Studio Legale De Franciscis

Attività volte ad influenzare l'elaborazione e/o l'attuazione delle politiche a livello Europeo, attraverso contatti con gli Organismi dell'Unione, i loro membri , deputati e non.

Lobbying Activity

Response to Extension of the list of EU crimes to hate speech and hate crime

29 Mar 2021

Può essere interessante e determinante, per ampliare i i tipi di reato nel panorama UE, l'inclusione "dell'incitamento all'odio" ed i "reati generati dall'odio" che, a mio avviso, sono la conseguenza di crimini ispirati dall'odio contro le donne, le minoranze sessuali e le persone di persuasione ebraica originate da movimenti islamici radicalizzati e politicizzati; può aiutare ancor più la valutazione, l'incidenza, la prevalenza e il potenziale del terrorismo interno, nell'ambito dei crimini ispirati dall'odio ed originati dal radicalismo di sinistra. Ancor più d'indirizzo può essere utile valutare l'impatto sulla frammentazione nella società, causata dalle misure proposte e dalla valutazione dei meccanismi di adattamento, da cui i gruppi radicalizzati possono trarre vantaggio. L'approccio interdisciplinare e l'accesso ai dati, basati sull'intelligence e sugli argomenti, possono essere i punti di forza ed i presupposti per limitare l'applicazione della ricerca puramente accademica, in modo da rendere più reale ed adeguata la politica di ricerca dei possibili reati connessi all'argomento. Questa modalità potrebbe determinare i presupposti chiave per l'identificazione qualitativa di nuovi fenomeni e tendenze. Ai fini della disamina di quanto può derivare o scaturire da questa auspicata dinamica, ovviamente, non è necessario creare nuove categorie o tipi di reato derivanti e generati dall'incitamento all'odio, determinando così nuove categorie di crimini e criminali, l'aggressione, infatti, è un crimine a prescindere dal motivo che l'ha scatenata e potrà essere trattata secondo normative già esistenti, senza sottrarsi al principio "nulla pena sine lege". Potrebbe essere utile, infine, creare una piattaforma, a livello dell'UE, così da consentire alle possibili parti interessate, di segnalare i comportamenti anomali (possibili crimini d'odio), impegnandosi a creare così una sorta di collaborazione tra governi locali, per la disamina dei presunti crimini e per le "punizioni" da comminare, uniformemente.
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Response to Preventing and combatting gender-based violence

13 Jan 2021

allego commento con file word
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Response to Digitalisation of justice in the European Union

14 Aug 2020

una parte delle procedure, purtroppo, non è adeguatamene on line e la vecchia gestione cartacea non è stata completamente abbandonata ( in alcuni tribunali è ancora largamente previsto che gli avvocati, ob torto collo, provvedano a depositare nei termini una cosiddetto copia di cortesia, che è una schiavitù imposta, che non trova sostegno adeguato del processo telematico. E' ancora abbastanza fallace il deposito degli atti, nel rispetto dei termini; gli avvocati sono costretti, per star tranquilli, a depositare gli atti mai nell'ultimo giorno, con ciò ledendo la libertà dettata dalle norme procedurali e rendendo l'accesso alla giustizia estremamente complesso per la maggioranza dei cittadini. Le recenti riforme delle norme di procedura, anziché alleviare la congestione dei tribunali e rendere più efficiente la gestione delle controversie appesantisce ancora la detta gestione, consentendo di adire, prima del tribunale gli organismi di conciliazione e mediazione, ove il "diritto" dipende da altre cose. Compito dell'UE deve essere quello di uniformare e rendere obbligatorie per tutti gli stati membri le norme d'accesso e fare in modo che le procedure, civile e penale, possano essere conformate, per assicurare al cittadino europeo parità di trattamento, anche in sede di applicazione delle sentenze emesse negli stati membri. Un modo digitale uniforme per accedere alla giustizia è un buon inizio, sostenuto anche dall'uniformità circa la protezione dei dati. E' complicato, ma obbligare tutti gli stati membri ad utilizzare il processo telematico e le sue prerogative mi sembra un primo doveroso passo da fare, non solo a chiacchiere.
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Response to Fitness check of the EU legislation on violence against women and domestic violence

