Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa

CNA

CNA represents Italian craft businesses and small and medium enterprises, advocating for market access and business-friendly regulations.

Lobbying Activity

CNA Cinema urges stronger protections for independent European producers

18 Dec 2025
Message — The group calls for stronger visibility rules and investment obligations to support independent European production. They oppose turning the directive into a regulation, which would limit countries' ability to set higher standards. Additionally, they seek a clear distinction between professional media and short-form influencer content.123
Why — Maintaining national flexibility helps small producers compete against dominant global streaming giants.4
Impact — Large global platforms lose the advantage of a uniform, less-regulated European market.5

Italian SME association urges simplified rules for circular economy

3 Nov 2025
Message — The organization calls for the Act to be proportionate by simplifying administrative procedures and providing targeted support for smaller firms. They advocate for harmonised standards and clear end-of-waste criteria to create a functional Single Market for secondary materials.123
Why — Harmonised standards and simplified rules would reduce operational costs and administrative burdens for SMEs.45
Impact — Producers relying on unsustainable primary resources would face higher fiscal burdens and market disadvantages.6

Italian SME group urges CBAM extension and export compensation

26 Aug 2025
Message — Extend the carbon tax to finished imports to ensure fair competition. They also want export price compensation and simplified reporting for small firms.12
Why — These measures would shield small Italian manufacturers from cheaper foreign competition.3
Impact — Non-EU manufacturers of finished goods would face higher costs and barriers.4

Italian SME group demands protection from clothing destruction ban

4 Aug 2025
Message — CNA urges keeping small firms exempt from the destruction ban. They request legal clarity for subcontractors and shorter donation storage times.123
Why — Exemptions would prevent small businesses from facing heavy compliance costs and logistical burdens.45

Meeting with Philippe Lamberts (Principal Adviser Inspire, Debate, Engage and Accelerate Action)

4 Jul 2025 · Meeting was with CONOE, a CNA component focusing on used oil recycling. It focused on the issues linked to oil recycling in the wider framework of the circular economy

Meeting with Philippe Lamberts (Principal Adviser Inspire, Debate, Engage and Accelerate Action)

4 Jul 2025 · Future of the EU green transformation policies in the perspective of the challenges facing SMEs

Meeting with Carlo Fidanza (Member of the European Parliament)

1 Jul 2025 · legislative updates

Response to Implementing regulation of regulation 2023/2411 on geographical indications for craft and industrial products

23 Apr 2025

La CNA, Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola e Media Impresa, associa 620.000 imprenditori che forniscono lavoro a 1,2 milioni di persone, ed è una delle più grandi Associazioni di rappresentanza distribuita su tutto il territorio nazionale. Accogliendo con favore questo esercizio di consultazione lanciato dalla Commissione europea, la CNA ritiene fondamentale che sia presa in considerazione la realtà delle imprese artigiane, in particolare le più piccole. In allegato il nostro documento di osservazioni.
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Meeting with Filip Turek (Member of the European Parliament, Rapporteur for opinion)

28 Mar 2025 · CBAM Simplification measures

Response to EU Start-up and Scale-up Strategy

14 Mar 2025

La CNA, Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola e Media Impresa, associa 620.000 imprenditori operanti in tutti i settori delleconomia che forniscono lavoro a 1,2 milioni di persone. Accogliendo con favore liniziativa della Commissione Europea volta a raccogliere i feedback degli stakeholder sulla futura Strategia europea per le start up e le scale up, al fine di progettare fin dal suo avvio iniziative e strumenti efficaci nel sostenere la competitività e linnovazione dellUnione Europea, contribuendo a ridurre il gap di innovazione, la CNA presenta di seguito e nel documento allegato i propri contributi e messaggi chiave rispetto alle domande avanzate dalla Commissione. Una prevalente quota delle start-up innovative sono microimprese costituite da giovani, con una limitata disponibilità di mezzi propri e un valore della produzione contenuto, con una operatività concentrata nel settore dei servizi. Esse sono esposte a tutte le criticità che in generale interessano le imprese in una fase di avvio, ma spesso tali ostacoli incidono in modo ancora più rilevante a causa di vari fattori, tra cui quelli individuati dalla Commissione Europea. Ulteriori criticità si riscontrano nellaccesso alle agevolazioni finanziarie pubbliche a sostegno dell'innovazione, in quanto le misure nazionali ed europee sono generalmente calibrate su imprese più strutturate in grado di attivare investimenti di importi elevati, mentre i contributi rivolti a micro e piccole imprese che realizzano investimenti di ammontare più limitato, spesso in relazione a innovazioni incrementali, ma ugualmente meritevoli di supporto finanziario, non sono previsti o sono insufficienti. Alla luce delle criticità riscontrate, si ravvisa l'esigenza di rafforzare lincisività del sostegno pubblico ai processi di innovazione in atto nel tessuto produttivo europeo attraverso un intervento normativo strutturato incentrato su politiche di sostegno, dal lato dellofferta, ai soggetti dellinnovazione e, dal lato della domanda, alle imprese innovative. Ciò attraverso: la definizione di strategie e interventi volti a razionalizzare i soggetti deputati a supportare le imprese innovative; una definizione normativa di start up innovativa, di incubatore di impresa, di spin off universitario e accademico e di acceleratore di impresa; lestensione del riconoscimento di impresa innovativa a quelle che realizzano in settori tradizionali innovazioni rilevanti; lestensione delloggetto sociale a tutti i prodotti e servizi innovativi; la riduzione della quota di dipendenti o collaboratori, rispetto alla forza lavoro complessiva personale, in possesso di competenze universitarie di livello superiore. Per maggiori informazioni si allega un documento di posizione.
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Italian small business group urges EU to prioritize micro-enterprises

31 Jan 2025
Message — The organization calls for the concrete implementation of the Think Small First principle in all future legislative proposals. They advocate for mandatory SME tests and a revision of the 2020 SME Strategy to reflect the current economic context. This approach aims to avoid the introduction of disproportionate bureaucratic and economic burdens on smaller businesses.123
Why — Tailored rules would help micro-businesses lower compliance costs and improve international competitiveness.45
Impact — Large dominant firms and oligopolies would face tougher antitrust enforcement and competition.6

