i suoi aspetti. Vanno incentivate le comunità energetiche e la semplificazione delle installazioni riducendo la discrezionalità delle commissioni locali. Con un particolare riferimento al territorio italiano ma allargando il ragionamento al patrimonio edilizio di pregio dell’intera UE è bene ricordare che le fonti energetiche sono sempre utilizzabili ed integrabili nei sistemi tecnici che faranno si che un edifico storico sia vissuto. Il CNPI reputa di non investire in reti ma consumare quello che si produce in loco. Inutile avere centrali eoliche concentrate in pochi ettari se il territorio circostante non ne ha bisogno. Di quell'energia, sempre che le reti la sopportano, arriverà all'utenza solo il 25% di quanto prodotto ed incentivato. Nel campo trasporti e della logistica secondo il CNPI le iniziative devono essere molteplici considerando delle alternative all’elettrico, nelle città ovviamente un potenziamento dei mezzi pubblici. Nelle merci e nel trasporto privato extraurbano ricerca e sviluppo di carburanti alternativi e/o sistemi ibridi.
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Response to Assessment and management of environmental noise

2 Sept 2020

Considerazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente alla modifica dell'allegato II della Direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i metodi comuni di valutazione del rumore
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Response to Intellectual Property Action Plan

7 Aug 2020

Osservazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati relativamente al piano d'azione sulla proprietà intellettuale con la collaborazione della commissione degli iscritti designer industriali
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Response to Establishment of a smart readiness indicator for buildings

16 Jul 2020

Osservazioni del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati al progetto di regolamento delegato della Commissione che integra la direttiva (UE) 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio istituendo un sistema facoltativo comune dell'Unione europea per la valutazione dell'indicatore di prontezza intelligente
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Response to Commission Communication – "Renovation wave" initiative for the building sector

8 Jun 2020

The Consiglio Nazionale dei Periti Industriali welcomes the Renovation Wave initiative in the construction sector. Our opinion on this is based on general actions that can be traced back to creating an awareness in the citizen of energy saving and a knowledge of the energy situation of his building. At the same time, it will be necessary to concentrate on the energetic renewal of the park of the existing buildings, by means of the census of the same, through targeted support interventions, starting from the most unfavorable energetic situations forward. It is necessary to extend the SIAPE portal to all Italian regions by integrating the calculation data with the actual energy carrier consumptions by crossing the data with those present in the plant register and those in possession of the sales companies in order to calculate an energy performance index more and more close to the real one. At the same time, having identified appropriate reference benchmarks, the energy quality of the building could be indicated in the bill in a very simple and intuitive way (high, medium, low consumption). This initiative would allow the user to quickly know if his building is energy-efficient or not, especially with a view to a general classification in the park of the current buildings and, in parallel, allow the competent authorities to create a database that could form the basis for the planning of targeted support interventions, energy requalification initiatives, starting from the poorest buildings forward. Another necessary action starts from the premise that it is essential to create a culture of saving and energy efficiency starting from the younger generations. School courses could be created, in the various levels of education, starting from primary school, perhaps on a project basis, with the help of external bodies, aimed at spreading the culture of energy saving also as a form of civilization and convenience. Competent figures are needed to carry out all the works necessary to achieve the results we have set ourselves (75% of the European building stock); therefore it is essential to encourage culture and technical education. The decrease in energy consumption in buildings is still seen as a possible economic saving by the public administration and private individuals, but it has never been highlighted what is, more in this period, an advantage that goes beyond the economic factor alone. If it is true that most EU buildings are inefficient from an energy point of view, in addition to consumption, one cannot imagine how inadequate these buildings are from a health point of view. The simplification of the procedures requires that the latter go in the direction of "better technical-scientific knowledge" and that they are not subject to often inadequate regulations. The goal would be to arrive at a single simplified and essential code of procedures and leave room for those with the right skills and knowledge. Lastly, the problem of the conflict of interest between the operators of the sector must be clarified, which must be addressed and resolved for the operators themselves so that they can derive a considerable advantage. Finally, the market for energy restructuring should be entrusted only and exclusively to expert professionals, also through the creation of certification systems, which are accessed by professional curriculum, moral and financial integrity. Consultations should take place on a regular basis and therefore allow stakeholders and groups social workers interested in participating to express their opinion.
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