21 Jul 2020

In realtà, nonostante le misure prese in quasi tutti i paesi dell’UE, la violenza contro le donne è ancora molto comune, ma anche contro gli uomini, che nella stragrande maggioranza dei casi non denunciano; parimenti e ancor più gravi le violenze contro i bambini. Discutere e prevedere normative uniche, che abbraccino e regolino la materia in tema di violenza, mi rendo conto sia molto complicato; infatti, nonostante il forte impegno profuso dai paesi membri, per esempio, la violenza contro le donne e la violenza domestica continuano a mietere vittime in ogni dove (forse perché manca la coscienza e la consapevolezza di quel che si fa nel cittadino europeo). Ridurre la violenza, in genere, comporta una presa di coscienza, un’istruzione, una morale, un’educazione di base che aiuta a capire e a rendere migliore il modus vivendi e quello di relazionarsi agli altri senza l’uso della violenza. Rimane sempre il fatto che la violenza contro le donne è ancor più intollerabile, senza nulla togliere a quella verso i bambini e gli anziani. Dovrebbe essere affrontata centralmente dalla commissione europea, con poche norme, chiare e non derogabili dalle normative nazionali degli stati membri, che possono, generalmente, essere più accomodanti e che possono lasciare tanti spiragli per sfuggire alle pene, dure, che invece devono essere comminate ai trasgressori. Spesso l’argomento della violenza di genere, esteso anche agli uomini ed ai bambini, viene utilizzato, per far presa sul cittadino e per captatio benevolentiae e ciò, trattandosi di un argomento trasversale, dovrebbe indurre ad ottenere risultati migliori, ma, purtroppo, non è così. Un ruolo importante lo riveste pure l'immigrazione e la differenza culturale tra popoli, che, di fatto, induce alcuni di essi ad essere più violenti rispetto ad altri e che la politica dell’accoglienza dovrebbe ben tenere in considerazione, per evitare traumi per la popolazione ospitante. Non si può certo generalizzare, però, è necessario ed inderogabile adottare un documento normativo unico e opponibile a tutti i cittadini degli stati membri, ma che contenga vincoli e prese d’atto da parte di chi si appresta a diventare cittadino europeo in conseguenza dell’immigrazione.
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Response to Driving licence legislation ex-post evaluation

9 Sept 2019

La disparità di trattamento per i cittadini UE in tema di test ed istruzione alla guida, vorrebbe che in tutti i paesi fossero adottate le stesse condizioni e comportamenti, specie in situazioni particolari che possono verificarsi. I test di guida, per esempio, dovrebbero essere gli stessi, garantendo elevati standard e identiche conseguenze in caso di infrazioni: non è possibile che per la guida in stato di ebrezza o sotto l'influenza di droghe i cittadini possano avere in qualche paese la patente sospesa definitivamente ed in altri no; non è possibile una sospensione irrevocabile senza possibilità di reintegra; altrove, invece, c'è la possibilità che, nel caso preso ad esempio, il cittadino debba rifare i test di guida ed avere una nuova possibilità. La normativa di riferimento, nei vari paesi, deve essere unificata, con regole precise, sia a livello abilitante che nei livelli successivi. E' necessario, a mio avviso, che tutti i praticanti sappiano ed imparino, durante lo studio, quali sono i limiti e le conseguenze così da essere edotti a dovere. E' necessario istituire una banca dati europea di tutti i patentati, cosi ché, in caso di guida in altri stati europei, le forze dell'ordine possano sempre sapere e conoscere delle possibili limitazioni dei cittadini, sempre e con certezza. Se un patentato è stato colto alla guida sotto l'influenza di droga e gli è state ritirata la patente, la stessa non può essere conseguita in altro paese senza che le autorità preposte non sappiano della problematica che affligge il cittadino.
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Response to Evaluation of the Twinning instrument in the period 2010-2017

3 Sept 2019

Semplicemente, al fine di incentivare la pratica e la cooperazione, nei gemellaggi, potrebbe essere interessante favorire economicamente e tangibilmente gli Enti interessati, fornendo non solo schemi di protocollo ma soprattutto risorse economiche, con destinazione di spesa esclusiva, erogate per materie. Se c'è una problematica di alto rilievo, da affrontare e risolvere, si potrebbe privilegiare l'istituto del gemellaggio, assicurando più incentivi ai richiedenti che intendono favorirne la risoluzione, secondo le direttive comunitarie esistenti.
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Response to European network of employment services EURES – evaluation 2016-2020