Response to Digitalisation of identity cards issued to EU citizens

14 Jan 2025

La CNA risponde alla presente consultazione attraverso CNA Turismo e Commercio che rappresenta le imprese che operano nel settore turismo in tutto il territorio nazionale che contribuiscono allattrattività ed alla valorizzazione dei territori, esprimendo le seguenti osservazioni: 1. Le credenziali di viaggio digitali basate sulla carta d'identità devono essere indirizzate a facilitare l'esercizio del diritto di libera circolazione da parte dei cittadini dell'Unione per dar modo di attraversare i controlli di frontiera in modo più rapido e agevole; 2. E necessario offrire ai cittadini dell'Unione la possibilità di ricevere credenziali di viaggio digitali basate sulla carta d'identità al momento del rinnovo della carta d'identità fisica, nonché la possibilità di ottenere credenziali di viaggio digitali utilizzando una carta d'identità valida già esistente, anche creandole mediante applicazioni di telefonia mobile: a tal fine è necessario che le carte d'identità rilasciate dagli Stati membri siano conformi a una norma che le rende fruibili come base per la creazione di credenziali di viaggio digitali. 3. I cittadini dell'Unione che desiderano esercitare la loro libertà di circolazione utilizzando solo la carta d'identità fisica o il passaporto fisico non devono essere obbligati a possedere credenziali di viaggio digitali (molto importante) 4. L iniziativa non deve modificare le condizioni sostanziali previste dal diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, bensì deve mirare a facilitare tale esercizio e quindi, rispondere alle aspettative dei viaggiatori, che auspicano formalità di viaggio sempre più rapide e fluide. A tal proposito è necessario poter conservare le credenziali di viaggio digitali insieme alle patenti di guida digitali, alle prescrizioni mediche digitali e ad altri documenti digitali nel portafoglio europeo di identità digitale. 5. E necessario garantire linteroperabilità tra Stati delliniziativa (vedi esempio: carta verde digitale in epoca Covid) sulla base della carta didentità nazionale che può essere conseguita, per via di ogni contesto giuridico nazionale, solo a livello unionale; 6. E opportuno seguire la via del regolamento quale unico strumento giuridico che garantisca l'attuazione diretta, immediata e comune del diritto dell'Unione in tutti gli Stati membri; 7. Ogni cittadino dell'Unione deve essere libero di scegliere se procurarsi o meno credenziali di viaggio digitali. Chi decide di non farlo può esercitare il diritto di libera circolazione esclusivamente con il passaporto o la carta d'identità fisici e quindi, l'iniziativa deve essere su base volontaria e non obbligatoria; 8. Opportuno utilizzare la fase di transizione n. 3 contenuta nella proposta di Regolamento per cui tutti gli Stati membri mettono a disposizione credenziali di viaggio digitali basate sui documenti di viaggio che rilasciano già attualmente. I cittadini dell'Unione possono così utilizzare le loro credenziali di viaggio digitali sia negli Stati membri che scelgono di introdurre le credenziali di viaggio digitali nel corso di un periodo di transizione, sia in tutti gli Stati membri interessati dopo il periodo di transizione e sia una volta pronta la soluzione tecnica comune a livello dell'Unione: così facendo si dà la possibilità a ogni cittadino dell'Unione titolare di una carta d'identità conforme alle norme la possibilità di ottenere credenziali di viaggio digitali nel modo più efficace possibile; 9. Pur se nella valutazione dimpatto della proposta contenuta nel Regolamento non sono stati individuati effetti specifici sulle piccole e medie imprese è necessario armonizzarla con le agenzie di viaggio, tour operator, strutture ricettive, per quanto direttamente interessati allintermediazione con i vettori quali compagnie aeree, servizi di trasporto marittimo di passeggeri, compagnie ferroviarie.
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Meeting with Elena Donazzan (Member of the European Parliament)

10 Dec 2024 · Incontro conoscitivo e scambio di vedute sul mandato del Parlamento Europeo

Meeting with Alessandra Moretti (Member of the European Parliament)

10 Dec 2024 · Imprenditoria femminile

Italian SME group urges CBAM expansion to finished products

25 Nov 2024
Message — CNA requests expanding the regulation to include finished products to stop unfair competition. They also seek simplified reporting and support from trade associations.12
Why — This would protect European manufacturers from cheaper imports and reduce compliance costs.3
Impact — Foreign exporters of finished goods would lose their current exemption from the carbon tax.45

Meeting with Flavio Tosi (Member of the European Parliament, Rapporteur) and European Road Hauliers Association

20 Nov 2024 · CTD

Meeting with Stefano Cavedagna (Member of the European Parliament)

17 Jul 2024 · Introductory meeting

Meeting with Elena Donazzan (Member of the European Parliament) and Confederazione Nazionale Coldiretti and

17 Jul 2024 · Incontro conoscitivo e scambio di vedute sul mandato del parlamento europeo

Meeting with Stefano Bonaccini (Member of the European Parliament)

17 Jul 2024 · Meeting with CNA

Meeting with Matteo Ricci (Member of the European Parliament)

11 Jul 2024 · TRAN commitee

Response to Minimum requirements for certification programmes and training attestations for RACHP equipment

10 Jun 2024

CNA, Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola e Media Impresa, associa 620.000 imprenditori che forniscono lavoro a 1,2 milioni di persone. La CNA rappresenta e tutela gli interessi delle micro, piccole e medie imprese, operanti nei settori della manifattura, delle costruzioni, dei servizi, del trasporto, del commercio e del turismo. Nellambito del settore dellinstallazione di impianti la CNA associa circa 40.000 imprese. CNA condivide, in primo luogo, lobiettivo di prevenzione e riduzione al minimo delle emissioni di gas fluorurati ad effetto serra, come gli idro fluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e lesafluoruro di zolfo (SF6), in quanto si tratta di uno degli impegni assunti dallUnione europea e dagli Stati membri nellambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e del Protocollo di Kioto. In tale ambito, è il settore dellinstallazione di impianti il comparto che ha avuto un impatto in assoluto maggiore, in termini di obblighi e adempimenti alla legislazione comunitaria. È senzaltro lobbligo di certificazione per le persone e le imprese, in particolare, laspetto più critico e più complesso che ha caratterizzato lapplicazione della normativa europea, sia dal punto di vista economico sia da quello burocratico. È appunto un sistema di certificazione obbligatoria concepito senza aver preso in considerazione la realtà imprenditoriale del settore impiantistico nazionale, costituita prevalentemente da aziende di micro e piccole dimensioni, cui è stato imposto un aggravio di procedure operative, di burocrazia e di costi. Riteniamo che, al fine di rendere più efficaci gli obiettivi del nuovo Regolamento F-gas, sia necessario adottare un approccio meno burocratico per la gestione delle procedure di certificazione. In questo ambito auspichiamo una semplificazione delle procedure di certificazione per le persone che hanno conseguito la certificazione a seguito dellemanazione dei Regolamenti UE 842/2006 e 517/2014, sempre sulla base di un adeguato aggiornamento (art. 10). Inoltre si ritiene necessario un chiarimento riguardo la formulazione contenuta nellarticolo 4 (b) in cui si chiede di inserire nel certificato le attrezzature richieste per operare. A nostro avviso sarebbe sufficiente inserire il tipo di apparecchiatura per cui si è autorizzato a intervenire poiché le attrezzature necessarie sono indicate nello schema di certificazione.
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Italian transporters CNA urge flexibility in animal welfare rules

5 Apr 2024
Message — CNA urges the Commission to consider national specificities and carrier responsibilities. They warn that increasing space requirements could cause animals to fall. Changes to journey times require better rest area infrastructure for animals.123
Why — Avoiding new space mandates protects the industry from higher transport costs.45
Impact — Transported animals may suffer more injuries from falling in larger spaces.6

Meeting with Brando Benifei (Member of the European Parliament)

1 Feb 2024 · Late Payments Regulation

Meeting with Nicola Danti (Member of the European Parliament)

1 Feb 2024 · Ritardi pagamenti e priorità per elezioni europee

Meeting with Brando Benifei (Member of the European Parliament)

1 Feb 2024 · Exchange of views on late payments

CNA supports package travel updates but seeks insolvency safeguards

29 Jan 2024
Message — CNA supports extending protections to personalized packages and online services to ensure legal certainty. They request that insolvency protections cover external factors beyond the organizer's control to avoid unrecoverable costs.12
Why — Clearer definitions of extraordinary circumstances would prevent organizers from bearing costs for subjective cancellations.34
Impact — Travelers may lose flexibility as cancellations would require objective proof rather than personal perception.5

Meeting with Nicolas Schmit (Commissioner) and

5 Dec 2023 · Talent Mobility Package

Italian SME group CNA supports 30-day late payment limit

7 Nov 2023
Message — The group supports a 30-day maximum payment period and uniform rules for all business transactions. They also propose creating a public register of bad payers to help small firms check customer creditworthiness.12
Why — This would prevent liquidity crises and reduce the financial burden on small businesses.3
Impact — Large companies lose the ability to exploit their bargaining power to delay payments.45

Italian SME group urges EU flexibility on vehicle recycling

6 Nov 2023
Message — They advocate for a directive to maintain flexibility during national implementation. The group also opposes fees for accessing technical repair and dismantling information.12
Why — Existing dismantling facilities would avoid significant new administrative costs and technical investment requirements.34
Impact — New collection point operators may face barriers entering the vehicle waste market.5

Response to Waste Framework review to reduce waste and the environmental impact of waste management

10 Oct 2023

CNA welcomes the willingness of the European Commission to accelerate the green transition of the textile and food sectors. These sectors have an important environmental impact and are strategic for our production system. In this regard, we note that the objectives of this proposed revision of the Waste Framework Directive are mainly to promote circular production models, as well as to improve the management of textile and food wastes and their subsequent treatment. From this perspective, measures that make the collection of textile and food waste more efficient, simple and accessible are positively evaluated, in order to strengthen the recovery, regeneration and subsequent reuse system. In general, it is important to emphasise the need for harmonised rules establishing proportionate and equally distributed obligations throughout the production chain, both in the introduction of an Extended Producer Responsibility scheme (EPR) for the textile sector and in the definition of new targets for waste reduction in the food sector. Aiming to effectively pursuing the objectives set by the European Green Deal, our considerations are intended to provide a proactive contribution so that the proposed new system of rules and targets can guarantee a framework that is consistent with the characteristics of the sectors production system involved in this transition, without burdening SMEs with new burdens and providing for maximum levels of simplification. Please find attached our specific comments on the proposals for the textile and food sectors.
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Response to Revision of EU rules on textile labelling

29 Sept 2023

CNA accoglie con favore la decisione della Commissione europea di consultare le parti interessate in merito alla futura proposta di revisione delle norme dell'UE in materia di etichettatura dei prodotti tessili. Come CNA crediamo che lo sviluppo di una strategia europea per la politica dei prodotti sostenibili basata, tra le altre disposizioni, sulla revisione del regolamento relativo all'etichettatura dei prodotti tessili, possa contribuire significativamente a determinare valore aggiunto e competitività di prodotti e servizi e stimolare imprese e consumatori ad adottare modelli di business e consumo circolari. Al contempo, risulta essenziale che ladozione della suddetta revisione avvenga in stretta collaborazione con le recenti proposte di legislazione che stanno interessando il settore. Dalla revisione dei requisiti di etichettatura in tutti i settori potenzialmente pertinenti, passando per la proposta di regolamento sulla progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili e il relativo passaporto digitale dei prodotti, e la proposta di modifica della direttiva quadro sui rifiuti relativa ai rifiuti tessili, sino alla proposta di direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori, si deve riconoscere la necessità di unarmonizzazione nellintento di non creare gap strutturali nel settore tessile-moda/abbigliamento lasciando talune realtà imprenditoriali esterne alla sfida ambientale, economica e sociale. Per quanto riguarda una delle opzioni prese in considerazione dalla Commissione europea relativa alla generale responsabilità circa la diffusione delle informazioni sul prodotto, come CNA sottolineiamo la necessità di chiarire quali siano le caratteristiche e le funzionalità e le implicazioni che ladozione degli strumenti proposti (i.e. passaporti(o) digitale per i prodotti) avranno per le imprese, in particolare per le PMI. A nostro avviso tali strumenti dovranno raccogliere in maniera digitale tutte le informazioni che un produttore è già tenuto a fornire quando commercializza un prodotto, dovrà essere uno strumento che faciliti al produttore la comunicazione delle tre informazioni pertinenti sul prodotto e che non costituisca un ulteriore onere amministrativo e burocratico. Riteniamo, inoltre, che debbano essere evitate ulteriori sovrapposizioni e duplicazioni degli obblighi di informazione e conseguenti oneri eccessivi per le micro e le piccole imprese. In questo senso, sarebbe opportuno estrapolare dalla disciplina delletichettatura i riferimenti alla due diligence tenendo in considerazione che la Commissione europea ha già presentato una proposta di Direttiva che ha lobiettivo di regolamentare questi aspetti. Per maggiori informazioni, si allega il documento di posizione.
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CNA seeks flexible rest rules for bus and coach drivers

13 Jul 2023
Message — CNA requests a reform introducing greater flexibility in bus transport work organization. They propose allowing drivers to delay rest periods to manage unexpected disruptions.123
Why — Operators would benefit from easier logistics management and reduced pressure from travel delays.45

Response to Revision of the Directive on Driving Licences

30 May 2023

La crisi demografica e il ricambio generazionale hanno colpito pesantemente lintero comparto della logistica e del trasporto persone mediante autobus generando una massiccia uscita dal mondo del lavoro di conducenti negli ultimi 10 anni. Secondo la CNA il comparto, per favorire un movimento circolare dalla scuola al mondo del lavoro qualificato e sicuro, necessita di un abbassamento delletà dei nuovi conducenti. Le varie esperienze effettuate nel corso degli anni hanno dimostrato che mantenere per le patenti dei commi 1d e 1e le età così elevate pregiudica il successo di tutte le azioni per la formazione di nuovi conducenti messe in essere da soggetti privati e pubblici per soddisfare lesigenza del mercato del lavoro. La CNA ritiene che il comparto della logistica e del trasporto persone necessita di conducenti più giovani e adeguatamente formati. La proposta è quindi di riduzione delletà minima: d) 18 anni per le categorie C, CE, D1 e D1E; e) 21 anni per le categorie D e DE. In questo modo ci sarebbe coerenza con il comma 3. Gli articoli 10-11-12 vanno nella direzione della patente unica rilasciata da uno Stato membro e nella conversione se la patente è stata rilasciata da un paese terzo purché questa facilità dichiarata nella norma sia effettiva e non appesantita da orpelli burocratici e non soggetta ad accordi bilaterali tra lo Stato membro e il paese terzo. In allegato, il documento CNA.
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Meeting with Daniela Rondinelli (Member of the European Parliament)

29 May 2023 · Various

Meeting with Carlo Fidanza (Member of the European Parliament)

24 May 2023 · Incontro con Presidenza nazionale

Meeting with Daniela Rondinelli (Member of the European Parliament)

8 Mar 2023 · Various

Meeting with Nicola Danti (Member of the European Parliament)