25 Jul 2019

PIU' FACILE E' LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI ALL'INTERNO DEI PAESI EUROPEI, PIU' CRESCE L'INTEGRAZIONE DEL "CITTADINO EUROPEO". L'EURES E' FONDAMENTALE PER IL RUOLO CHE SVOLGE IN QUESTO AMBITO, MA POICHE' LA RETE EUROPEA DEI SERVIZI PER L'IMPIEGO E' STATA CONCEPITA PROPRIO PER AIUTARE I CITTADINI LAVORATORI, FUORI DEL PROPRIO PAESE, SAREBBERO NECESSARIE INTEGRAZIONI ALLA NORMATIVA CHE POSSANO MIGLIORARE UN GRANDE PROBLEMA CHE E' QUELLO PERSISTENTE DELLA MANCANZA DI UNIFORMITA' DEI SISTEMI D'ISTRUZIONE E DI QUALIFICA DEI PAESI EUROPEI. E' COMPLICATO, MA NON PUO' RITENERSI DIFFICOLTOSO PIU' DI TANTO ADOTTARE UN REGOLAMENTO PER INDURRE I PAESI, DIVERSI TRA LORO, A FAR RICONOSCERE IN ALTRO PAESE EUROPEO IL TITOLO ACQUISITO SUL TERRITORIO D'ORIGINE DEI CITTADINI-LAVORATORI. SPESSO SI VERIFICA CHE I LAVORATORI EUROPEI INCONTRANO DIFFICOLTA' QUANDO DEVONO TRASFERIRSI IN UN ALTRO PAESE MEMBRO PERCHE' NON VEDONO BEN RICONOSCIUTA LA PROPRIA QUALIFICA, SUBENDO UN DEMANSIONAMENTO, CHE CORRISPONDE, SPESSO E VOLENTIERI, ANCHE AD UN PEGGIOR TRATTAMENTO ECONOMICO. QUINDI LA RETE EURES, PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI PREFISSATI, EFFICACEMENTE ED EFFICIENTEMENTE, AVREBBE IL DOVERE DI PREDISPORRE PERCORSI TENDENTI AD UNIFORMARE, PER ESEMPIO, I SISTEMI DI ISTRUZIONE EUROPEA. LA COMMISSIONI PERCIO' DEVE ELABORARE UN DOCUMENTO DI VALUTAZIONE CHE POSSA ANALIZZARE L'EFFICACIA, L'EFFICIENZA, LA COERENZA, LA PERTINENZA E IL VALORE AGGIUNTO DELL'UE DELLE AZIONI SIN QUI INTRAPRESE, PROPRIO PER CONSENTIRE ALLA RETE DI RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI PREFISSATI.
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Response to Migration limits for lead, cadmium and possibly other metals from ceramic and vitreous food contact materials

3 Jun 2019

L'attenzione che bisogna avere, prima di parlare di materiali e attrezzature per la lavorazione di alimenti, deve essere rivolta ad oggettivi studi, che abbiano individuato le possibili nocività del loro uso per l'uomo. Non si può discutere e proporre nuove norme e/o orientamenti per il loro uso e utilizzo comune ed anche industriale, prescindendo da ciò, quello che è stato fatto fino ad ora è solo un inizio che deve sfociare nell'aggiornamento del regolamento, ormai obsoleto, del 2004, ove, per esempio, non si fa distinzione tra materiali tecnici e naturali che debbano venire a contatto con gli alimenti.
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Response to Evaluation of Geographical Indications and Traditional Specialities Guaranteed protected in the EU

14 May 2019

L’Italia può realmente vantare il più alto numero di eccellenze alimentari connesse al territorio, tutelate, a livello legislativo, dai marchi Dop, Igp, Stg. Il sistema di certificazione europeo lega indissolubilmente i prodotti ai luoghi di origine: così facendo preserva l’ambiente, salvaguardando ecosistemi e biodiversità, sostiene la coesione sociale e le tradizioni locali, conferisce uno speciale valore al meglio del “made in Italy” nei Paesi esteri e, allo stesso tempo, dà maggiori garanzie ai consumatori, con un elevato livello di tracciabilità e di sicurezza alimentare. L’Italia vanta il primato di prodotti agroalimentari e vitivinicoli Dop, Igp e Stg regi strati a livello europeo, con 295 certificazioni nel settore food e 526 nel win. Quando il consumatore acquista un prodotto di origine certificata, di norma più caro, ha la garanzia di portare in tavola un alimento di qualità superiore sotto diversi aspetti: «Le produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate Dop Igp danno ai consumatori la certezza di aver comprato i prodotti. Queste offrono da un lato una “garanzia sull’origine” con una tracciabilità 100%, in cui ogni fase del processo produttivo è monitorata e documentata; dall’altro, una “garanzia di qualità” grazie all’obbligo di seguire un metodo di produzione comprendente le materie prime regolamentato e costantemente controllato affinché possieda qualità e caratteristiche uniche e superiori ai normali standard. Le verifiche sono effettuate su tre livelli, da tre soggetti diversi: le autorità pubbliche, gli enti terzi indipendenti, le associazioni di produttori come autocontrollo di qualità. Dop e Igp rappresentano l’eccellenza di tutte le produzioni nazionali alimentari e mantenere uno standard eccezionalmente alto è l’obiettivo primario per continuare ad avere una qualità riconosciuta dal consumatore. In questo quadro chi investe nella certificazione Dop Igp e si fa controllare da enti terzi e indipendenti non può fare a meno di avere animali in ottima salute, carni perfette, piante sane e terra non inquinata. I Consorzi di tutela Dop Igp sono in prima linea nelle battaglie per proteggere e salvaguardare il loro patrimonio più prezioso: il territorio, l’ambiente, le materie prime e il benessere dei consumatori».
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