22 Feb 2023 · Scambio di vedute sui dossier legati all'attività di CNA

Response to European Year of Skills 2023

14 Dec 2022

Formazione e competenze degli artigiani e delle PMI rappresentano elementi strategici fondamentali per CNA e Fondazione ECIPA che, da sempre, ritengono come solo attraverso un supporto adeguato e specifico alla formazione e alle competenze degli imprenditori e dei loro dipendenti, le micro-PMI saranno in grado di affrontare le sfide e le transizioni di oggi. Per questo motivo, viene accolta con favore la decisione della Commissione europea di istituire per il 2023 lAnno europeo per le competenze. Listituzione dellAnno europeo delle competenze rappresenta una straordinaria occasione per lavorare su temi fondamentali quali il gap di competenze e il gender gap, il mismatch fra domanda e offerta di lavoro, linclusione di tutti i soggetti deboli nel mondo del lavoro, la transizione digitale e quella verde. In questo senso, gli Enti di Formazione come quelli del sistema CNA svolgeranno non solo un ruolo importante ma rappresentano anche uno degli strumenti migliori per affrontare queste sfide. LAnno europeo per le competenze dovrà sostenere e favorire lacquisizione delle competenze necessarie alla doppia transizione attraverso lo scambio di buone pratiche e metodologie, il dialogo e la formazione, per rendere di fatto la transizione verde equa e per tutti. Oltre alla carenza di competenze, sono diverse le sfide che le micro-PMI devono affrontare: dal costo della formazione alla mancanza di un'offerta formativa adeguata, dalla difficoltà nel motivare i lavoratori alla necessità di una strategia con ritorno sull'investimento per entrambe le parti. A ciò si aggiunge la mancanza delle risorse e del supporto necessari per progettare un piano di sviluppo e formazione professionale. Risulta dunque necessario istituire programmi di sostegno, compreso il sostegno finanziario alle PMI, che consentano loro di mettere in atto misure concrete per attrarre e gestire i talenti in modo efficace. In questo senso, le parti sociali, le organizzazioni imprenditoriali, le camere e i centri di formazione hanno un ruolo importante da svolgere nell'assistere le piccole imprese con la progettazione e il contenuto di soluzioni adeguate alla formazione continua. Per maggiori informazioni, si allega un documento di posizione.
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Response to Review of the de minimis aid Regulation

25 Jul 2022

CNA accoglie positivamente la volontà della Commissione Europea di sottoporre a revisione il Regolamento sugli aiuti di importo minore (“de minimis”), nonché la scelta di prevedere il coinvolgimento di tutti gli stakeholder nel processo di valutazione delle modifiche da apportare. In riferimento alla definizione di un nuovo massimale sugli aiuti di importo minore che tenga conto delle variazioni dell’inflazione e del prodotto interno lordo, CNA condivide l’opportunità che l’attuale importo complessivo degli aiuti “de minimis” concessi da uno Stato membro ad una singola impresa venga innalzato in relazione alla variazione dell’inflazione e del prodotto interno lordo registrati dal 2006. CNA ritiene che si possa avviare un confronto in merito alla possibilità di ampliare maggiormente l’importo massimo degli aiuti di importo ridotto per tenere adeguatamente conto non solo del diverso quadro economico e di mercato rispetto al 2006, ma anche delle criticità evidenziatesi in questi anni a fronte di eventi non previsti. Nel contesto attuale risulta indispensabile che i soggetti pubblici supportino le micro piccole e medie imprese nel percorso verso l’innovazione, per creare le condizioni affinché queste possano usufruire appieno delle misure pubbliche di agevolazione che perseguono tale finalità. CNA suggerisce pertanto un ampliamento del massimale a 325 mila euro, prevedendo la possibilità di rivalutazioni con cadenza triennale in presenza di variazioni significative dell’inflazione e del prodotto interno lordo. Nel caso in cui non si ritenesse opportuno un adeguamento periodico, il massimale potrebbe essere stabilito in 375 mila euro fino al 2030. In alternativa, qualora si preferisse adottare un approccio più conservativo, il massimale dovrebbe essere incrementato sulla base della serie storica dei parametri di riferimento. In tale caso si potrebbe ipotizzare l’innalzamento a 275 mila euro, anche in questo caso prevedendo possibili rivalutazioni triennali. Per quanto riguarda l'introduzione di un registro obbligatorio sugli aiuti alle imprese, sulla base dell’esperienza italiana, CNA condivide che l’istituzione di un registro centrale degli aiuti “de minimis” a livello dei singoli Stati membri sia una soluzione efficiente per consentire agli stessi il controllo sulle agevolazioni concesse. Per i Paesi in cui già esiste un registro nazionale degli aiuti di Stato, risulterebbe utile rafforzare l’obbligo per la Pubblica Amministrazione di utilizzarlo sempre. Infine, risulta opportuno che nel nuovo Regolamento si prevedesse l’interoperabilità dei diversi registri costituiti presso i singoli Stati membri. Per maggiori informazioni, si allega il documento di posizione.
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Response to Recommendation on minimum income

1 Apr 2022

CNA accoglie con favore la decisione della Commissione europea di consultare le parti interessate in merito alla futura proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a regimi di reddito minimo adeguati nell'UE. L’obiettivo dell’iniziativa di sostenere le politiche promosse dagli Stati membri per combattere la povertà e prevenire l'esclusione sociale risulta pienamente condivisibile e si segnala come l’Italia conosca già misure strutturate in questo senso. Di fatto, con la Riforma degli ammortizzatori sociali attuata con la legge di bilancio per l’anno 2022, il legislatore nazionale intende assicurare a tutti i lavoratori delle forme di sostegno al reddito, indipendentemente dalla tipologia contrattuale e dal settore di attività nel quale operano, allineandosi in questo modo agli obiettivi presentati dall’iniziativa. CNA sottolinea inoltre ulteriori elementi già in essere a tutela del reddito e della retribuzione. Da un lato, a partire dal 2019, è stato introdotto il Reddito di cittadinanza finalizzato a contrastare la povertà e consentire il reinserimento nel mondo del lavoro. Il sostegno, erogato ai nuclei familiari che risultano in possesso di determinati requisiti economici, di cittadinanza e di residenza, è condizionato all’adesione ad un percorso di accompagnamento al lavoro e all’inclusione sociale che varia in base alle caratteristiche del nucleo beneficiario. In questi primi anni di attuazione, la misura è apparsa scarsamente efficace dal punto di vista di politica attiva del lavoro e, anche per questo motivo, essa è stata parzialmente riformata dalla Legge di Bilancio per l’anno 2022. Dall’altro, l’istituzione della contrattazione collettiva rappresenta un meccanismo consolidato di tutela delle retribuzioni che copre la quasi totalità dei settori e che non si reputa opportuno riformare con l’individuazione di una soglia minima di retribuzione oraria. Tale riforma porrebbe infatti numerose questioni interpretative e finirebbe per ridurre il livello di tutela dei lavoratori, incentivando le imprese a limitarsi a rispettare solamente tale vincolo e non più la serie di elementi del rapporto di lavoro stabiliti nei contratti collettivi (es. welfare, flessibilità, prestazioni della bilateralità etc.). Alla luce di questi elementi, CNA accoglie con favore la decisione della Commissione di optare per uno strumento non legislativo che possa fornire principi guida per regimi di reddito minimo adeguati, lasciando la loro effettiva attuazione alla discrezionalità degli Stati membri e rispettando la diversità e le caratteristiche specifiche dei diversi sistemi nazionali. CNA ritiene opportuno che la raccomandazione individui orientamenti su come migliorare le misure già in essere, attraverso il confronto e lo scambio di buone pratiche tra i paesi membri.
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Response to Sustainable food system – setting up an EU framework

26 Oct 2021

CNA Agroalimentare accoglie con favore la decisione della Commissione europea di consultare le parti interessate in merito alla futura iniziativa finalizzata a rendere sostenibile il sistema alimentare dell'UE ed integrare la sostenibilità in tutte le politiche alimentari. La sostenibilità e la sua integrazione nell’intero sistema agroalimentare rappresenta un aspetto fondamentale per le micro-PMI, le quali già implementano diverse pratiche sostenibili, dalla selezione di materie prime sane e nutrizionalmente migliori, derivanti dall’agricoltura biologica o da un’agricoltura a basso impatto ambientale, a pratiche virtuose di riciclo e riutilizzo dei prodotti. Valutando positivamente l’analisi dei problemi da affrontare, CNA Agroalimentare ritiene evidente come il settore agroalimentare dovrà reagire attraverso una nuova “rivoluzione verde” che non dovrà tenere conto solo dell’apporto energetico del cibo, ma anche mostrare sensibilità nei confronti del valore nutrizionale per garantire una dieta equilibrata e completa alle popolazioni, ed essere sostenibile riguardo all’uso e alla conservazione delle risorse rispettando principi di sostenibilità ambientale e sociale. Si tratta di una sfida globale per tutti gli attori del settore e, per questo, CNA Agroalimentare ritiene necessario procedere attraverso un approccio sistemico che possa promuovere una maggiore coerenza all'interno e tra i settori di intervento connessi al settore agroalimentare (agricoltura, sviluppo rurale, commercio, ambiente, sicurezza alimentare, istruzione, ecc.), nonché rafforzare la collaborazione sia a valle che a monte nella catena agroalimentare per rafforzarne la resilienza. In questa prima fase di consultazione, CNA Agroalimentare ritiene che le opzioni politiche più condivisibili da approfondire nella valutazione d’impatto siano rappresentate dall’Opzione 3 – Rafforzare la legislazione esistente e dall’Opzione 4 – Nuova normativa globale sulla sostenibilità del sistema alimentare dell’Unione. Per maggiori informazioni, in allegato si trasmette un documento di posizione nel merito.
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Response to Animal welfare labelling for food

24 Aug 2021

La CNA condivide l’obiettivo generale dell’iniziativa in oggetto promossa dalla Commissione Europea per garantire un approccio armonizzato per quanto riguarda la protezione degli animali e al loro benessere e creare condizioni di parità in tutta l'Unione, in particolare per quanto riguarda il loro trasporto. Allo stesso tempo, la CNA evidenzia la necessità che venga tenuto conto nella valutazione della Commissione Europea delle disposizioni normative attualmente in vigore a livello EU e nazionale e del loro attuale impatto economico sulle Micro PMI del settore. In tal senso, in Italia, oltre che dal Regolamento 1/2005 CE, il trasporto di animali vivi viene disciplinato anche dal Decreto Legislativo 25 luglio 2007, n. 151 “Disposizioni sanzionatorie per la violazione del regolamento (CE) n. 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto e operazioni correlate”. In tale Decreto vengono evidenziate le disposizioni obbligatorie (e le eventuali sanzioni) nel trasporto di animali vivi. In particolare, si evidenziano i numerosi adempimenti e i numerosi obblighi funzionali a garantire la sicurezza e il benessere dell’animale. Una normativa molto complessa, che spesso rivela difficoltà oggettive di applicazione pratica tra quanto previsto e la reale fattibilità oggettiva. Come ad esempio nei seguenti casi: • la carenza di aree di sosta da dedicare a riposo, alimentazione ed abbeveraggio degli animali; • eventuali trasbordi in caso di trasporti problematici, ricoveri temporanei di animali anche feriti; • durata del viaggio in base alla tipologia dell’animale trasportato e tempi di guida e riposo dell’autista. La CNA rileva, inoltre, un importante carico di responsabilità in capo all’autotrasportatore che ha un elevato interesse, anche economico, a limitare lo stress dell’animale durante il viaggio ed a garantire che l’animale arrivi sano a destinazione. In alcuni settori (bovino e suino) le indicazioni circa le modalità di trasporto sono chiare, cosa non sempre evidente per le altre specie animali. Ulteriore aspetto da tenere in considerazione è quello della formazione degli operatori preposti al trasporto e alla macellazione di animali di allevamento. Per i motivi sopra elencati la CNA ritiene che, nella revisione della disciplina, sia necessario comprendere le situazioni nazionali molto diverse tra loro nei vari Paesi membri. A tal proposito, sarà necessario anche investire le risorse dell’Unione Europea per sostenere investimenti migliorativi delle condizioni di benessere e di trasporto degli animali vivi: dalle infrastrutture stradali alla formazione degli operatori coinvolti.
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Response to Revision of Food Information to Consumers for what concerns labelling rules on alcoholic beverages

22 Jul 2021

CNA Agroalimentare accoglie con favore la decisione della Commissione europea di consultare le parti interessate e i cittadini sulla futura iniziativa volta a revisionare le norme relative alle informazioni fornite ai consumatori per le bevande alcoliche. Una maggiore trasparenza e la fornitura di quante più informazioni possibili rappresentano utili strumenti per consentire ai consumatori di compiere scelte sempre più sensibili e consapevoli. Alla luce dell’intenzione della Commissione europea di rivedere la normativa in vigore, CNA Agroalimentare ritiene essenziale fornire il proprio contributo alla revisione delle normative Ue in materia. Sulla base delle opzioni politiche attualmente al vaglio della Commissione europea, CNA Agroalimentare esprime il proprio favore per l’Opzione 2, procedendo verso la revisione delle regole per tutte le bevande alcoliche e richiedendo la fornitura di tutte le informazioni in etichetta. L’inserimento dell’apporto calorico, delle informazioni nutrizionali e dell’elenco completo degli ingredienti in etichetta rappresenta la giusta direzione per aumentare la trasparenza da parte dei produttori e per dare ai consumatori la possibilità di sapere se il prodotto scelto sia composto da ingredienti naturali o con l’aggiunta di elementi chimici di sintesi. Al contempo, tuttavia, CNA Agroalimentare intende evidenziare come la revisione delle norme possa comportare il rischio di oneri e costi aggiuntivi per i micro e piccoli operatori del settore. Calcolare la tabella nutrizionale e l’apporto calorico per ogni prodotto, rivedere l’estetica delle etichette per consentire l’inserimento di ulteriori informazioni e sostituire le scorte già prodotte con nuove etichette conformi alle future disposizioni possono comportare un aumento di costi e di oneri per i micro e piccoli operatori, spesso non in possesso delle necessarie risorse e competenze. CNA Agroalimentare richiede che questi elementi e fattori siano tenuti in considerazione dalla Commissione europea nello sviluppo delle proprie riflessioni e nella strutturazione dell’iniziativa, prevedendo un periodo di tempo sufficiente per gli operatori della filiera, in particolare i micro e piccoli operatori, affinché possano adeguarsi alle nuove disposizioni, nonché strumenti di supporto adeguati al fine di facilitare tali cambiamenti.
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Response to Initial qualification and periodic training of drivers of certain road vehicles for the carriage of goods or passengers

31 Mar 2021

The Covid19 pandemic has helped to further highlight the differences between freight and passenger transport in terms of safety for drivers and users, in terms of flexibility of service and organisation of the work of bus passenger transport companies. In the light of this evidence, CNA FITA feel that a regulatory definition can no longer be postponed which takes into account not the differences but the potential that these two sectors (goods and people) can put into play for the qualification of the service, for road safety and for the protection of drivers. As CNA FITA we underline here three themes of interest: simplification, specialisation, security. Please find enclosed our comments.
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Response to Revision of EU rules on food contact materials

29 Jan 2021

La normativa Moca ha un impatto rilevante per tutto il comparto manifatturiero alimentare e il nostro è uno dei Paesi dove la legislazione è più avanzata in termini di conformità al food contact. Al fine di consentire alle imprese italiane di continuare ad essere competitive sui mercati, garantendo un elevato livello di protezione della salute pubblica e promuovendo, sempre di più, la sostenibilità ambientale dei materiali e prodotti e la salvaguardia del consumatore, la CNA valuta molto positivamente la volontà della Commissione Europea di procedere ad una revisione ed unificazione delle norme UE sui materiali a contatto con gli alimenti. Al fine di consentire alle imprese italiane di continuare ad essere competitive sui mercati, garantendo un elevato livello di protezione della salute pubblica e promuovendo, sempre di più, la sostenibilità ambientale dei materiali e prodotti e la salvaguardia del consumatore, la CNA valuta molto positivamente la volontà della Commissione Europea di procedere ad una revisione ed unificazione delle norme UE sui materiali a contatto con gli alimenti. La normativa che regolamenta i Moca è molto varia e non esiste un corpus legislativo armonizzato a livello europeo. Un riferimento legislativo così articolato rischia di non fornire indicazioni chiare e precise alle aziende che faticano ad indentificare sempre nel modo corretto tutto quello che va fatto per essere in regola ed operare in sicurezza e conformità. Sarebbe, quindi, opportuno definire un testo armonizzato dell’intera normativa Moca che raggruppi le singole disposizioni normative. Ciò favorirebbe una maggiore applicazione delle norme specifiche dei materiali da parte delle PMI e, conseguentemente, incentiverebbe una maggiore armonizzazione delle legislazioni nazionali. Sarebbe auspicabile, una maggiore armonizzazione e condivisione di principi per superare le criticità oggi presenti nel mercato interno, soprattutto in particolari condizioni d’uso (si pensi ai materiali nobili, all’acciaio e alle gomme). Una semplificazione della procedura relativa alla dichiarazione di conformità consentirebbe all’ OSA di non avere l’onere della prova in tal senso. In merito alla maggiore attenzione che la normativa europea potrebbe spostare sull’articolo finale immesso sul mercato, valutiamo positivamente tale orientamento. Evidenziamo, in tal senso, che la modifica dell’approccio di valutazione dovrebbe essere basata non solo sulle sostanze ma anche sul rapporto volume/superficie e sulla tipologia di alimento con cui il materiale entrerà in contatto (le condizioni d’uso) anche per favorire lo sviluppo di nuove tecnologie prevedendo politiche di incentivazione in tal senso. Infatti, l’utilizzo di materiali ecocompatibili ed adatti ai Moca consentirebbe delle certificazioni basate sui prodotti le cui caratteristiche di produzione sarebbero tali da essere, già, a monte compatibili con i Moca. Un esempio, in tal senso, è il passaggio dalle vernici con solventi a quelle ad acqua. Sulla possibilità evidenziata dalla Commissione Europea di avvalersi di organismi delegati e/o notificati incaricati della valutazione di conformità, come CNA evidenziamo che la previsione di una certificazione obbligatoria per le PMI produrrebbe un aumento di costo per le stesse ed un ulteriore ostacolo per le imprese.
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Response to Setting of nutrient profiles

29 Jan 2021

CNA Agroalimentare accoglie con favore la decisione della Commissione europea di consultare le parti interessate e i cittadini sulle future iniziative volta a revisionare la normativa in materia di etichettatura alimentare dell’Ue. Tali iniziative rappresentano l’elemento centrale della strategia “Dal produttore al consumatore” e, alla luce della grave situazione venutasi a creare dalla pandemia COVID-19 per l’intero settore agroalimentare e della difficile fase di ripresa che le micro e piccole imprese dovranno affrontare, CNA Agroalimentare ritiene essenziale fornire il proprio contributo al fine di evitare l’emergere di oneri aggiuntivi e gravosi dalla revisione della normativa. In riferimento all’etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell’imballaggio e profili nutrizionali, CNA Agroalimentare supporta l’Opzione 1 di introdurre, a livello europeo, un’etichetta specifica per nutrienti non interpretativa che fornisca informazioni numeriche sul tenore di quattro sostanze nutritive (grassi, acidi grassi saturi, zuccheri, sale) e sul valore energetico, nonché sul suo peso percentuale rispetto alla dose giornaliera di riferimento. In questo senso, CNA Agroalimentare ritiene che la proposta italiana del NutrInform Battery rappresenti la miglior rappresentazione grafica dei valori nutrizionali degli alimenti dal punto di vista dell’immediatezza, facilità di comprensione e capacità educativa. Data la grave situazione causata dalla pandemia COVID-19 e la difficile fase di ripresa che le imprese dovranno affrontare, CNA Agroalimentare ritiene che tale etichetta nutrizionale debba essere introdotta in una prima fase sperimentale su base volontaria prima che sia resa obbligatoria, in modo da valutare l’efficacia del sistema armonizzato. Allo stesso tempo, CNA Agroalimentare è preoccupata della fissazione di profili nutrizionali obbligatori e ritiene che, anziché prevedere la loro istituzione, la Commissione dovrebbe promuovere e sostenere l’armonizzazione delle azioni messe in campo dalle autorità nazionali finalizzate a limitare o vietare l'uso di false indicazioni nutrizionali su alimenti ricchi di grassi, zuccheri e/o sale, nonché campagne educative per i consumatori affinché possano compiere scelte alimentari più sane. In merito alle regole di etichettatura di origine, CNA Agroalimentare non ritiene necessaria l’estensione dell’obbligatorietà dell’indicazione di origine o della provenienza. Piuttosto, risulta opportuno rivedere il quadro normativo vigente, in particolare il Regolamento di esecuzione 2018/775, al fine di introdurre una maggior chiarezza e semplificazione per gli operatori del settore. In particolare, risulta necessaria una maggior chiarezza nella distinzione delle definizioni “luogo di origine” e “luogo di provenienza” e dei casi in cui utilizzare l’una o l’altra formula. Tale revisione dovrebbe inoltre essere accompagnata da linee guida interpretative che possano guidare non solo gli operatori del settore alimentare, ma anche e soprattutto le autorità di controllo e quelle giudiziarie dei diversi Stati membri. Per quanto riguarda le norme di etichettatura della data di scadenza, CNA Agroalimentare ritiene opportuno prevedere un chiarimento ed una formulazione dell’indicazione della data di scadenza che sottolineino come, sebbene il prodotto alimentare non sia più della propria migliore qualità, esso può comunque essere consumato in sicurezza dopo la fine del giorno indicato, se adeguatamente trattato e conservato. In questo caso, si sostiene l’Opzione 3, proponendo la riformulazione della dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il…e comunque non oltre il…”. CNA Agroalimentare richiede infine che qualsiasi revisione delle normative sull’etichettatura preveda un periodo di tempo sufficiente per gli operatori della filiera, in particolare i micro e piccoli operatori, affinché possano adeguarsi alle nuove disposizioni e strumenti di supporto adeguati al fine di facilitare tali cambiamenti.
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Response to EU strategy for sustainable textiles

29 Jan 2021

Da tempo le filiere del tessile, della pelletteria, degli accessori, della calzatura, e della moda tentano di trovare un punto di equilibrio tra la contradditoria coesistenza tra l’emergenza etica, ambientale e sociale e la necessità di proseguire ed espandere le produzioni. Contestualmente, nel mondo sta emergendo un paradigma di virtuosismo produttivo che è l’evoluzione di una destrezza creativa basata sulla qualità dei processi, dei materiali, e dei dettagli. È da annoverare il consistente sforzo delle filiere italiane in tal senso: l’economia circolare è da sempre realizzata nel binomio sostenibilità – eccellenza intrinseco in alcune realtà del Made in Italy, in cui è la capacità del saper far bene a padroneggiare. Contestualmente si deve riconoscere la necessità di un’armonizzazione nell’intento di non creare gap strutturali nel settore tessile-moda/abbigliamento lasciando talune realtà imprenditoriali esterne alla sfida ambientale, economica e sociale. Proprio nella fase post-emergenza sanitaria COVID 19, alla luce dell’impatto drammatico che essa ha sul sistema economico, occorre più che mai affrontare la sfida della transizione green e, nel caso specifico, dello sviluppo di un modello di economia circolare, attraverso politiche e misure in grado di coglierne a pieno le potenzialità di crescita degli investimenti e dell’occupazione. Come CNA abbiamo sempre voluto enfatizzare questo concetto cogliendolo non solo in un’ottica territoriale (riferita quindi ai soli territori maggiormente dipendenti da fonti e tecnologie ”brown”), ma sostenendo la necessità che questa transizione possa essere una leva di crescita in grado di cogliere le caratteristiche e le esigenze settoriali ed a prescindere dalla dimensione aziendale, accompagnando in questa transizione anche le imprese più piccole. Alla luce di ciò, si ritiene necessaria la predisposizione di una iniziativa europea in grado di rendere l’ecosistema tessile idoneo all’implementazione dell’economia circolare, non l’inverso. L’iniziativa deve avere una capacità ordinante, ovvero che non abbia valenza costrittiva, ma che sia in grado di fornire una linea guida. Le PMI e le imprese artigiane, che compongono l’ossatura strutturale del sistema produttivo dell’economia nazionale e comunitaria, sono attente a creare valore non solo economico, ma anche sociale ed ambientale. Vi è, pertanto, la predisposizione a poter raggiungere un punto di ottimo in relazione all’obiettivo economia circolare e sostenibilità nei sistemi produttivi. Tuttavia, innumerevoli sono i punti di intervento corrispondenti alle varie fasi del ciclo di vita del prodotto tessile che vedono ancora lontana la predisposizione alla circolarità, il che di fatto rappresenta un’ottica potenzialmente da esplorare. Assumendo tale prospettiva, CNA sostiene fortemente alcuni pilastri indispensabili per poter definire con pienezza le sfide dello sviluppo sostenibile, e della neutralità climatica che sono approfonditi nel documento allegato.
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Response to Climate change mitigation and adaptation taxonomy

18 Dec 2020

Nell’approcciare la bozza di Regolamento in consultazione, non possiamo non evidenziare alcune criticità generali già rappresentate in precedenti occasioni di confronto, ma che riteniamo opportuno ribadire al fine di favorire un impatto efficace alle iniziative da attivarsi per sostenere la transizione verso tecnologie più sostenibili. Il dibattito sul tema della finanza sostenibile ha, infatti, suscitato una duplice reazione. Da un lato, la comune consapevolezza che questa strategia, se ben affrontata, può rappresentare una leva utile per orientare gli investimenti delle imprese in un’ottica di sostenibilità, dall’altro i possibili rischi che un approccio eccessivamente rigido potrebbe generare, qualora si traducesse in ulteriore ostacolo all’accesso al credito per le imprese. Le iniziative dovrebbero essere caratterizzate elementi di flessibilità e proporzionalità, senza penalizzare settori, e di conseguenza le aree geografiche in cui quei settori sono più presenti, con effetti pesanti anche di ordine sociale. Certo, un impulso alla finanza sostenibile può essere funzionale nel supportare la transizione dell’economia (italiana ed europea) verso un modello in grado di rispondere alle sfide ambientali, ma solo se vi è un reale coinvolgimento dei potenziali investitori, e se si evita di escludere a priori alcuni settori, si possono favorire processi di trasformazione dell’economia in quella direzione. Si ribadisce, in tal senso, la necessità di prevedere opportuni periodi di transizione, per consentire alle imprese interessate di adeguarsi, evitando così effetti distorsivi sul mercato. Ogni tipologia di impresa e settore, anche quelle con un impatto negativo sull’ambiente, può adottare percorsi virtuosi per rendere più sostenibili i propri processi/prodotti/servizi. Ed è proprio la transizione dei settori economici tradizionali che necessita di un supporto agli investimenti. Anche gli operatori finanziari sostengono la necessità di un approccio incentrato sulla transizione, poiché consentirebbe di promuovere le attività economiche già compatibili con gli scenari dell’Accordo di Parigi e, al contempo, di incentivare la riduzione dell’impatto ambientale nei settori che presentano ancora elevate emissioni, adottando una logica giustamente inclusiva. Cogliamo, inoltre, l’occasione per richiamare l’attenzione sul collegamento tra il tema della tassonomia e quello della rendicontazione non finanziaria (NFRD), di cui è previsto nel primo quadrimestre 2021 una proposta di revisione della vigente Direttiva 2014/95. Ricordiamo in proposito che la disciplina della rendicontazione non finanziaria delle imprese, oggi è prevista esclusivamente per le imprese quotate e per le grandi imprese di interesse pubblico con un numero di dipendenti superiore a 500; un esonero per le PMI che a nostro avviso deve rimanere tale. In merito all’ambito di applicazione occorre inoltre precisare che, sebbene le PMI siano escluse dagli obblighi previsti dalla suddetta Direttiva, rischiano comunque di essere pesantemente impattate; ciò soprattutto in quanto spesso operano in filiera con imprese che invece sono pienamente coinvolte da questa disciplina, senza avere a disposizione alcuno strumento difensivo.
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Response to Revision of the EU geographical indications(GI) systems in agricultural products and foodstuffs, wines and spirit drinks

25 Nov 2020

CNA Agroalimentare accoglie con favore la decisione della Commissione europea di consultare le parti interessate e i cittadini sulla futura iniziativa volta a revisionare il sistema di indicazioni geografiche (IG) dell’Ue. Il sistema dei regimi di qualità dell’Ue è uno degli elementi centrali della strategia “Dal produttore al consumatore” e, alla luce delle nuove sfide che i prodotti di qualità si trovano ad affrontare, CNA Agroalimentare ritiene essenziale fornire il proprio contributo alla revisione delle normative Ue in materia. Sostenendo l’intenzione della Commissione di modernizzare le procedure di registrazione e di gestione delle indicazioni geografiche, CNA Agroalimentare richiede di procedere nella direzione di una maggiore semplificazione, in particolare per quanto riguarda le procedure relative alla modifica delle specifiche dei prodotti esistenti. Occorre garantire la preservazione del carattere europeo del sistema delle indicazioni geografiche, favorendo al contempo la sussidiarietà ed il superamento della mancanza di armonizzazione tra gli Stati membri per quel che riguarda la gestione delle IG. Ciò può essere favorito da corsi di formazione mirati alle autorità nazionali coinvolte nella registrazione delle IG e linee guida comuni sull’interpretazione della normativa in materia. CNA Agroalimentare sostiene inoltre il rafforzamento della protezione dei prodotti IG non solo contro il loro sfruttamento esplicito, ma anche contro l’indebolimento della loro reputazione. Risulta necessario assicurare la credibilità del sistema delle indicazioni geografiche e la fiducia dei consumatori attraverso un miglioramento dell'applicazione delle norme e attraverso un’armonizzazione dei controlli negli Stati membri. Tra le altre misure che possono contribuire ad un miglioramento della protezione delle IG, CNA Agroalimentare supporta l’implementazione di campagne promozionali e di sensibilizzazione più efficienti finalizzate ad accrescere la comprensione e l'attuazione armonizzata delle norme relative alla protezione delle IG. Risulta inoltre necessario garantire una migliore protezione delle indicazioni geografiche dell'UE nei paesi terzi e di continuare a lavorare per una migliore applicazione degli accordi internazionali firmati dall'Unione europea. CNA Agroalimentare supporta lo sviluppo di linee guida per la produzione IG sostenibile, da accompagnare con lo sviluppo e la diffusione di soluzioni su misura, anche in stretta collaborazione con le organizzazioni di MPMI, al fine di sostenere le imprese a sviluppare tali capacità. Infine, CNA Agroalimentare sostiene l’intenzione della Commissione di esplorare alternative per il regime delle specialità tradizionali garantite (STG), in modo tale da proteggere maggiormente e in maniera più efficace il know-how tradizionale e artigianale.
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Response to Protection of workers from risks related to carcinogens

20 Nov 2020

The main objective of the proposal for a directive to limit the exposure to carcinogens of mutagens at work can be only in line with the objectives of a healthy and safe working environment that our employers put in place themselves daily in their own companies. Reducing the disparities of conditions between European companies in the field of health and safety at work regulation is an objective which is necessary to strongly ask the European institutions in line with any other legislation. As CNA we are in favour of establishing a uniform regulation and therefore of the establishment of European OEL, that will help to reduce the disparities between economic operators using the substances identified by the directive and to standardize the level of protection of European workers. However, we believe that the setting of limit values would require a more in-depth assessment of the technical and economic feasibility of the proposed limit values and a specific impact assessment on the economic and practical consequences for SMEs in the Member states. In this sense we recall the SME Test and the principle “Think small first”. A further study on the investments needed to adapt the production in the micro and small and medium-sized enterprises to the occupational exposure limit values proposed by this Directive could perhaps suggest that SMEs needs a longer transitional period to adapt to the Directive due of the their lower investment capacity, typical of this size of enterprise. To cover the investments necessary for risk management measures over a period of 60 years, as considered in the calculations of the impact assessment of the Directive, becomes an additional cost and burden for micro small enterprises whose prospects are not based on long-term period like that. In particular, the impact of the Directive on exposure limit values to benzene and nickel will involve many sectors of SME production causing practical difficulties and higher costs compare to large companies. Finally, on the basis of an in-depth impact assessments, the directive should give clear disposition to Member States in order to reach a good implementation at national level, including instruments and incentives that can help micro SMEs to support investment needed to adapt their activities.
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Meeting with Nicola Danti (Member of the European Parliament, Shadow rapporteur)

20 May 2020 · sfide turismo e COVID - prospettiva CNA

Response to Report on the application of the General Data Protection Regulation

29 Apr 2020

La CNA, in rappresentanza degli interessi degli artigiani e delle piccole e medie imprese italiane, nonché membro di SME United, desidera fornire il proprio contributo alla valutazione in merito all'applicazione del GDPR, ed in particolare riguardo la questione del trasferimento internazionale di dati personali verso paesi terzi. A tal fine la CNA evidenzia di aver rilevato, in questi due primi anni di applicazione del GDPR, una serie di criticità in merito alle decisioni di adeguatezza esistenti e al meccanismo di cooperazione e coerenza tra le autorità nazionali di protezioni dei dati, temi che richiedono un approfondimento. La nostra riflessione riguarderà il primo di questi. In primo luogo, vanno considerate le difficoltà incontrate soprattutto dalle imprese che per le loro attività operano prevalentemente con il mercato estero extra UE, dove si è evidenziata la mancanza di una linearità, spesso dicotomica, tra l’applicazione del GDPR e le normative locali di tutela dei dati. Questo problema si acuisce maggiormente in relazione alle piccole dimensioni delle imprese che rappresentiamo che, a differenza delle grandi aziende, non hanno la possibilità di potersi avvalere di competenze specialistiche legali interne o di avvalersi di prestigiosi studi esterni per gestire tali problematiche. In un mondo così complesso, dove i processi legati alla globalizzazione determinano in alcuni casi anche la sopravvivenza delle nostre imprese, sarebbe fondamentale trovare dinamiche di cooperazione attraverso accordi internazionali (vedi Privacy Shield), consentendo quindi di ridurre il gap con le imprese invece maggiormente strutturate. Altri dubbi riguardano le decisioni di adeguatezza del recente passato ante GDPR. Così come all’interno dello Stato alcuni istituti privacy hanno richiesto delle precisazioni da parte dell’Autorità di Controllo Italiana, in presenza di un quadro normativo significativamente modificato in materia ed in assenza di precise linee guida, le nostre imprese si sono più volte interrogate riguardo la possibilità di muoversi con trasferimenti di dati con la stessa sicurezza del passato o se invece queste attività dovessero essere sostenute da strumenti quali la valutazione di Impatto (PIA). Infine, come ulteriore suggerimento, dovrebbe essere prestata particolare attenzione a quelle nazioni, che pur in assenza di decisioni di adeguatezza, tradizionalmente vedono la presenza nel loro territorio di moltissimi cittadini di origine italiana. Questo in virtù del permanere dello scambio di dati tra il paese d’origine e di adozione, nell’ambito delle loro attività produttive.
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Meeting with Nicolas Schmit (Commissioner) and

25 Feb 2020 · ongoing social files and minimum wage

Meeting with Nathalie Chaze (Cabinet of Commissioner Vytenis Andriukaitis)

19 Dec 2017 · Labelling of food products

Meeting with Daniel Calleja Crespo (Director-General Environment)

4 Feb 2016 · Circular Economy oportunities for SMES